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scuola_finita assemblea Assoutenti 28 aprile 2011

La scuola è un servizio rivolto agli Studenti.

Sembra un’affermazione banale, ma non lo è affatto.

Troppo spesso sentiamo parlare di scuola più come luogo di lavoro che come luogo di educazione/istruzione: è necessario promuovere una rivoluzione copernicana che riporti al centro della Scuola gli Studenti e che valorizzi la funzione dei Genitori quali loro rappresentanti. Dobbiamo capire che possiamo costituire un fronte comune dell’utenza della Scuola e che possiamo collaborare positivamente per indurre un miglioramento del servizio.

Fino alle Medie Inferiori gli Studenti sono rappresentati dai Genitori, a livello di Scuola Superiore, invece, gli Studenti esprimono una loro rappresentanza. Il ruolo dei Genitori rimane, comunque, centrale in quanto sono i primi responsabili della formazione dei propri figli che sono minori per gran parte del quinquennio delle Superiori.

 

Per valorizzare la voce dell’utenza nella Scuola ci possono essere di aiuto le Associazioni consumatori e le aggregazioni di Genitori, specie quelle istituzionalizzate su base elettiva quali i Coordinamenti dei Presidenti d’Istituto in quanto garantiscono, la migliore rappresentanza dell’utenza che vive oggi la scuola.

A Scuola bambini e ragazzi devono trovare persone competenti in grado di fornire loro un’adeguata preparazione in linea con i tempi e con l’Europa, a Scuola devono trovare un luogo sicuro ed igienicamente idoneo, a Scuola molti alunni (specie i più piccini) ricevono anche il servizio di ristorazione. In questo ambiente i nostri figli trascorrono un’ampia fetta della loro vita dai 3 ai 19aa. Molti bambini passano più tempo con gli Insegnanti che con i Genitori, specie se entrambi lavorano.

I Genitori hanno il diritto-dovere di conoscere la scuola dei propri figli e non possono permettersi di delegare completamente questa parte cospicua della vita dei loro figli agli operatori della scuola, tutto ciò nell’età più importante per la formazione fisica e psicologica.

Spesso siamo portati ad accampare i nostri diritti dimenticando, del tutto o in parte, i nostri doveri: una maggiore partecipazione attiva dei Genitori alla vita della Scuola è assolutamente necessaria e non dobbiamo sottovalutare gli organismi previsti dalla legge quali i Consigli di classe, di Istituto e di Circolo ed i Comitati Genitori. Tali organismi esistono ed è giusto che funzionino al meglio, ma perché ciò accada è necessario che i Genitori prendano coscienza dell’importanza di far valere i diritti dei propri figli e di esercitare scelte che solo a loro competono. Anche la componente degli Studenti “soffre” di una scarsa partecipazione, ma quello che maggiormente dovrebbe essere corretto è la tendenza ad occuparsi dei “massimi sistemi” a discapito di quanto li tocca più da vicino. Ciò che osserviamo sono le mobilitazioni studentesche, mosse certamente da attivismo civico e politico ed anche dalle caratteristiche di un’età in cui si tende ad essere idealisti, ma quando si tratta di mobilitarsi per il proprio Istituto o far notare le difficoltà che talvolta incontrano nella didattica e nel rapporto con i Docenti il loro attivismo scema velocemente.

Scuola e Famiglia rappresentano i cardini formativi dei bambini e dei ragazzi, dunque, una sinergia d’intenti è doverosa.

Era necessaria questa premessa autocritica perché non possiamo pretendere niente senza essere protagonisti attivi di quanto ci tocca così da vicino.

Purtroppo gli esempi in cui la Scuola è vissuta in modo contrario rispetto al concetto di servizio sono molti.

Già osservando i siti web delle scuole non mi è mai capitato di vedere un’area dove fossero elencati gli indirizzi e-mail dei Docenti, così come capita se si aprono i siti istituzionali degli Enti Locali. Eppure ogni Insegnante ha il suo indirizzo e-mail “@istruzione”, ma molto raramente i docenti mettono a disposizione delle famiglie il loro recapito e comunque tutto è lasciato alla libera iniziativa e buona volontà del singolo e non è dettato da regole generali. Mi pare quasi superfluo sottolineare come una modernizzazione delle comunicazioni potrebbe facilitare il rapporto con la Scuola e la corretta e tempestiva informazione della Famiglia in merito al rendimento scolastico o alle assenze dei figli, inoltre si potrebbero ridurre di molto gli spostamenti dei Genitori e le relative richieste di permessi per partecipare ai colloqui con i Docenti, tutto questo a costo zero.

E’ di questi giorni la polemica sulla chiusura degli Istituti per la settimana bianca, situazione nella quale le rivendicazioni del personale per ottenere un’ulteriore settimana di ferie, si scontrano frontalmente con l’esigenza delle famiglie (specialmente quelle economicamente più disagiate e con figli piccoli) di avere garantito un servizio previsto e già pagato. Fortunatamente sono state accolte le richieste delle Famiglie e la Regione ha deliberato impedendo che gli Istituti siano chiusi durante il periodo di stop didattico: speriamo che non vengano presentati ricorsi per illegittimità verso questo sacrosanto provvedimento. Questo è un esempio positivo di come il dialogo costruttivo con le Istituzioni possa portare tangibili risultati.

[La Giunta Regionale ha deliberato il 21/04/2011 : "La regione stabilisce in caso di sospensione delle lezioni per iniziative di carattere extrascolastico programmate dall'istituto, che siano garantite a chi non partecipa attività realizzate a scuola"......ossia non si può chiudere la scuola. Inoltre, al contrario dello scorso anno, non è possibile anticipare l'inizio dell'anno scolastico per recuperare gli eventuali giorni di chiusura. A febbraio, dunque, sarà molto difficile deliberare chiusure ].

Quando si parla di Istruzione necessariamente si parla anche della spesa che questa comporta: dal caro libri, ai bollettini della mensa, al contributo volontario.

  • Con il supporto essenziale delle Associazioni Consumatori stiamo lavorando affinché i Genitori ricoprano un ruolo centrale nella gestione del servizio di ristorazione attraverso la valorizzazione di quanto (anche in questo caso) esiste già, cioè le Commissioni mensa e perché le tariffe siano condivise e concordate con l’utenza. Anche in questo caso abbiamo assistito a molte polemiche ed alla formazione di comitati in seguito alla decisione unilaterale di eliminare la merenda nelle scuole dell’infanzia da parte del comune di Genova.Tale provvedimento, peraltro, non prevede alcun ritocco al ribasso del costo del servizio che è uno dei più costosi d’Italia. Su questo argomento sono in atto trattative tra le Associazioni consumatori, il Coordinamento dei Presidenti della Scuole della Provincia di Genova e l’Assessorato alle Politiche Educative del Comune di Genova tese a stendere un protocollo che preveda i genitori quale parte attiva nei processi decisionali che riguardano la ristorazione scolastica.

  • Il contributo volontario (cv) è quella cifra che le scuole chiedono alle famiglie all’atto dell’iscrizione, tale contributo è previsto dalla legge, ma c’è poca chiarezza e scarsa corretta informazione.

La prima cosa che dobbiamo sottolineare è la VOLONTARIETA’ del cv: fino al compimento dei 16 anni di età (obbligo scolastico) nessun contributo è dovuto alla scuola, non è neppure obbligatorio pagare la quota relativa all’assicurazione ed alla pagella.

Altro aspetto poco noto riguarda la DETRAIBILITA’ del contributo stesso. In base alla legge Bersani 40/2007, per portarlo in detrazione sulla denuncia dei redditi, è sufficiente scrivere sulla causale del versamento la dicitura: “ erogazione liberale ai sensi della L. 40/2007”.

Questi due aspetti del cv non sono sufficientemente chiariti dagli Istituti all’atto dell’iscrizione e comunemente il cv viene pagato come una vera e propria tassa. Per la divulgazione di queste informazioni è importante la funzione dei Genitori eletti negli Organi Collegiali, sia i rappresentanti di classe, che possono raggiungere i singoli genitori, sia i genitori eletti in Consiglio d’Istituto e di Circolo, che sono gli organismi nei quali viene decisa l’entità e l’utilizzo del contributo.

Il cv non può e non deve sopperire alle carenze di funzionamento della scuola quale, ad esempio, il pagamento delle supplenze, questo tipo di spesa, infatti, deve essere coperta MIUR. Il cv può, invece, essere impiegato per il miglioramento dell’Offerta Formativa e per l’innovazione tecnologica della didattica.

Personalmente, ma come me la pensano molti genitori, non sono contraria al pagamento del cv, ovviamente una volta rese note le sue caratteristiche, perché effettivamente un aiuto economico rivolto alle Scuole che frequentano i nostri figli è utile e necessario.

I bilanci delle Scuole sono un capitolo dolente e tanto se ne è parlato sui mezzi d’informazione durante tutto lo scorso anno quando i contributi dello Stato sono stati praticamente bloccati al fine di far emergere i fondi che alcune scuole tenevano da parte. Adesso i finanziamenti stanno arrivando secondo Il sistema dei “flussi di cassa”, cioè: ogni singola scuola deve comunicare mensilmente al MIUR le necessità di fondi per il funzionamento, il residuo di cassa ed i progetti che intende attuare. Sulla base di questo flusso di informazioni il Ministero eroga i fondi. Appare, dunque, chiaro che ogni scuola ha a disposizione un “abitino” confezionato su misura che non lascia ampi spazi di manovra: in questo senso ritengo che il pagamento del cv non sia uno scandalo.

Pongo alla vostra attenzione due considerazioni:

la prima riguarda la spesa che una famiglia media dedica ad oggetti superflui che riguardano i figli (dai giocattoli nell’infanzia ai vari apparecchi elettronici ed abiti di marca nell’adolescenza), un contributo al miglioramento dell’Offerta formativa della Scuola mi pare decisamente un capitolo di spesa meno superfluo;

la seconda riguarda tutto il mercato delle ripetizioni che vengono pagate in nero ed erogate in grande quantità agli Studenti delle Scuole Medie Inferiori e Superiori. Qui la spesa è veramente alta, i corsi di recupero, che sono obbligatoriamente attivati nelle scuole, sono spesso inefficaci. Questo mi sembra un capitolo sul quale aprire un ampio dibattito riguardo all’efficacia formativa (stante il diritto ad un’ ISTRUZIONE di qualità che viene spesso “dimenticato”) della Scuola, riguardo all’aggiornamento ed alla valutazione dei Docenti e riguardo all’effettiva corrispondenza fra le promesse che gli Istituti esprimono alle famiglie all’atto dell’iscrizione (i famigerati POF) e ciò che effettivamente viene messo in atto durante gli anni di frequenza.

Gli utenti della Scuola possono, nel caso in cui si presentino situazioni critiche, far riferimento alla gerarchia interna degli Uffici Scolastici (i Provveditorati), ma non c’è un’ autorità terza che dirima le questioni senza che si debba ricorrere alla Giustizia Ordinaria.

 

Monica Valbonesi

Membro del Direttivo Provinciale Assoutenti Genova

Membro dell’Esecutivo del Coordinamento dei Presidenti delle Scuole della Provincia di Genova

L'iniziativa è parte integrante del progetto INFORMA CONSUMATORI LIGURIA e rientra nel programma generale di intervento 2009/2010
della Regione Liguria realizzato con l'utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

Registro Stampa n°17/05 del 21/10/2005 Autorizzazione del Tribunale di Genova

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