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Mutuo casa: sospensione rate anche per i mutui non superiori a 400mila euro.

La conversione in legge del Decreto “Cura Italia” ha comportato delle gradite sorprese per chi ha un mutuo prima casa e non riesce a pagare le rate per l’emergenza coronavirus e vuole chiedere la sospensione dei pagamenti al Fondo Gasparrini.

L’art. 54 della Legge n. 27 del 24 aprile 2020 ha esteso infatti la possibilità di chiedere la sospensione del pagamento delle rate anche a mutui di importo non superiore a 400 mila euro e non più superiori a 250 mila.

Quando si può chiedere la sospensione delle rate del mutuo prima casa

Si può chiedere:

  • per mutui di importo non superiore a 400 mila euro
  • per mutui con ammortamento da più o da meno di 1 anno
  • per mutui accesi grazie al Fondo di garanzia Mutui Prima Casa
  • se si è già avuta una sospensione, a patto che il pagamento regolare sia ripreso per almeno tre mesi.

Importante: Per accedere al Fondo non è necessario presentare l’ISEE.

Quando non si può chiedere la sospensione delle arte del mutuo prima casa

  • Quando il mutuo riguarda un immobile appartenente alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

Lavoratori ammessi alla sospensione delle rate

Possono richiedere la sospensione del pagamento delle rate del mutuo casa i lavoratori dipendenti soggetti a:

  • sospensione del lavoro per almeno 30 giorni lavorativi CONSECUTIVI
  • riduzione dell’orario di lavoro per almeno 30 giorni lavorativi CONSECUTIVI, corrispondente ad una riduzione pari al 20% dell’orario complessivo
  • sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni, anche in attesa dell’autorizzazione dei trattamenti i sostegno al reddito.

Possono richiedere la sospensione del pagamento delle arte del mutuo casa i lavoratori autonomi e liberi professionisti che:

  • autocertifichino di aver perso, nel trimestre successivo al 21 febbraio 2020 e nel trimestre precedente la domanda, o, qualora non sia trascorso un trimestre tra il 21 febbraio 2020 e la data della domanda,  più del 33% di fatturato rispetto a quello registrato nell’ultimo trimestre del 2019, a causa dell’emergenza coronavirus.

Per quanto tempo è concessa la sospensione del pagamento delle rate di mutuo

  • Per 6 mesi, se la sospensione/riduzione dell’orario di lavoro è compresa tra 30 e 150 giorni lavorativi consecutivi
  • Per 12 mesi, se la sospensione/riduzione dell’orario di lavoro è compresa tra 151 e 302 giorni lavorativi consecutivi
  • Per 18 mesi, e la sospensione/riduzione dell’orario di lavoro è superiore a 303 .giorni lavorativi consecutivi.

Durata della sospensione

Per 9 mesi a partire dal 17 marzo 2020.

Che cosa fa in concreto il Fondo

  • A fronte della sospensione del pagamento delle rate di mutuo, il Fondo verserà alle banche gli interessi compensativi nella misura del 50% degli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo di sospensione. Tale calcolo sarà applicato sia alle istanze presentate a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto del 17 marzo 2020  n. 18 anche a quelle già richieste e concesse, ma ancora non liquidate.

Nel caso di mutui concessi da intermediari bancari o intermediari e nel caso il mutuatario richieda all’intermediario la sospensione del pagamento delle rate, sarà l’intermediario a provvedere, al pagamento degli interessi compensativi nella misura  pari  al  50% degli interessi maturati sul debito residuo  durante  il  periodo  di sospensione.

Si può richiedere la sospensione del pagamento delle  rate più volte?

  • Sì, anche per periodi non continuativi e per un periodo complessivo non superiore ai 18 mesi, il tutto subordinato alla dotazione del Fondo.

A chi inviare la domanda

La domanda va inviata esclusivamente alla BANCA presso cui è stato acceso il mutuo. Eventuali domande inviate alla Consap, la Concessionaria dei Servizi Assicurativi Pubblici S.p.A. non saranno prese in considerazione.

Funzionamento della procedura

  • La banca invia telematicamente la domanda di sospensione alla Consap entro 10 giorni dal ricevimento solo se la documentazione è completa
  • Consap ha 15 giorni solari consecutivi per concedere l’autorizzazione alla sospensione
  • La banca ha 5 giorni lavorativi per far conoscere al mutuatario l’esito della richiesta.

Scarica il nuovo MODULO

Per maggiori info, consultare anche la Gazzetta Ufficiale

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Non solo mutui: sospensione delle rate anche per le altre tipologie di investimento

I mutui si possono accendere non solo per l’acquisto della prima casa, ma anche per altre tipologie di investimenti. Al momento questo tipo di mutui erano rimasti fuori da qualsiasi richiesta di sospensione dei pagamenti.

Per ampliare le misure di sostegno anche alle famiglie, ai dipendenti, ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti titolari di mutui non legati all’acquisto della prima casa, o comunque non rientranti nel Fondo Gasparrini e di prestiti, è stato raggiunto un accordo tra Adiconsum, ABI (Associazione bancaria italiana) e altre Associazioni Consumatori.

L’accordo sulla sospensione del pagamento delle rate riguarda:

  • i mutui garantiti da ipoteche su immobili non di lusso erogati prima del 31 gennaio 2020 a persone fisiche per ristrutturazione degli stessi immobili ipotecati, per liquidità o per acquisto di immobili non adibiti ad abitazione principale, che non rientrano nei benefici previsti dal Fondo Gasparrini o pur essendo connessi all’acquisto dell’abitazione principale non presentano le caratteristiche idonee all’accesso del Fondo Gasparrini
  • prestiti non garantiti da una garanzia reale a rimborso rateale erogati prima del 31 gennaio 2020.

La sospensione comprende anche le eventuali rate scadute e non pagate dopo il 31 gennaio 2020 e non determina l’applicazione di alcuna commissione.

Chi può accedere alla sospensione

Possono accedere alla moratoria coloro che hanno subito:

  • la cessazione del rapporto di lavoro subordinato per qualsiasi tipo di contratto
  • la sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni
  • morte o insorgenza di condizioni di non autosufficienza
  • la riduzione di un terzo del fatturato causata dall’evento epidemiologico per lavoratori autonomi e liberi professionisti

Adiconsum si augura che le banche rendano concreto, facilitando e semplificando ulteriormente l’accesso a tale benefi

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Prestiti ai consumatori: al via le azioni di rimborso

 

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con sentenza “Lexitor” dell’11 settembre scorso, ha interpretato positivamente la normativa bancaria a tutela del consumatore stabilendo che, in caso di cessazione anticipata di un contratto di credito al consumo, banche e finanziarie devono restituire tutte le componenti di costo in proporzione alla durata del rapporto.

E’ stato così messo in discussione l’orientamento “minimalista” dell’Arbitrato Bancario Finanziario italiano che riconosce il rimborso solo per la quota delle spese cc.dd. recurring, escludendo quelle cc.dd. up-front che maturano al momento della firma del contratto (es: spese istruttoria, commissioni finanziarie, etc.).

Non a caso, proprio nei contratti più recenti lo Sportello del Consumatore aveva notato che le finanziarie, applicando in modo distorto quell’orientamento, tendevano a caricare maggiormente le spese up-front per impedire la maggior parte del rimborso: una pratica elusiva che è stata sanzionata espressamente dalla Corte di Giustizia.

Lo Sportello del Consumatore, in collaborazione con l’associazione federata nazionale “Movimento Consumatori”, è pronto ad avviare le azioni dei consumatori al fine di ottenere il pieno rispetto dei propri diritti economici.

Nei confronti delle nove maggiori finanziarie di credito al consumo, è stata inoltre avviata la procedura collettiva inibitoria per ottenere la modifica delle clausole contrattuali elusive del principio europeo.

Per maggiori informazioni gli interessati possono rivolgersi alla sede regionale dello Sportello oppure al numero dedicato 011/5611414.

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Le spese da calcolare prima di accendere un mutuo

Spese di istruttoria, polizze, imposte: tutti i costi di un mutuo casa di cui bisogna tener conto. Accendere un mutuo comporta molte spese, da non sottovalutare se si desidera avere un’idea precisa dei reali costi del proprio finanziamento. Nonostante ciò, il mutuo è ancora la soluzione più utilizzata da tutti gli italiani che vogliono acquistare casa.

I dati pubblicati dal Rapporto immobiliare residenziale 2017 realizzato dall’Agenzia delle Entrate e dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana) hanno rivelato come nel 2016 oltre l’80% delle compravendite di immobili sia stata finanziata con questo strumento. Se quindi si ha il sogno di comprare un immobile e si sta valutando l’ipotesi di richiedere un mutuo, è bene informarsi su tutti quei costi in più che si dovranno affrontare, oltre alle ben note rate mensili.

Tra queste spese accessorie troviamo:

• le certificazioni;
• le spese di istruttoria;
• le spese di perizia;
• le spese notarili;
• le polizze assicurative;
• l’imposta sostitutiva mutuo;
• i costi di gestione.

In questo articolo andremo ad analizzare ognuna di queste voci di spesa, cercando di dare un’idea dell’entità dell’esborso richiesto.

Accendere un mutuo: i documenti necessari.
Per richiedere l’accensione di un mutuo è innanzitutto necessario presentare delle certificazioni, alcune delle quali prevedono per la loro emissione il pagamento di un’imposta di bollo. È il caso ad esempio dell’attestato di iscrizione all’albo o dell’estratto della camera di commercio industria e artigianato, che viene richiesto per alcune categorie di lavoratori autonomi e di liberi professionisti. Indipendentemente dalla propria occupazione, inoltre, bisogna sempre portare all’istituto di credito altri documenti come il certificato di nascita, l’atto di matrimonio (o il certificato relativo allo stato civile), il certificato di abitabilità – che attesta le buone condizioni di sicurezza e di igiene dell’edificio – e la copia dell’ultimo atto di acquisto dell’immobile che si vuole comprare.

Spese di istruttoria
Queste spese vengono richieste dalla banca per l’apertura della pratica e la valutazione della posizione economica e creditizia del richiedente. A seconda dell’istituto di credito possono essere costituite da un importo fisso oppure da una percentuale (attorno all’1%) sul mutuo. Le spese di istruttoria verranno sottratte direttamente dall’importo finanziato.

Spese di perizia e notarili
Sono le spese necessarie per pagare il tecnico (perito) che stima il valore della casa – e verifica che non ci siano anomalie o abusi edilizi – e il notaio che redige l’atto di acquisto. Il primo è spesso selezionato da un elenco di professionisti stilato dalla banca. Il secondo invece può essere scelto dal cliente, e la sua parcella varia molto in base alla superficie e al valore catastale dell’immobile. Nei costi notarili sono incluse anche le tasse dovute allo Stato per l’attività contrattuale.

Le coperture assicurative
Per legge, al momento dell’accensione di un mutuo, si è obbligati alla stipula di un’assicurazione casa incendio e scoppio: questa tutela la banca e il mutuatario da qualsiasi evento che provochi danni all’immobile, come il propagarsi di fiamme, fumo o addirittura esplosioni, a meno che questi eventi non siano imputabili ad un errore o una disattenzione di chi abita in casa. È possibile vengano richieste anche altre coperture, come un’assicurazione sulla vita, per proteggere la banca dal rischio di incidenti che impedirebbero al cliente di rimborsare il prestito, o una polizza rischio impiego, contro l’eventualità della perdita del lavoro da parte del mutuatario.

L’imposta sostitutiva mutuo
Si tratta di una tassa con aliquota equivalente al 2% dell’importo finanziato, che però si riduce allo 0,25% se si tratta dell’acquisto della prima casa e se il mutuo viene concesso da una banca o una finanziaria. Per dare un’idea della sua entità: su un mutuo di 120.000 euro, l’imposta sostitutiva, che verrà trattenuta dalla banca direttamente dall’importo erogato, ammonta a 300 euro. Si possono trovare maggiori informazioni sull’imposta sostitutiva mutuo in questo approfondimento.

Costi di gestione
Infine, una volta aperto il mutuo si dovranno sostenere ogni anno i costi di gestione della pratica: la commissione annua, le spese per l’incasso della rata e quelle per le comunicazioni tra la banca ed il cliente. Questi costi variano in base all’istituto di credito prescelto, e sono in genere azzerati se si sceglie di aprire un finanziamento con una banca online.

CASA DEL CONSUMATORE
Sede Regionale Liguria Salita San Leonardo 9/2 16128 Genova (GE)
Tel: 010/2091060 Fax: 010/8992088
email: liguria@casadelconsumatore.it
Responsabile: Giovanni Ferrari

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Mutui, parte la “Quaresima dei consumatori”: 10 giorni di digiuno contro l’esproprio case

Con 7 rate saltate nel pagamento del mutuo, anche non consecutive, le banche potranno diventare proprietarie delle case per cui il finanziamento è stato erogato senza passare dal Tribunale: questa la novità che verrebbe introdotta con un dlgs che recepisce una direttiva europea sulla trasparenza dei contratti stipulati tra banche e clienti.

Dopo la polemica montata negli ultimi giorni, sembra che la maggioranza proporrà in Commissione Finanze modifiche che consentiranno alle banche di entrare in possesso dell’abitazione ipotecata dopo il mancato pagamento di 18 rate del mutuo e che questa facoltà non possa essere retroattiva. Correzioni che però non bastano per sistemare un decreto che, ispirato da una logica transatlantica e puritana dove la povertà nella fede è peccato e nella società è reato, si inserisce in quel processo in atto di distruzione di qualsiasi forma distato sociale.

Si è parlato di “regalo alle banche”, ma la questione è più complessa. All’interno del sistema bancario si sta combattendo una battaglia sostanziale, quella tra la politica di tutela del piccolo risparmio e quella ispirata a una idea spregiudicata di finanza speculativa separata dai valori sociali e imprenditoriali che proteggono costituzionalmente il credito. L’importanza del ruolo degli Istituti di credito è innegabile, non tutti i banchieri contribuiscono ad alimentare la macchina della corruzione, ma è altresì fondamentale riportare nelle banche la buona moneta del piccolo risparmio, che andrebbe maggiormente tutelato e che invece viene soffocato dalle regole spietate del “Dio Denaro”.

Operazioni di strozzinaggio dei crediti in sofferenza, come quella che potrebbe essere messa in atto il 21 marzo, data limite entro la quale la direttiva dovrà essere obbligatoriamente tradotta in decreto legislativo, sono inaccettabili.

Rete Consumatori Italia, da sempre al fianco dei diritti dei consumatori, sarà anche questa volta in prima linea:

  • Incontrandosi con i Gruppi parlamentari per chiedere uprofonde modifiche al decreto;

  • Chiedendo un’audizione urgente del Governo in occasione dell’incontro del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti – Cncu del prossimo 17 marzo;

  • Mettendo in atto uno serrato sciopero della fame a partire da sabato 12 marzo, per la durata di 10 giorni, in 3 “centri del digiuno” a Roma, Milano e Genova

Non intendiamo perdere questa battaglia, la Quaresima dei consumatori andrà avanti finché il Governo non vorrà ascoltare le nostre ragioni, quelle di tutti i consumatori, e modificare profondamente il decreto”, hanno dichiarato i presidenti Furio Truzzi (Assoutenti), Giovanni Ferrari (Casa del Consumatore), Ivano Giacomelli (Codici) promotori di Rete Consumatori Italia.

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Banca Carige, campagna trasparenza: informare per scegliere

Promossa dalla Direzione Commerciale di Banca Carige e dall’Istituto Ligure per il Consumo, si sta avviando in questi giorni un’iniziativa indirizzata a diffondere sul territorio un corretta informazione sulle nuove norme riguardanti il sistema bancario europeo e in particolare sul tema del “bail in”, che ha causato parecchia apprensione e incertezza tra i risparmiatori.

 

All’operazione di informazione trasparente le associazioni affiancheranno un appello-petizione, dichiarano il presidente di Assoutenti e dell’Istituto Ligure per il Consumo, Furio TruzziStefano Salvetti, presidente di Adiconsum, Calogero Pepe, presidente di Federconsumatori.

 “Facciamo appello ai parlamentari liguri, al presidente della Regione, ai sindaci della Liguria, alle associazioni delle imprese e dei lavoratori affinché intervengano sulla Presidenza del Consiglio per un nuovo patto strategico che, nella massima trasparenza e nell’interesse dei risparmiatori, delle imprese, dei lavoratori e degli utenti dei servizi bancari, rafforzi il sistema bancario al servizio del risparmio e dell’economia nazionale, valorizzi gli istituti di credito come una risorsa per il Paese e solleciti misure urgenti per la massima trasparenza, anche al fine di limitare le manovre speculative internazionali. In particolare, facciamo appello perchè si diffonda una corretta informazione sullo strumento del bail-in di ampia tutela dei correntisti e dei risparmiatori e si consideri il principale istituto bancario ligure Banca Carige una risorsa per l’economia regionale, che garantisce lavoro ad oltre 3.000 dipendenti, crediti a 25.000 imprese e sicurezza ai conti conti correnti di oltre 400.000 liguri“.

Nell’arco delle prossime due settimane sono in programma 23 incontri, dal titolo “La banca e il cliente di fronte alle nuove norme. Il bail in tra rischi e tutela del risparmio”, in cui verranno capillarmente raggiunti sia i quartieri genovesi che le località di tutta la Liguria.

Nel corso del roadshow interverranno i responsabili della Rete Operativa di Banca Carige, gli esperti della Direzione Finanza della banca, che illustreranno gli aspetti tecnici delle nuove norme, e l’Istituto Ligure per il Consumo, ente che riunisce numerose associazioni a difesa dei consumatori, con i propri esponenti locali.

Il progetto informativo prevede anche che le associazioni dei consumatori aderenti all’Istituto Ligure del Consumo mettano a disposizione di correntisti e risparmiatori i propri social e siti web, gli sportelli e gli esperti delle Associazioni  al fine di raccogliere esigenze e problemi, risolverli con la conciliazione e sostenere una operazione trasparente sulla tutela dei propri denari e sullo stato di salute del primo Istituto di credito della Liguria.

L’intenso ciclo di incontri di educazione finanziaria si affianca alla campagna di trasparenza promossa sui principali mezzi di comunicazione da Banca Carige, volta ad informare il grande pubblico sui principali indicatori di solidità e sicurezza che la banca ha raggiunto dopo l’importante opera di rafforzamento degli ultimi due anni.

I pilastri su cui si fonda Banca Carige oggi sono:

– il core tier1, l’indice che misura la solidità del patrimonio, è del 12,2% contro una media dell’11,3%rilevata nelle altre principali banche commerciali italiane;

– la copertura dei crediti in sofferenza in Carige arriva al 60,4% a fronte di una media del sistema bancario italiano del 55,3%;

– l’indice di leva finanziaria, che misura la copertura dell’esposizione finanziaria complessiva, è al 7,88% rispetto allo 6,07% della media di sistema e al 3% minimo richiesto dalle norme di Vigilanza.

Tali risultati sono stati ottenuti dopo che Banca Carige, sotto diretto controllo della BCE e con il sostegno fondamentale di molti azionisti del territorio, ha messo in sicurezza il bilancio con due aumenti di capitale.