Home Ambiente Rifiuti Italia Nostra: A Genova TIA significa Tariffa di Indifferenza Ambientale?

Il Consiglio Comunale di Genova ha appena approvato, con una fretta degna di miglior causa e non tenendo conto delle ultime iniziative legislative nazionali sull'argomento, il Regolamento della TIA - Tariffa di Igiene Ambientale che va a sostuire la TARSU (Tassa sui Rifiuti Urbani). Genova, licenziando un documento generico e ambiguo e delegando in sostanza all'AMIU la definizione della Tariffa -  ha perso un'ulteriore importante occasione per avviare un serio e virtuoso percorso per la gestione del ciclo dei rifiuti.

I Genovesi a tutt'oggi non sanno quanto pagheranno per la parte fissa della Tariffa - che é a carico di tutti i cittadini - e per la parte variabile - che é commisurata alla produzione effettiva di rifiuti. Se verranno confermate le ipotesi ventilate (80 % parte fissa e 20 % parte variabile), avremo una Tassa mascherata da Tariffa (in più aggravata dall'IVA ). In pratica si pagherà indipendentemente dalla effettiva produzione di rifiuti. Per capirci: é come se avendo una  destinazione compresa tra le stazioni di Genova   Brignole a Bogliasco, il biglietto da pagare é comunque uguale per tutti e corrispondente a quello per Roma. E l'esempio non è esagerato, in quanto è probabile che i genovesi paghino cifre spropositate (le nostre stime di assestano su un euro al chilo) per la quantità di rifiuti indifferenziati che realmente producono e che potrebbero produrre,  se la raccolta differenziata fosse realmente incentivata.

I cittadini devono sapere che le agevolazioni per pagare di meno previste dalla normativa e già applicate da Comuni più attenti agli interessi dei cittadini e a contribuire alla riduzione della produzione di rifiuti (ad es. a favore di chi pratica il compostaggio domestico) si possono applicare solo alla parte variabile della tariffa. E ormai sono  centinaia i comuni italiani, piccoli e grandi che, a fronte di una semplice autocertificazione, applicano sconti dal 10 al 70 % sulla frazione variabile a chi si impegna a praticare il compostaggio domestico.

Se la frazione variabile a Genova peserà solo per il 20 % sull'intera Tariffa tali agevolazioni hanno incidenza risibile e comunque il Comune di Genova non è intenzionato a fare nessun sconto. Si noti comunque che in molte altre città italiane, dove la Tariffa é già applicata, la parte variabile é spesso prossima all'80 % .

Genova brilla nel panorama delle più importanti città italiane per il ritardo storico che ha accumulato sulla gestione del ciclo dei rifiuti. I dati ufficiali indicano un'altissima produzione pro capite (ben oltre i 600 kg) e una percentuale di raccolta differenziata che ci situa al livello più basso tra le città del Nord, con anche una bassa qualità del differenziato. Ma dov' finita la proverbiale sobrietà genovese?

Eppure i primi dati del progetto nazionale di Italia Nostra "Cittadini in Rete per il riciclo" (Http://www.italianostra.org - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. per avere informazioni e aderire) in cui semplici cittadini, per quattro mesi, pesano i loro rifiuti prima di conferirli alle campane e ai cassonetti, fotografano una realtà notevolmente diversa.

E'  molto probabile che facendo finalmente delle misure (come sta facendo Italia Nostra) e non stime a spanne (come fa l'AMIU), si scopra che la produzione media pro capite di rifiuti  delle famiglie a Genova, come nel resto d'Italia, si aggiri più sui 200 chili  all'anno che sui 600 chili delle statistiche ufficiali. Inoltre di questi 200 chili,  gran parte (probabilmente più del 70%) è raccolto in modo differenziato dalle famiglie che (gratis) stanno già facendo a casa la separazione dei loro scarti.

C'è qualcosa di importante che non torna nei conti del ciclo dei rifiuti genovesi. Come facciamo ad aumentare la produzione di rifiuti in una città che ha perso più di duecentomila abitanti negli ultimi trent'anni, che ha una elevata  componente anziana, poca propensa ai consumi  e con una economia che va a rilento?

Queste domande Amministrazione e AMIU non se le pongono. A nostro avviso a Genova il ciclo dei rifiuti é totalmente fuori controllo e non si fa nulla per migliorare la situazione. L'obbiettivo anzi sembra quello di garantirsi un costante o maggior afflusso di rifiuti nell'area genovese.

Ma se c'è qualcosa che non gira affatto nei conti della produzione di rifiuti di Genova non importa. I conti che devono tornare sono quelli del Bilancio AMIU cui il Comune, con un brillante saggio di finanza creativa degna del miglior Tremonti, ha delegato l'intera faccenda. E allora facciamole definire la Tariffa a uso e consumo dell'AMIU, non avviamo nessuna seria indagine, magari indipendente, che ci dica finalmente come stanno le cose a Genova nel settore dei rifiuti. Non avviamo sperimentazioni serie di raccolta porta a porta. Non incentiviamo cittadini e imprenditori a produrre meno rifiuti, a differenziare di più ed essere economicamente premiati  per tali comportamenti (anzi, se possibile, mettiamoli gli uni contro gli altri). E che importa se Genova non ricevà maggiori contributi Conai a causa della bassa produzione e la pessima qualità del nostro differenziato (e così noi cittadini pagheremo di più) ? Che importa se la Regione multerà il Comune (e saremo sempre noi cittadini a pagare) per il mancato raggiungimento degli obbiettivi di raccolta differenziata stabiliti dalla Legge? Cosa importa se ditte che lavorano nel settore del riciclo e del riuso non trovano alcuna convenienza ad insediarsi nella nostra città ?

Il timer per arrivare al megabusiness dell'inceneritore é stato ufficialmente avviato: cosa c'è di meglio di una Tariffa di Indifferenza Ambientale per garantire al "Termovalorizzatore"  un sereno e sicuro funzionamento con tanta rumenta da bruciare, garantita da contratto per i prossimi venti anni (i tempi per ammortizzare l'impianto) e con i produttori di questo "combustibile"  (tutti gli abitanti della Provincia) "felici"di pagare per la trasformazione della loro rumenta in elettricità?  Peccato che, a loro insaputa, già la pagano con una tassa per il riciclo su tutti gli imballaggi che comprano;  elettricità prodotta dal "Termovalorizzatore" che, sempre a loro insaputa, pagheranno  tre volte di più della elettricità prodotta dai combustibili fossili, grazie  ad una legge tutta italiana che ha dichiarato i rifiuti (compresa le plastiche) fonte energetica rinnovabile.

Federico Valerio
Responsabile Scientifico del Progetto  Nazionale " Cittadini IN Rete per il Riciclo"
Presidente Sezione genovese Italia Nostra

L'iniziativa è parte integrante del progetto INFORMA CONSUMATORI LIGURIA e rientra nel programma generale di intervento 2009/2010
della Regione Liguria realizzato con l'utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

Registro Stampa n°17/05 del 21/10/2005 Autorizzazione del Tribunale di Genova

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