| 12 Febbraio 2012
Perché i pescatori professionisti per andare in mare con “palangaro (1) e nasse (2) “ devono avere giustamente una LICENZA di PESCA con relativo permesso pagando €400 mentre i pescatori dilettanti vanno in mare con “palangaro e nasse “ gratuitamente, senza licenza e relativo permesso?
Visto che è entrato in vigore il nuovo regolamento sulla pesca nel Mediterraneo (Legge n.404) a tutela del nostro ambiente marino, dei lavoratori del mare e dei consumatori con moltissime restrizioni e divieti per la pesca professionale non si riesce a capire perchè la stessa non debba essere applicata anche alla pesca dilettantistica.
Alcuni esempi:
- i professionisti (in Liguria sono circa 700) hanno limiti di giornate di pesca, lo stesso devono avere i dilettanti (in Liguria sono circa 100.000 tra autonomi e iscritti a circoli e società). In pratica, devono avere limiti come ci sono per la caccia. I cacciatori vanno solo 3 giorni alla settimana.
- In Spagna e in Francia i dilettanti vanno in mare con massimo 30 ami di palangari (in Italia ne usano 200! ) e usano 1 sola nassa con segnale (in Italia ne possono usare 2, ma ne usano molte di più perché non le segnalano!)
- I professionisti hanno limiti di profondità marina e lo stesso devono avere i dilettanti: non pescare oltre i 100 m di fondo marino.
E' quindi importante finire il censimento sulla pesca dilettantistica, far pagare ai dilettanti una tassa; ad esempio 50 € a persona, così, visto che mancano i fondi per la pesca professionale, il ricavato può essere usato per far partire i piani di gestione per la pesca costiera.
E' importante far sì che la pesca costiera locale TRADIZIONALE, che esiste da 10-15 generazioni e non ha mai fatto danni alle risorse marine, possa essere protetta e incentivata e allo stesso tempo si eliminerebbero quella pesca dilettantistica non sportiva che in alcuni casi immette il pescato nella nostra filiera con evidente danno all'economia e mettendo a rischio il consumatore. Ma non solo il pescatore dilettante non avendo regole da rispettare, può pescare quello che vuole, anche se in quel periodo è proibito senza tenere in conto il fermo biologico.
Il pescatore professionista segue il fermo biologico non solo perchè subisce continuamente controlli dalla Guardia Costiera e dalla Finanza ma soprattutto perchè ritiene che sia una cosa giusta
Nel caso della tracciabilità ed etichettatura dei pesci i professionisti si chiedono poi perchè non sia possibile seguire una marcatura più semplice e facilmente leggibile anche dal consumatore: chi capisce cosa vuol dire l’etichetta che si legge in pescheria FAO 37? Non sarebbe più semplice scrivere Pesce del Mar Ligure o al massimo Pesce del Mar Tirreno?. Allora sì che si valorizzano i Pesci dimenticati o poveri.
Quello che si chiedono i pescatori professionisti è perchè negli ambienti lavorativi di terra non esiste il dilettante BARISTA, MECCANICO, DOTTORE e in mare sì? Se alcune persone vogliono fare i pescatori, perché non prendono una licenza, pagano le tasse e vanno a pescare? E perchè non vi è una disciplina precisa che tuteli il lavoratore e il consumatore distinguendo la passione della pesca come cimento essenzialmente sportivo da quella che è una vera e propria professione
Il consumatore deve essere sicuro che quanto consuma non sia il risultato di una attività di qualche sconsiderato dilettante senza scrupoli che utilizza parte del “suo” pescato portandolo ad un ristoratore o in pescheria, in pratica, in nero evadendo le tasse e senza certificazione della freschezza e della provenienza.
Articolo tratto dalla segnalazione di FELICE MAMMOLITI, Presidente F.G.F. COOPERATIVA PESCATORI DELLA PICCOLA PESCA e SOCIO MDC GENOVA
- Il Palangaro è formato da una lenza più grossa, che funziona da “madre”, alla quale sono collegati, circa ogni 3 metri, altri più piccoli pezzi di lenza con relativi amo ed esca. A seconda di dove viene calata, si possono prendere tutti i tipi di pesce.
- Le nasse sono delle ceste chiuse con una sola entrata e misurano da un minimo di m.1 di diametro fino a circa m.3 di diametro. Nelle nasse vengono messe delle esche per attirare molti pesci: polpi, dentici, orate, saraghi, seppie, gronchi, murene, aragoste, sarpe,mormore, ecc… Le nasse stanno in mare tutto l’anno, 365 gg.





