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Insufficienti le spiagge libere in Liguria: il problema resta aperto

Quando la politica latita, purtroppo deve intervenire la magistratura ed il sequestro dello stabilimento balneare Bagni Liggia a Genova – Quarto ci riporta all’incompiuto intervento per la disciplina degli stabilimenti balneari e alla libera fruizione delle spiagge con possibile danno erariale, come ha paventato la Corte dei Conti.

Dal 2007 Adiconsum ha intrapreso un’importante iniziativa per riuscire a garantire una percentuale almeno del 40% tra spiagge libere e spiagge libere attrezzate. Questa percentuale è stata determinata dalla conseguente Legge Regionale ispirata proprio dalla ns. iniziativa e licenziata dalla Regione Liguria nel 2008 grazie anche all’apporto dei Verdi. La legge demanda ai comuni costieri di approvare i piani di utilizzo demaniale che devono individuare il litorale lasciato alla libera balneazione.

Iniziammo con il Comune di Genova un percorso per riuscire a licenziare il predetto piano.

All’inizio del 2019 avrebbe dovuto compiersi questo defaticante iter, arrivando ad una perimetrazione per individuare tratti del litorale da dedicare in futuro alla libera balneazione. Purtroppo l’iter è stato interrotto prendendo a pretesto le forti mareggiate che hanno colpito manufatti incongrui costruiti in prossimità del mare. Circostanza che nulla ha a che vedere con la perimetrazione del litorale.

Ricordiamo che a Genova abbiamo un grave deficit di spiagge libere, specialmente nella parte centrale della città, lungo Corso Italia dove la percentuale non raggiunge il 14%, costringendo molti cittadini a compiere chilometri, utilizzando mezzi privati, difficoltà con i mezzi pubblici per raggiungere a Levante o a Ponente le spiagge libere. E’ bene non dimenticare che per tutta la Provincia di Genova abbiamo solo il 24% di litorale libero ed in tutta la Liguria solo un 15%. Spiagge libere a cui bisogna garantire il salvamento, pulizia e servizi.

Il dato nazionale è alquanto sconcertante poiché, salvo rare eccezioni in alcune Regioni, la stragrande maggioranza del litorale fruibile all’80% è dato in concessione, dove insistono circa 17.000 stabilimenti balneari che corrispondono un canone demaniale annuale irrisorio (complessivamente 103 milioni, una media di circa 5.000,00 € a stabilimento), una cifra che paga un normale bar per mettere  i tavolini per strada, a fronte di un volume di affari di 15 miliardi (la Francia con 80% di spiagge libere, strutture balneari di facile rimozione durata concessione 12 anni, idem Spagna, Grecia e Croazia).

“La direttiva Bolkestein prevedeva da tempo che le concessioni fossero portate a gara” ha spiegato Stefano Salvetti Presidente di Adiconsum Liguria e del Coordinamento ligure Consumatori e Utenti. “La nostra. azione non è contro gli stabilimenti balneari ma contro una situazione che attualmente è iniqua. Si trovi quindi la formula migliore per bandire delle gare, ma senza un riordino non è possibile attuare gli eventuali piani di utilizzo demaniale”.