Utenze
08 Ottobre 2009
Torna sugli scaffali di vendita in Alto Adige il "vuoto a rendere". In questo modo si riducono i rifiuti e si risparmiano materie prime ed energia. Ma secondo alcune indagini, c'è di più: le bottiglie monouso in plastica potrebbero rivelare rischi per la salute. E' quanto afferma il Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU) che ha lanciato la campagna "Vuoto a rendere, molto meglio!" nella quale i cittadini possono ricevere informazioni sul tema presso lo sportello mobile dell'associazione.
L'associazione cita inoltre un'indagine di recente pubblicata (luglio 2009) sulla rivista per consumatori austriaca "Konsument", che avrebbe accertato la presenza nell'acqua gassata contenuta nelle bottiglie di plastica in PET di residui di acetaldeide. In ben 21 delle 25 marche di acqua minerale esaminate i laboratori, che hanno eseguito l'indagine, hanno rilevato la presenza di questa sostanza. Nell'acqua minerale naturale non sono state invece rinvenute tracce di tale sostanza. Per l'associazione, dunque, meglio bere acqua dalla fonte di casa o scegliere quella confezionata in bottiglie di vetro a rendere.






Con una recente sentenza, la Corte di Cassazione ha precisato che la tassa sui rifiuti è appunto una tassa e non una tariffa. Per questo, in linea con l'orientamento comunitario, sulla tassa sui rifiuti non può essere applicata l'Iva. Sono circa 20 milioni le famiglie italiane che negli ultimi dieci anni hanno pagato l'Iva sulla tassa sui rifiuti e adesso hanno diritto al risarcimento. Infatti sono arrivate già numerosissime le adesioni alle iniziative delle associazioni dei consumatori.
L Associazione Cittadinanzattiva ha rilasciato i risultati di