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Mutuo casa: sospensione rate anche per i mutui non superiori a 400mila euro.

La conversione in legge del Decreto “Cura Italia” ha comportato delle gradite sorprese per chi ha un mutuo prima casa e non riesce a pagare le rate per l’emergenza coronavirus e vuole chiedere la sospensione dei pagamenti al Fondo Gasparrini.

L’art. 54 della Legge n. 27 del 24 aprile 2020 ha esteso infatti la possibilità di chiedere la sospensione del pagamento delle rate anche a mutui di importo non superiore a 400 mila euro e non più superiori a 250 mila.

Quando si può chiedere la sospensione delle rate del mutuo prima casa

Si può chiedere:

  • per mutui di importo non superiore a 400 mila euro
  • per mutui con ammortamento da più o da meno di 1 anno
  • per mutui accesi grazie al Fondo di garanzia Mutui Prima Casa
  • se si è già avuta una sospensione, a patto che il pagamento regolare sia ripreso per almeno tre mesi.

Importante: Per accedere al Fondo non è necessario presentare l’ISEE.

Quando non si può chiedere la sospensione delle arte del mutuo prima casa

  • Quando il mutuo riguarda un immobile appartenente alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

Lavoratori ammessi alla sospensione delle rate

Possono richiedere la sospensione del pagamento delle rate del mutuo casa i lavoratori dipendenti soggetti a:

  • sospensione del lavoro per almeno 30 giorni lavorativi CONSECUTIVI
  • riduzione dell’orario di lavoro per almeno 30 giorni lavorativi CONSECUTIVI, corrispondente ad una riduzione pari al 20% dell’orario complessivo
  • sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni, anche in attesa dell’autorizzazione dei trattamenti i sostegno al reddito.

Possono richiedere la sospensione del pagamento delle arte del mutuo casa i lavoratori autonomi e liberi professionisti che:

  • autocertifichino di aver perso, nel trimestre successivo al 21 febbraio 2020 e nel trimestre precedente la domanda, o, qualora non sia trascorso un trimestre tra il 21 febbraio 2020 e la data della domanda,  più del 33% di fatturato rispetto a quello registrato nell’ultimo trimestre del 2019, a causa dell’emergenza coronavirus.

Per quanto tempo è concessa la sospensione del pagamento delle rate di mutuo

  • Per 6 mesi, se la sospensione/riduzione dell’orario di lavoro è compresa tra 30 e 150 giorni lavorativi consecutivi
  • Per 12 mesi, se la sospensione/riduzione dell’orario di lavoro è compresa tra 151 e 302 giorni lavorativi consecutivi
  • Per 18 mesi, e la sospensione/riduzione dell’orario di lavoro è superiore a 303 .giorni lavorativi consecutivi.

Durata della sospensione

Per 9 mesi a partire dal 17 marzo 2020.

Che cosa fa in concreto il Fondo

  • A fronte della sospensione del pagamento delle rate di mutuo, il Fondo verserà alle banche gli interessi compensativi nella misura del 50% degli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo di sospensione. Tale calcolo sarà applicato sia alle istanze presentate a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto del 17 marzo 2020  n. 18 anche a quelle già richieste e concesse, ma ancora non liquidate.

Nel caso di mutui concessi da intermediari bancari o intermediari e nel caso il mutuatario richieda all’intermediario la sospensione del pagamento delle rate, sarà l’intermediario a provvedere, al pagamento degli interessi compensativi nella misura  pari  al  50% degli interessi maturati sul debito residuo  durante  il  periodo  di sospensione.

Si può richiedere la sospensione del pagamento delle  rate più volte?

  • Sì, anche per periodi non continuativi e per un periodo complessivo non superiore ai 18 mesi, il tutto subordinato alla dotazione del Fondo.

A chi inviare la domanda

La domanda va inviata esclusivamente alla BANCA presso cui è stato acceso il mutuo. Eventuali domande inviate alla Consap, la Concessionaria dei Servizi Assicurativi Pubblici S.p.A. non saranno prese in considerazione.

Funzionamento della procedura

  • La banca invia telematicamente la domanda di sospensione alla Consap entro 10 giorni dal ricevimento solo se la documentazione è completa
  • Consap ha 15 giorni solari consecutivi per concedere l’autorizzazione alla sospensione
  • La banca ha 5 giorni lavorativi per far conoscere al mutuatario l’esito della richiesta.

Scarica il nuovo MODULO

Per maggiori info, consultare anche la Gazzetta Ufficiale

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Non solo mutui: sospensione delle rate anche per le altre tipologie di investimento

I mutui si possono accendere non solo per l’acquisto della prima casa, ma anche per altre tipologie di investimenti. Al momento questo tipo di mutui erano rimasti fuori da qualsiasi richiesta di sospensione dei pagamenti.

Per ampliare le misure di sostegno anche alle famiglie, ai dipendenti, ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti titolari di mutui non legati all’acquisto della prima casa, o comunque non rientranti nel Fondo Gasparrini e di prestiti, è stato raggiunto un accordo tra Adiconsum, ABI (Associazione bancaria italiana) e altre Associazioni Consumatori.

L’accordo sulla sospensione del pagamento delle rate riguarda:

  • i mutui garantiti da ipoteche su immobili non di lusso erogati prima del 31 gennaio 2020 a persone fisiche per ristrutturazione degli stessi immobili ipotecati, per liquidità o per acquisto di immobili non adibiti ad abitazione principale, che non rientrano nei benefici previsti dal Fondo Gasparrini o pur essendo connessi all’acquisto dell’abitazione principale non presentano le caratteristiche idonee all’accesso del Fondo Gasparrini
  • prestiti non garantiti da una garanzia reale a rimborso rateale erogati prima del 31 gennaio 2020.

La sospensione comprende anche le eventuali rate scadute e non pagate dopo il 31 gennaio 2020 e non determina l’applicazione di alcuna commissione.

Chi può accedere alla sospensione

Possono accedere alla moratoria coloro che hanno subito:

  • la cessazione del rapporto di lavoro subordinato per qualsiasi tipo di contratto
  • la sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni
  • morte o insorgenza di condizioni di non autosufficienza
  • la riduzione di un terzo del fatturato causata dall’evento epidemiologico per lavoratori autonomi e liberi professionisti

Adiconsum si augura che le banche rendano concreto, facilitando e semplificando ulteriormente l’accesso a tale benefi

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Energia e telefonia: novità 2020

Il 2020 porta molte novità per i consumatori. Dalle forniture gas, energia elettrica, acqua al settore delle telecomunicazioni si registrano infatti notevoli cambiamenti su cui è necessario prestare attenzione come sottolinea Lega Consumatori Liguria.

Partendo dalle bollette dell’acqua, dal 1 gennaio 2020 la prescrizione passa da 5 a 2 anni come già avvenuto per le forniture elettriche e gas; ciò significa che nei casi di rilevanti ritardi nella fatturazione causati dal gestore con la conseguente emissione di mega conguagli, l’utente potrà eccepire la prescrizione e pagare gli importi fatturati relativi ai soli consumi degli ultimi due anni.

Se però la responsabilità del ritardo nell’emissione della maxi bolletta è del consumatore (ad esempio nei casi di mancata comunicazione della lettura dei consumi) la nuova prescrizione ridotta di 2 anni non viene applicata.

“Proprio su tale aspetto, sottolineano i vertici di Lega Consumatori Liguria Alberto Martorelli e Cristina Cafferata, occorre rilevare che nell’ambito delle contestazioni per fatture di energia elettrica o gas per consumi pluriennali è risultato alquanto difficile far valere la prescrizione ridotta di 2 anni in quanto in numerosi casi i fornitori contestano all’utente la mancata rilevazione dei consumi per diversi anni; per cui se da un lato la nuova norma amplia le possibilità di tutelare i consumatori, dall’altro occorre rimarcare che la prescrizione ridotta non viene applicata automaticamente”.

Restando sempre nel campo delle forniture di energia elettrica e gas, è utile ricordare che l’abolizione del mercato tutelato è stato rinviata a gennaio 2022. Questo significa, rileva Lega Consumatori Liguria, che coloro che sono ancora nel mercato tutelato hanno tutto il tempo per passare al mercato libero, attraverso scelte ponderate e senza essere influenzati dai gestori pronti a proporre quotidianamente offerte contrattuali che possono disorientare gli utenti.

Passando invece al comparto delle telecomunicazioni, è recentemente emersa una nuova  problematica legata alle ricariche dei cellulari; in sostanza alcuni gestori al momento dell’effettuazione di ricariche telefoniche procedevano all’automatica decurtazione di 1 euro dal credito.  Molto spesso, la somma trattenuta si traduceva in particolari bonus e servizi aggiuntivi non richiesti dall’utente, come gigabyte suppletivi oppure minuti da utilizzare nelle chiamate.

La novità consiste nel fatto che l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni ha diffidato Tim, Vodafone e Wind Tre per i costi occulti sulle ricariche mobile, stabilendo il ritorno alla modalità standard entro 30 giorni. Oltre alla diffida, l’Agcom ha imposto un ultimatum agli operatori per tornare alla modalità di ricarica standard sui tagli più economici che interessano prevalentemente le categorie di consumatori con una minore capacità di spesa. 

Inoltre l’Agcom ha sanzionato Tim, Vodafone e Wind Tre per un’ulteriore pratica ritenuta illegittima: nei casi di credito esaurito su sim ricaricabile, le società consentivano all’utente di proseguire l’utilizzo dei servizi telefonici e internet con un costo occulto che veniva addebitato nelle ricariche successive, senza che tutto ciò avvenisse con il consenso del consumatore.

Infine un’altra novità deriva da un emendamento alla manovra economica recentemente approvato che stabilisce un risarcimento pari al 10% delle somme non dovute e comunque non inferiore a 100 euro a favore degli utenti nei casi accertati di condotte illegittime  da parte fornitori di acqua, luce, gas, servizi telefonici, televisivi. In sostanza, nell’eventualità di bollette ingiustificate o di addebiti di spese non giustificate, si prevede non solo il rimborso delle somme eventualmente versate e non dovute ma anche un risarcimento per il disservizio subito. 

In merito a tale misura, Lega Consumatori verificherà con estrema attenzione la sua effettiva applicazione, costituendo una vera e propria rivoluzione positiva per i consumatori ma che è destinata comunque a incontrare le resistenze dei gestori.

Lega Consumatori Liguria è quindi pronta con i suoi sportelli presenti sul territorio a fornire informazioni ed assistenza ai consumatori.

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Contratti stipulati al telefono: come difendersi

Presso la nostra associazione ADOC si sono presentati diversi clienti, che a seguito di una telefonata, magari accettata da un parente anziano, sono venuti a conoscenza di aver attivato un contratto energetico senza saperlo.

Purtroppo oggi, con l’avvento del mercato, al quale il passaggio obbligatorio salvo altre rettifiche, risulterà tale a partire da luglio 2020, molte compagnie, anche sconosciute, o nate da poco, cercano in ogni modo di far sottoscrivere contratti.

Ad oggi, basta anche solo una telefonata per accettare, dopo aver confermato i propri dati, un contratto.

Nel caso ci si accorga tempestivamente di aver sottoscritto un accordo non desiderato con una di queste nuove compagnie, il consiglio è quello di inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo legale della compagnia stessa, facilmente reperibile in internet entro e non oltre 14 giorni da quando è avvenuta la telefonata.

 Quando invece si venga a conoscenza dell’avvenuta attivazione di un contratto dopo i 14 giorni, e  nel momento in cui si abbia ricevuto la “Lettera di Benvenuto”, il consiglio è di rivolgersi tempestivamente ad una associazione dei consumatori la quale possa  mettersi in contatto con la compagnia e disconoscere ogni eventuale pretesa di contratto.

Che cosa dice la legge

La nuova legge contro il telemarketing fa un passo in avanti. 

Il Garante per la Privacy ha infatti espresso il parere richiesto dal ministero dello Sviluppo Economico. 

Il testo, firmato dal presidente dell’Autorità Antonello Soro è tutt’altro che formale: contiene diverse indicazioni pratiche.

Anzitutto il Garante sottolinea come l’iscrizione al nuovo registro opposizioni – l’elenco dei numeri di telefono dei cittadini che non vogliono essere disturbati da telefonate pubblicitarie – debba comportare, in automatico, un reset totale dei consensi manifestati in precedenza.

Un modo per consentire ai consumatori di partire da zero e gestire in modo più consapevole i trattamenti dei propri dati, che in molti casi sono stati forniti in un periodo in cui l’attenzione alla privacy non era così alta.

L’Autorità fornisce anche uno spunto al ministero di Di Maio: far confluire nel registro anche tutti gli indirizzi postali non presenti negli elenchi telefonici. A maggio 2019, infatti, è entrata in vigore un’importante innovazione che consente di iscrivere al registro anche gli indirizzi postali, per evitare di ricevere pubblicità cartacee sgradite (con l’eccezione dei volantini, che non sono intestati e continueranno ad arrivare). 

Ma a oggi possono iscriversi solo gli indirizzi e i numeri di telefono inseriti negli elenchi pubblici, vale a dire solo 13 milioni di italiani.

Il suggerimento è una logica conseguenza della stessa riforma che è in cantiere. 

Il nuovo registro delle opposizioni, infatti, consentirà l’iscrizione a tutti i numeri di telefono: fissi e mobili, pubblici e privati.

Il tentativo del Garante per la privacy è quello di semplificare il più possibile la vita al cittadino che non vuole più essere tempestato di telefonate.

La bozza del nuovo regolamento prevede che i consensi si possano dare o negare per categoria merceologica. 

Si potrebbe infatti dire “no” al telemarketing delle società di luce e gas e acconsentire a quelle di telefonia. 

Secondo il Garante questa scelta comporta dei problemi ed è “di difficile esecuzione pratica”: ad esempio ci sono aziende che vendono prodotti che ricadono in tante categorie merceologiche.

In attesa dell’approvazione delle nuove regole sul Registro delle Opposizioni, il Garante passa dalla teoria alla pratica infliggendo una multa da 2 milioni di euro a carico di VinCall per telemarketing indesiderato. Lo schema in cui si colloca l’operato di VinCall coinvolge anche altri soggetti nello specifico:

  • Edison Energia S.p.A e il suo agente di vendita Green Power s.r.l
  • Tele It, un call center albanese con sede a Valona

In sintesi: Green Power affida a VinCall il compito di procacciare nuovi clienti per conto di Edison Energia e VinCall affida al Call Center albanese il raggiungimento dell’obiettivo tramite l’attività di telemarketing. Una volta manifestato agli operatori di Tel it la volontà di concludere il contratto, l’utente viene ricontattato da VinCall. L’irregolarità si sostanzia nel fatto che 

la società (VinCall ndr.), oltre a non aver reso alcuna informativa alle persone contattate, non aveva richiesto come previsto il consenso al trattamento dei dati personali per finalità di marketing. Consenso che la società, peraltro, avrebbe dovuto annotare per iscritto. Tali adempimenti spettavano infatti alla società che operava in qualità di autonomo titolare del trattamento, non essendo mai stata designata responsabile

Si rileva che Tele It contattava telefonicamente i potenziali clienti usando numeri di telefono raccolti dallo stesso call center, senza che la lista fosse stata fornita o validata da VinCall, Edison e GreenPower.

Ad oggi quindi l’iscrizione al registro delle pubbliche opposizioni rimane legato all’esclusione delle numerazioni di rete fissa iscritte negli elenchi pubblici.

Alcuni consigli

Nell’attesa diamo dei consigli pratici su come difendersi dal telemarketing:

Con l’avvento delle nuove tecnologie, sono state integrate nei telefoni di rete fissa e nei telefonini di rete mobile nuove importanti funzioni, che possono essere utili per bloccare telefonate con numerazioni anonime e legate ai call center.

  • Per i comuni cellulari dotati dei sistemi operativi ANDROID o APPLE, esistono applicazioni, facilmente installabili, che possono bloccare in automatico chiamate anonime, e non essere così disturbati. 
  • Per la linea fissa, esistono invece telefoni cordless che presentano una funzione di filtro chiamate, che bloccano le stesse in modo automatico.

 

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Energia Diritti a Viva Voce: informazione e assistenza

Continua l’attività di informazione e di assistenza dello Sportello di Lega Consumatori Genova all’interno del Progetto “Energia: Diritti a Viva Voce” promosso dall’Autorità Garante per l’energia elettrica ed il gas.

L’iniziativa è finalizzata a fornire agli utenti delle forniture energia, gas, acqua informazioni, consigli e adeguata assistenza per risolvere le problematiche in tali settori; nel dettaglio l’intervento degli operatori ed esperti dell’Associazione si basa sulle seguenti fasi:

  • prima informazione per consigliare l’utente, fornendo un’immediata risposta alla sua segnalazione;
  • approfondimento della problematica nel caso si rendesse necessario;
  • apertura della pratica con la preparazione e l’invio del reclamo nei confronti del fornitore gas, luce, acqua;
  • avvio della procedura di conciliazione nell’eventualità di reclamo respinto o di mancata risposta.

Le principali tematiche segnalate dai consumatori riguardano in particolare: fatture di conguaglio; letture stimate errate; rateizzazioni; contratti e attivazioni forniture non richieste; doppia fatturazione; contatori malfunzionanti; volture e subentri; passaggi da un fornitore ad un altro.

Nell’ambito del progetto notevole attenzione viene inoltre dedicata all’informazione rivolta ai cittadini per illustrare le numerose novità nel comparto energia-gas, a cominciare dall’ipotesi di abolizione da luglio 2020 del mercato tutelato.

Lega Consumatori Genova con il suo staff di esperti è pronta a ricevere le segnalazioni degli utenti delle forniture gas, energia, acqua ed a difendere i diritti dei consumatori in caso di disservizi subiti.

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Luce/Gas: ecco quanto aumentano da ottobre a dicembre 2019

Come al solito, all’approssimarsi della stagione autunnale e invernale, le famiglie italiane si ritrovano alle prese con l’aumento della luce e del gas.

L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha reso noto che nel IV trimestre 2019, cioè quello che va dal 1° ottobre al 31 dicembre 2019:la luce aumenterà del +2,6%;
il gas del +3,9%.

Ad avviso di Adiconsum, si tratta di aumenti ingiustificati, in particolare per quanto riguarda l’influenza del petrolio sulle tariffe, in quanto la nostra produzione di energia elettrica e del gas non dipende affatto dall’oro nero. Sugli aumenti, grava il peso degli oneri generali di sistema, che secondo i dati Arera incidono per un’utenza domestica di 3kW di potenza e con un consumo di 2700 kWh, del 20%. Ecco perché da tempo ne chiediamo la revisione, oltreché una maggiore trasparenza in bolletta.

Ma una cosa che sta a cuore ad Adiconsum è mettere il consumatore in grado di sapere qual è il prezzo finale complessivo del kWh, come succede quando va a fare il pieno di benzina.

Conoscerlo è di fondamentale importanza, perché permetterebbe ai consumatori di orientarsi nella giungla di offerte proposte dalle aziende energetiche, anche alla luce della fine del mercato tutelato e del passaggio al mercato libero.

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Umido porta a porta per gli esercizi commerciali: i consumatori verificano la qualità del servizio

Prosegue con nuovi obiettivi il progetto di monitoraggio e verifica di qualità dei servizi AMIU Genova (Azienda Multiservizi e d’Igiene Urbana) portato avanti dalle associazioni dell’Istituto Ligure del Consumo.

Nei prossimi tre mesi i volontari delle associazioni dei consumatori si dedicheranno in particolare a un sondaggio tra le attività commerciali, per verificare il grado di soddisfazione e le eventuali problematiche riscontrate.

Da alcuni mesi infatti AMIU ha lanciato “L’umido che avanza” il servizio porta a porta di raccolta dell’umido riservato alle utenze commerciali che producono scarti organici, come bar, ristoranti, pizzerie, supermercati, mense, fruttivendoli e negozi di fiori.
Il contributo delle associazioni dei consumatori consisterà nell’intervistare i referenti di queste utenze in tutti i 9 municipi cittadini per raccogliere feedback e segnalazioni utili a migliorare la raccolta porta a porta.

La nuova attività di monitoraggio si collega a quella che le associazioni liguri dei consumatori svolgono ogni settimana presso lo Sportello Ambiente, attivato dal 2018 in collaborazione con il Comune di Genova presso la sede dell’anagrafe di Corso Torino, per fornire informazioni ai cittadini sulla raccolta dei rifiuti e registrare eventuali problematiche da loro riscontrate.

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Bollette a 28 giorni: ecco i rimborsi

Arrivano finalmente per gli utenti della telefonia i rimborsi legati alla nota vicenda della fatturazione a 28 giorni. E’ questa la decisione definitiva del Consiglio di Stato con cui è stato rigettato il ricorso dei principali operatori telefonici che si erano opposti alla sentenza del Tar che aveva già imposto la restituzione dei giorni entro il 31 dicembre 2018.

A questo punto Wind-Tre, Fastweb e Vodafone dovranno rimborsare automaticamente i loro abbonati, mentre per Tim, che ha presentato ricorso in un secondo momento, bisogna ancora attendere, anche se la decisione dei giudici amministrativi sulla questione appare univoca. 

Come evidenziano i vertici di Lega Consumatori Liguria, Cristina Cafferata ed Alberto Martorelli, “si avvicina così alla soluzione una questione durata più di due anni, contraddistinta da colpi di scena, ricorsi, modifiche normative, nata nel 2017 quanto tutte le compagnie telefoniche cambiarono il modello di fatturazione con la clientela, passando da quella mensile ad una a 28 giorni, con il risultato di aumentare il costo finale a carico dell’utente”.

Con la decisione del Consiglio di Stato, proseguono gli esperti di Lega Consumatori Liguria, i gestori telefonici dovranno rimborsare i giorni illegittimamente erosi tra il 23 giugno 2017 e la data in cui è stata ripristinata la fatturazione su base mensile, ossia i primi giorni di aprile 2018; per ogni consumatore si tratta di un rimborso compreso tra i 30 e i 50 euro a seconda della tipologia di contratto, da corrispondere automaticamente agli utenti nelle prossime bollette.

Un nodo ancora da sciogliere restano le modalità di restituzione per coloro che hanno esercitato il diritto di recesso o hanno cambiato società telefonica, per cui su tale aspetto si attendono le indicazioni in particolare dell’Agcom.

Occorre inoltre prestare attenzione ad un ulteriore punto della vicenda: nelle ultime settimane alcune società telefoniche hanno formulato diverse proposte ai clienti per restituire il pregresso sotto forma di servizi compensativi, come ad esempio un aumento dei giga per la connessione Internet o di minuti aggiuntivi nel traffico voce. 

Tali offerte, rileva Lega Consumatori, non comportano costi per i gestori e potrebbero non compensare il credito vantato dagli utenti per le fatturazioni a 28 giorni. Pertanto il consiglio è di fare attenzione ad accettarle, poiché aderendo si esclude anche la possibilità di ottenere il rimborso derivante dalle bollette emesse a 28 giorni.

Lega Consumatori Liguria con i suoi sportelli resta a disposizione per fornire ulteriori informazioni ed assistenza ai consumatori.

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Stop al pagamento dei premi assicurativi per la zona rossa: siglato il protocollo tra ANIA e i consumatori

E’ stato firmato questa mattina presso la sede di Adiconsum in Piazza Campetto, 1, il protocollo tra Ania – Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici e le associazioni liguri dei consumatori: un accordo che giunge dopo l’incontro del novembre scorso a Genova tra IVASS, ANIA e AACC finalizzato ad affrontare le problematiche assicurative dei cittadini colpiti dal crollo di Ponte Morandi.

“Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto con questo protocollo” spiegano Stefano Salvetti, Presidente del Coordinamento Ligure Consumatori Utenti e di Adiconsum e Rosanna Stifano, Presidente Assoutenti Genova. “Avendo constatato il grave disagio economico arrecato alle famiglie e alle attività economico-produttive dal crollo del ponte, ANIA ha deciso di adottare misure straordinarie per agevolare i soggetti coinvolti”.

Gli accordi previsti dal protocollo riguarderanno i residenti o aventi proprio domicilio o sede in “zona rossa”, oltre che gli abitanti temporaneamente sfollati, muniti di certificazione rilasciata dal Comune di Genova. ANIA inviterà le imprese assicuratrici associate all’adozione delle seguenti misure:
– proroga dei termini per il pagamento dei premi o rate di premio di tutte le polizze in essere, con continuità della copertura e pagamento dell’eventuale sinistro al netto dei premi sospesi, nel caso in cui l’assicurato coincida con il soggetto che ha subito il danno (in sintesi, l’assicurato sospende il pagamento del premio ma mantiene la copertura), fatto salvo il possibile scioglimento del contratto per l’eventuale alienazione delle cose assicurate o l’eventuale cessazione del rischio a causa dello sgombero dell’immobile o l’eventuale sospensione della copertura r.c. auto per l’impossibilità di usare il veicolo;
– in caso di sospensione del pagamento delle rate di mutuo, l’abbinata polizza assicurativa sulla vita verrà gratuitamente estesa fino alla nuova scadenza del mutuo;
– in caso di mutui estinti, verrà restituita agli assicurati la quota di premio sulle polizze abbinate versata e non goduta, calcolata a partire dal 14 agosto 2018;
– sospensione delle azioni volte al recupero crediti;
– rinuncia a far valere le prescrizioni e le decadenze maturate successivamente al crollo del ponte.

ANIA inviterà inoltre le imprese associate ad adottare, a favore dei soggetti destinatari di queste misure, eventuali ulteriori misure per l’accesso agevolato a nuovi servizi assicurativi.

Le misure avranno effetto fino al 15 agosto 2019.

Le associazioni dei consumatori si impegnano a collaborare con ANIA per la piena attuazione di quanto concordato e ad affrontare insieme eventuali future criticità legate al crollo di Ponte Morandi.

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Infopoint ambiente: nasce lo sportello per sapere tutto sulla differenziata

Saranno i volontari delle 8 associazioni dei consumatori facenti parte dell’Istituto Ligure per il Consumo e riconosciute dalla Regione Liguria (Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codacons, Federconsumatori, Lega Consumatori, Sportello del consumatore) a gestire il nuovo punto informativo per i cittadini presso gli sportelli del Comune in corso Torino a Genova, rispondendo a tutte le domande sulla raccolta differenziata e  facendone conoscere i vantaggi, ambientali ma anche economici.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Istituto Ligure del Consumo e l’Assessorato Servizi Civici e Ambiente del Comune di Genova: l’infopoint è stato inaugurato lunedì 25 giugno e sarà aperto tutte le mattine dalle 9 alle 12.30. Si inizierà con la distribuzione dei raccoglitori domestici per la raccolta dell’umido e delle relative spiegazioni per utilizzarli al meglio, per poi mettere in atto altre campagne al fine di promuovere il più possibile, tra la cittadinanza genovese, la raccolta differenziata dei rifiuti.

I cittadini potranno avere qui anche informazioni su come ottenere detrazioni fiscali e segnalare eventuali problematiche per quanto riguarda il conferimento dei rifiuti.

Vi aspettiamo!