SETTIMANA DELLA CONCILIAZIONE 2013


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stefano salvetti-04 In merito alla sanzione che scatterà dal 01 gennaio 2016 prevista dall'Unione Europea in tema di depuratori non realizzati, il dott. Stefano Salvetti, presidente Adiconsum Liguria, comunica che la stessa associazione congiuntamente al CLCU (coordinamento ligure consumatori utenti) aggiungerà all'agenda del confronto, già attiva in materia di regolamenti, investimenti e tariffe, con la Regione e con gli Ato di riferimento, uno specifico osservatorio sugli investimenti e relativi programmi di attuazione, perché siano rimosse le distorsioni e perchè si risalga alle cause che hanno determinato la mancata  attuazione delle relative opere. Verificare la filiera delle responsabilità perché non paghi solo il consumatore, con l'auspicio che nel merito si siano già attivati gli organi di controllo preposti.  Come pubblicato sul “Corriere della sera”, la Corte di Giustizia Europea esattamemente due anni fa, aveva emesso una sentenza di condanna dell'Italia per gli impianti di raccolta e depurazione delle acque  reflue. La Liguria dal 2008 ha a disposizione 33 milioni e mezzo da investire in sistemi fognanti ed impianti di depurazione; una piccola percentuale di questi sono già stati spesi con questa finalità. La Liguria dovrà quindi rendere conto all'Unione Europea dei depuratori che non ha ancora realizzato. La sanzione prevista per la mancata realizzazione dei depuratori è pari a 18 milioni di euro e, con tutta probabilità, il rischio che si corre è quello di appensantire future bollette per ciascun contribuente.
Alessia De Pascalis, addetto stampa CLCU.

Stefano Salvetti

I recenti casi di cronaca riguardanti gli annegamenti in Liguria, i più recenti a Sturla e a Savona, non posssono non far considerare che tutti i mezzi tecnologici, ormai alla portata di ciascuno di noi, devono anche essere utilizzati in maniera intensiva in tema di informazione. L'analisi del presidente di Adiconsum Liguria, Stefano Salvetti, propone: «Il salvamento dovrebbe essere garantito nelle spiagge libere di maggior afflusso e concentrazione, ovvio che in alcuni alcuni litorali particolarmente estesi non lo si possa garantire ovunque. “Strutturare” la balneazione in un'ottica diversa non può che limitare il verifi

carsi di simili tragedie consumate tra le onde. Non solo i Comuni ma anche la Guardia Costiera  potrebbero diramare informazioni sulle condizioni del mare, attraverso apposite applicazioni istituzionali per tablet o smartphone o tramite semplici sms indicando su quali spiagge libere evitare la balneazione quando le circostanze sono proibitive. Potrebbero essere installate, agli ingressi delle spiagge libere, display  (tipo colonnine autobus) che secondo le condizioni marine si aggiornano tramite un collegamento con Guardia Costiera vietando o sconsigliando l'ingresso in mare; una sorta di semaforo di facile lettura che sia comprensibile anche agli stranieri attraverso la codifica dei colori canonici dei segnali luminosi». Ovvio che da supporto non possono essere tralasciate le più elementari precauzione richiamate in depliant reperibili nei punti di maggior afflusso, magari anche sotto forma di etich

ette adesive da apporre sui cestini per la raccolta dei rifiuti o in prossimità delle docce; sarebbe sufficiente ricordare di immergersi lontano dai pasti, se si è stati esposti al Sole prima di tuffarsi bagnarsi gradualmente, il mare agitato per via della risacca può essere molto rischioso: possibile il verificarsi di situazioni pericolose quali mulinelli, vortici e buche in prossimità della spiaggia. Le comuni norme dettate dal buon senso e dalla conoscenza basilare nel praticare in tranquillità i litorali. Il pericolo infatti non si manifesta soltanto lontano dalla spiaggia.

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Si è conclusa venerdi 1 agosto l'ultima seduta estiva del tavolo di conciliazione ospitato presso l'Autorità Portuale tra Assoutenti in rappresentanza delle famiglie e dei condomini danneggiati e la società Tecnis in rappresentanza del consorzio di imprese a cui era stata affidata l'attività di sbancamento in zona calata bettolo. In virtù del protocollo sottoscritto tra Autorità Portuale, Assoutenti, Tecnis e Assest e Comitati del centro storico nel novembre 2012 sono stati esaminate nel periodo febbraio 2013 giugno 2014 circa 500 richieste e ammesse alla conciliazione 176 pratiche dopo i sopralluoghi dell'Autorità Portuale presso ogni richedente. Al 31 luglio 2014  167 le conciliazioni sottoscritte 3 in attesa di valutazione

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E' ON LINE LA  NUOVA NEWSLETTER DI CONSUMATORILIGURIA ... tutta da sfogliare, leggere o scaricare   http://issuu.com/consumatoriliguria0/docs/newsletter_luglio_2014 

arton20476 Canone Rai: vademecum sull'esenzione

 

Esenzione del pagamento del canone di abbonamento tv; scadenze dei termini della rateizzazione semetrale o penultima rata; rinuncia al possesso dell'apparecchio atto a ricevere il segnale televisivo; disdetta e sugellamento dell'aparecchio tv: un dedalo di percorsi che riguardano il canone RAI, imposto alla collettività in base ad una norma approvata dal regio decreto legge n° 246 del 1938 e che da 70 anni non smette di far porre delle domande. Ancora, il quesito, dopo più di mezzo secolo, per molti consumatori resta lo stesso: «esiste un modo legale per non pagare il canone Rai?».

L'avvocato Daniela Spani, vicepresidente di Movimento Difesa del Cittadino, ha dipanato l'intricata matassa facendo chiarezza sui seguenti punti:

«Sì, esiste. Il 31 luglio, ad esempio è una data importante in quanto è l’ultimo giorno utile per chiedere l’esenzione dal pagamento del Canone Rai. Dell'esenzione possono usufruire gli anziani che hanno già compiuto i 75 anni (art. 1, comma 132, legge 24 dicembre 2007, n.244) inviando apposita dichiarazione sostitutiva con una fotocopia, non autenticata, del proprio documento d’identità, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno a: Agenzia delle Entrate, ufficio Torino 1, S.A.T. Sportello abbonamenti Tv, Casella postale 22, 10121 – Torino, oppure consegnando gli stessi a mano all’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate. Gli stessi richiedenti devono avere un  reddito al di sotto dei 517,00 euro al mese, ed occorre precisare che la soglia di reddito complessivo pari a 6.713,98 è riferito a quello raggiunto insieme al coniuge e che corrisponde all’importo mensile precedentemente indicato. Il requisito del reddito deve essere riferito all’anno precedente a quello per il quale si intende fruire dell’agevolazione.

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L'iniziativa è parte integrante del progetto INFORMA CONSUMATORI LIGURIA e rientra nel programma generale di intervento 2009/2010
della Regione Liguria realizzato con l'utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

Registro Stampa n°17/05 del 21/10/2005 Autorizzazione del Tribunale di Genova

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