Ponte Morandi: le misure straordinarie delle compagnie assicurative riconoscono il danno patrimoniale anche agli sfollati temporanei

L’apertura di un tavolo con l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (IVASS), per la verifica delle polizze in essere sugli immobili coinvolti dal crollo di Ponte Morandi, era tra le principali richieste emerse a Genova nella riunione straordinaria del  Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti lo scorso settembre: le associazioni liguri dei consumatori esprimono quindi grande soddisfazione per l’incontro di oggi organizzato proprio nel capoluogo ligure da IVASS, cui hanno partecipato l’ANIA, associazione di categoria delle compagnie assicurative, e i rappresentanti liguri delle AACC.

“Stiamo iniziando a raccogliere i frutti del lungo lavoro fatto in questi mesi al fianco dei cittadini colpiti dal crollo per tutelare i loro diritti” spiegano Stefano Salvetti, Presidente Adiconsum Liguria e del Coordinamento Ligure Consumatori Utenti e Rosanna Stifano, Presidente Assoutenti Genova. “Quelle emerse dall’incontro di oggi, che è stato solo il primo di molti altri, sono soluzioni concrete indispensabili per i genovesi della zona rossa e delle zone immediatamente adiacenti, la cui vita è stata profondamente sconvolta da quanto è accaduto il 14 agosto”.

Le associazioni liguri dei consumatori sottolineano in particolare l’importanza del riconoscimento che con l’incontro di oggi è stato dato al danno patrimoniale patito dagli abitanti della cosiddetta “zona arancione”, sfollati per i primi giorni dopo il crollo e poi fatti rientrare.

Nel corso della riunione è stato infatti concordato che le misure riguarderanno sia le persone e le imprese appartenenti alla “Zona rossa”, sia  gli “abitanti temporaneamente sfollati, muniti di certificazione rilasciata dal Comune di Genova”.

Queste le misure già condivise:

1. proroga dei termini per il pagamento dei premi o rate di premio di tutte le polizze in essere, con continuità della copertura e pagamento dell’eventuale sinistro al netto dei premi sospesi, nel caso in cui l’assicurato coincida con il soggetto che ha subito il danno  (in sintesi, l’assicurato sospende il pagamento del premio ma mantiene la copertura);
2. in caso di sospensione del pagamento delle rate di mutuo, l’associata polizza assicurativa sulla vita verrà  gratuitamente estesa fino alla nuova scadenza del mutuo;
3. in caso di mutui estinti, verrà restituita agli assicurati la quota di premio sulle polizze associate versata e non goduta e calcolata a partire dal 14 agosto 2018;
4. sospensione delle azioni volte al recupero crediti;
5. le imprese di assicurazione, a salvaguardia dei diritti che gli assicurati non possono esercitare a causa dell’emergenza, rinunciano a far valere le prescrizioni e le decadenze maturate successivamente al crollo del ponte.

L’ANIA e le rappresentanze dei consumatori si sono impegnate a collaborare per la piena attuazione di quanto concordato e a discutere eventuali ulteriori misure per l’accesso  agevolato a nuovi servizi assicurativi.

LEGGI IL COMUNICATO IVASS

Ai confini della zona rossa: verso il riconoscimento dei cittadini interferiti

“Ieri 36 consiglieri su 36 hanno votato a favore di un ordine del giorno che mette finalmente le basi per il riconoscimento della zona interferita e per il riconoscimento di un giusto indennizzo ai suoi abitanti”: Rosanna Stifano, Presidente Assoutenti Genova e Stefano Salvetti, Presidente Adiconsum Liguria e del Coordinamento Ligure Consumatori Utenti, commentano così la decisione all’unanimità del Consiglio Comunale di Genova che segna la svolta, dopo mesi di impegno al fianco delle centinaia di genovesi che si trovano a subire le più dirette conseguenze del crollo di Ponte Morandi senza tuttavia avere le tutele giustamente riconosciute alla “zona rossa”.

L’ordine del giorno presentato ieri dal PD e votato all’unanimità “impegna il Sindaco e la Giunta Comunale ad attivarsi presso il Commissario delegato per l’emergenza per individuare un’area limitrofa denominata zona arancione alla zona rossa già delimitata con le ordinanze del Sindaco” degli scorsi mesi di agosto e settembre. Li impegna inoltre “ad attivarsi  presso il governo e i parlamentari liguri affinché nella legge di bilancio 2019 per gli abitanti di suddetta area cosiddetta area arancione oggetto di interferenza per la demolizione e ricostruzione del nuovo viadotto sul Polcevera una somma pari a euro 15 milioni.

“Fondamentale che tutte le forze politiche genovesi si siano espresse compattamente riconoscendo che le misure contenute nel Decreto Genova non sono sufficienti a dare risposte adeguate alle criticità che si registrano e si registreranno in città, in particolare con la demolizione e la ricostruzione del nuovo viadotto” dicono ancora Stifano e Salvetti. “Per  il riconoscimento della zona di interferenza urbana e le relative indennità, come associazioni liguri dei consumatori riteniamo comunque centrale quello che verrà deciso il 28 novembre in Consiglio Regionale circa le modifiche al PRIS: rinnoviamo il nostro appello anche in tal senso”.

Anche il Presidente del Comitato Abitanti al Confine della Zona Rossa, Fabrizio Belotti, esprime la propria soddisfazione: “Dopo questa notizia positiva desidero ringraziare tutte le forze politiche che hanno compreso la nostra situazione. Grazie anche alla gente del quartiere che ha messo tanta forza in questa battaglia e alle associazioni dei consumatori, in particolare nelle persone di Maria Desogus, Rosanna Stifano e Stefano Salvetti. Ora speriamo nelle modifiche del PRIS: non è finita, ma almeno iniziamo a vedere la luce”.

(foto da video www.fivedabliu.it

#scrivituilfuturo: una studentessa di Sanremo vince la bici elettrica

E’ Alessia,  studentessa di Scienze Umane di Sanremo, la vincitrice del concorso #scrivituilfuturo, con cui le associazioni liguri dei consumatori in collaborazione con AMIU hanno voluto premiare la miglior idea di futuro dal punto di vista della sostenibilità ambientale ed energetica.

“Conoscenza + Responsabilità = Futuro Diverso” è la frase composta da Alessia utilizzando le parole e gli elementi magnetici messi a disposizione per il gioco e che le varrà un premio speciale:  una bicicletta a pedalata assistita messa in palio da AMIU, che le sarà consegnata ufficialmente nei prossimi giorni a Genova.

“Dopo aver ricevuto la chiamata ero incredula ma allo stesso tempo felice” ci ha scritto ieri Alessia dopo aver ricevuto la notizia. “Non ho ideato la frase da sola: anche le mie amiche Miriana e Gaia hanno permesso la sua realizzazione. Questo dimostra che l’unione fa la forza”.

“Al giorno d’oggi i giovani dovrebbero essere più informati sull’ecosostenibilità, per poter sperare in un futuro diverso.  Siamo molto felici di aver partecipato a questo progetto e di aver vinto una bicicletta elettrica. Siamo fiduciose che in un futuro prossimo ci siano più veicoli elettrici capaci di non inquinare maggiormente l’ecosistema”.

Le parole di Alessia esprimono concretamente tutto il valore della conoscenza e della responsabilità, i due concetti inseriti nella sua idea in concorso. Perchè il futuro sia diverso, perchè sia migliore, non è possibile prescindere dalla conoscenza di quello che sta accadendo al nostro pianeta e da un forte senso di responsabilità di ogni cittadino.

Grazie a chi si è unito alle associazioni dei consumatori e ad AMIU per la giudicare le oltre sessanta frasi raccolte in questi giorni: gli amici dell’associazione tRiciclo e di Meloria, che qui sorridono con noi nel dire “brava!” ad Alessia.

Giovani Ambasciatori del Futuro con le associazioni dei consumatori

“Giovani Ambasciatori del Futuro – Economia Circolare, Riciclo, Risparmio Energetico” è un’iniziativa dell’Istituto Ligure del Consumo in collaborazione con le associazioni liguri dei consumatori.

Rivolta agli studenti delle scuole medie superiori, prevede due momenti.

Il primo sarà il  Convegno “Giovani Ambasciatori del Futuro”, che vedrà i giovani partecipanti incontrare AMIU e diverse aziende impegnate sui temi dello sviluppo sostenibile, per diventare ambasciatori dei temi trattati all’interno delle proprie scuole: appuntaento in Sala Libeccio, il 14/11, dalle ore 11.30 alle 13.00.

Il secondo sarà costituito da #scrivituilfuturo: presso lo stand di AMIU a Calata Falcone Borsellino, per tutta la durata del Salone, i ragazzi potranno scrivere la propria idea di futuro sostenibile e circolare. La migliore frase sarà premiata con una bicicletta a pedalata assistita.

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Danni subiti dagli stabilimenti balneari e indennizzi: serve cambiare paradigma

Eventi meteorologici della portata degli ultimi giorni, considerati i cambiamenti climatici innescati dai nostri irresponsabili modelli di produzione e consumo, si ripeteranno. Diventeranno una “normalità”,  di cui bisogna prendere atto il prima possibile, predisponendo le dovute misure e un sostanziale cambio di paradigma. Questa la posizione delle associazioni liguri dei consumatori e utenti riunite nel CLCU, Coordinamento Ligure Consumatori e Utenti*.

Molti  stabilimenti balneari in Liguria hanno subito danni e distruzioni  più di altre strutture lungo i litorali poiché figli di una devastante cementificazione: costruiti dove non dovevano  sorgere, contribuendo allo scempio edilizio ed architettonico del territorio e al consumo di suolo, strappando spazio al mare; opere murarie in prossimità della battigia, campi  di calcetto, bar, ristoranti. L’orografia della costa genovese, nella maggior parte della sua estensione, è avara di spazio e per questo, nel passato, gli stabilimenti erano intelligentemente costruiti come strutture scarne, realizzati su palafitte .

“Oggi, per queste costruzioni oggetto dei marosi vengono chieste le prebende di stato, la calamità, gli indennizzi. Ma non è più pensabile mantenere quelle strutture in quei luoghi. Esse possono essere accettate solo se previste nei piani urbanistici con strutture facilmente amovibili, compatibili con la costa, i luoghi e il paesaggio. Gli indennizzi sono dovuti solo in questa direzione, per chi in regola, e dovranno essere proporzionati ai fatturati denunciati fiscalmente negli ultimi anni” spiega Stefano Salvetti, Presidente del  Coordinamento Ligure Consumatori e Utenti e di Adiconsum Liguria.

Per l’utilizzo del bene demaniale s’impone un altro modello. Vanno messe in campo iniziative per ottenere spiagge libere e fruibili, specialmente in contesti come quelli liguri. Abbiamo finalmente, anche per l’impegno delle associazioni dei consumatori, una legge regionale che riconosce almeno un 40% di litorale balneabile e fruibile a spiagge libere: dall’approvazione della legge, i comuni devono nei “ritagliare” queste spiagge nei “piani di utilizzo demaniale”. A Genova, dopo estenuanti confronti, un piano seppur minimale è stato prodotto, ma il percorso vede ancora un’ultima tappa iniziare la prossima settimana nei municipi e si complica a causa della direttiva “servizi” per la messa a gara delle concessioni, oggetto di provvedimento del Governo.

E’ bene ricordare che in Spagna e Francia l’80% delle spiagge sono libere. Le spiagge sono un bene demaniale, nostro, di noi tutti. Nel passato sono state date eccessive concessioni  facendo pagare canoni irrisori: si pensi che i circa 20 mila concessionari pagano complessivamente 105 milioni allo Stato, ovvero mediamente 5 mila euro ciascuno.

L’imperativo è davvero cambiare paradigma.

*(Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codacons, Federconsumatori, Lega Consumatori Liguria, Sportello del Consumatore)

FOTO CREDITS: Liguria 2000 News

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Dal Solco al Sole al Festival della Scienza: i laboratori per ragazzi tornano all’Istituto Marsano

Il Festival della Scienza edizione 2018 è tornato all’Istituto Marsano per far conoscere agli studenti delle scuole elementari e medie tutti i segreti del progetto dal Solco al Sole.

Per cinque mattine, dal 25 al 31 ottobre, con le pause obbligate a causa dell’allerta rossa ed eventuali recuperi nelle prossime settimane, le classi delle scuole partecipanti si sono alternate negli spazi dell’Istituto Agrario dove hanno incontrato le associazioni liguri dei consumatori e i docenti della scuola pronti ad accompagnarli in questa avventura.

Al centro dei laboratori per i giovani studenti vi sono state le tematiche del risparmio energetico, dell’energia rinnovabile, dell’educazione al consumo e allo smaltimento corretto dei rifiuti, a partire dalla raccolta differenziata.

Come ogni anno è stata un’occasione importante di confronto con le nuove generazioni, cui abbiamo dato piccoli grandi consigli per ridurre l’inquinamento e mettere in pratica il risparmio energetico nella loro. Un esempio? Assicurarsi di spegnere tutte le spie della play station quando si finisce di giocare!

Samsung e Apple sanzionati da Antitrust. Cosa fare prima di scaricare un aggiornamento

Multa record per Samsung e Apple, i due produttori di smartphone che sono stati protagonisti di una pratica commerciale scorretta nei confronti dei consumatori.

Il danno subito dai clienti Apple e Samsung non è certo da poco: dopo pochi anni di utilizzo, in molti hanno rischiato di dover buttare via il proprio telefono per via di gravi malfunzionamenti; un virus? No, si trattava di un semplice aggiornamento del sistema operativo/firmware che i due produttori spingevano a scaricare.

In base alle indagini e alle segnalazioni pervenute, l’Antitrust ha fatto chiarezza sulla vicenda.

Samsung

A partire dal maggio 2016, Samsung ha insistentemente proposto ai proprietari del telefono Note 4 (sul mercato a partire dal settembre 2014) di scaricare un aggiornamento firmware predisposto però per un modello più recente –Note 7-, senza informare i consumatori sul fatto che l’aggiornamento avrebbe causato problemi all’hardware del cellulare.

Oltre al danno, si è spesso aggiunta anche la beffa: infatti, nel caso in cui la garanzia sul telefono fosse scaduta, il consumatore avrebbe dovuto pagare di tasca propria per riparare un guasto causato dal produttore.

Apple

Anche nel caso di Apple assistiamo a una dinamica molto simile alla prima.

Nel settembre 2016 l’azienda inizia a sollecitare i possessori di iPhone 6 (6/6plus e 6s/6s plus – immessi nel mercato tra l’autunno 2014 e il 2015) chiedendogli di installare un nuovo aggiornamento del sistema operativo iOS 10, sviluppato per il modello iPhone 7.

Anche in questo caso, non è stata fornita alcuna informazione sui problemi legati all’aggiornamento: durata della batteria ridotta, spegnimenti improvvisi e performance limitate.

Nel momento in cui è stato lanciato un nuovo aggiornamento per limitare le problematiche, Apple non ha comunicato che, rispetto al sistema operativo originale, lo smartphone avrebbe comunque registrato problemi di funzionalità.

Inoltre, come fa notare l’Antitrust, “Apple non ha predisposto alcuna misura di assistenza per gli iPhone che avevano sperimentato problemi di funzionamento non coperti da garanzia legale e, solo nel dicembre 2017, ha previsto la possibilità di sostituire le batterie ad un prezzo scontato.”

A tutto ciò va aggiunta anche un’altra violazione del Codice del consumo: Apple non ha fornito ai consumatori le informazioni necessarie sulle caratteristiche essenziali delle batterie al litio e sulle procedure da attuare per sostituirle e mantenerle nel migliore dei modi.

Sanzioni

Tenendo conto della gravità delle condotte dei due professionisti, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inflitto una multa da 5 milioni di euro a Samsung e due multe da 5 milioni di euro a Apple (una per ogni pratica scorretta).

Che fare?

L’utente non ha molto margine di manovra quando riceve la notifica di un nuovo aggiornamento del software del proprio telefonino, però qualcosa può fare.

Disinserire l’eventuale l’aggiornamento automatico
Leggere attentamente che cosa comporta l’aggiornamento. Se ad esempio c’è qualcosa che va a correggere dei malfunzionamenti allora è il caso di effettuarlo (leggi le altre avvertenze sotto), ma non è necessario procedere a tutti gli aggiornamenti richiesti
Verificare di quanta memoria libera ha bisogno l’aggiornamento per essere installato correttamente e in base alla grandezza decidere se installarlo o meno ed informarsi anche per quale modello di telefono l’aggiornamento è compatibile. I software, infatti, si rinnovano continuamente e molto più velocemente di quanto noi cambiamo il nostro telefonino. Un aggiornamento installato su un modello più vecchio ne rallenta il funzionamento.

Manca purtroppo ancora una legislazione che individui chi e come deve controllare la bontà degli aggiornamenti e se dietro a questi si celi oppure no un danno per il consumatore, come accaduto nei casi soprariportati o, peggio ancora, dietro si nasconda un tentativo di obsolescenza programmata, l’escamotage adottato dai produttori/costruttori di costruire prodotti funzionanti per un periodo prefissato, al termine del quale il consumatore si trova costretto, in qualche caso, ad acquistare un nuovo prodotto o un prodotto con maggiori prestazioni. Inoltre, manca una normativa che stabilisca l’obbligo di indicare la durata nel tempo di un prodotto.

di Adiconsum

Corso Nazionale Formazione Lega Consumatori

Si è svolto anche quest’anno a Ronchi di Massa il Corso nazionale di formazione per gli operatori ed i conciliatori di Lega Consumatori nei settori dell’energia, delle telecomunicazioni e del sistema idrico.

Come evidenzia Alberto Martorelli, Vice Presidente di Lega Consumatori Liguria e membro della Presidenza Nazionale con delega alla formazione, “l’iniziativa formativa ha visto la numerosa partecipazione di operatori provenienti da tutta Italia ed è stata realizzata con l’obiettivo di fornire le principali nozioni per gestire al meglio i reclami e le conciliazioni”.

Sono state affrontate, attraverso una metodologia semplice ed efficace, le principali tematiche che si trovano ad affrontare gli operatori degli sportelli, tra cui le caratteristiche del mercato dell’energia (tutelato e libero), la differenza tra letture stimate ed effettive, il diritto di ripensamento, l’analisi delle bollette, le modalità per effettuare i reclami e le conciliazioni.

Stessa impostazione è stata seguita per i comparti delle telecomunicazioni e del sistema idrico; particolarmente apprezzate sono state inoltre le simulazioni dei casi svolte dai partecipanti con lo scopo di approfondire le pratiche maggiormente segnalate dai consumatori.

All’interno del programma formativo, da notare la prestigiosa partecipazione dell’ Autorità di Regolazione per l’Energia Reti e Ambiente (Arera) e dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), grazie alle quali è stato possibile analizzare dettagliatamente le caratteristiche delle procedure di conciliazione presso tali organismi.

Come sottolinea Martorelli, la formazione di operatori e conciliatori, da sempre al centro dell’attenzione di Lega Consumatori, sta assumendo un ruolo primario negli ultimi anni in quanto occorre rispondere quotidianamente alle esigenze dei cittadini attraverso un costante aggiornamento formativo degli operatori, rafforzare la rete di sportelli presenti sul territorio e fornire un adeguato e innovativo servizio di tutela dei consumatori”

“Zona arancione”: sia inserita nel Decreto Genova o i cittadini scenderanno in piazza

Sedita Consiglio Comunale Genova

“Gli amministratori comunali avevano assicurato in più occasioni, anche pubblicamente, che per garantire i giusti indennizzi agli abitanti della cosiddetta zona arancione si sarebbero impegnati a far introdurre uno specifico emendamento al Decreto Genova, ma ieri abbiamo assistito alla loro presa d’atto rispetto al diniego del governo ”: Stefano Salvetti, Presidente Adiconsum Liguria e del Coordinamento Ligure Consumatori Utenti, insieme a Rosanna Stifano, Presidente di Assoutenti Genova, commentano così l’esito dell’incontro avuto ieri pomeriggio a Palazzo Tursi con il Sindaco Marco Bucci insieme ai cittadini residenti nella zona interferita dal ponte.

Pur registrando favorevolmente la disponibilità ad ascoltare i cittadini dimostrata dal Sindaco e dai capigruppo consiliari presenti all’audizione, le associazioni dei consumatori temono che la condizione degli abitanti di questa zona finisca per passare in second’ordine se non affrontata e inserita nel decreto, ancora all’esame delle commissioni congiunte Ambiente e Trasporti di Montecitorio.

Le rassicurazioni del Sindaco circa la futura definizione, entro il prossimo Natale, della delimitazione dell’area e dei relativi indennizzi, attinti ad un unico e indefinito plafond, non sono  sufficienti a garantire un adeguato ristoro a questi cittadini, che – vista la prossimità al disastro, agli odierni interventi e al futuro cantiere – hanno subito e subiranno grandissimi disagi, con ricadute importanti sulle loro salute. Le abitazioni di quest’area, inoltre, nelle more del futuro ponte e della riqualificazione della zona, non saranno vendibili, ipotecabili né affittabili per molto tempo.

“Prendiamo atto che negli emendamenti presentati al decreto al momento non vi è nulla che riguardi il riconoscimento e gli eventuali indennizzi a questi abitanti, cui invece andrebbe garantita la possibilità di allontanarsi dalla propria casa per tutto il periodo dei lavori, senza farsi carico di alcuna spesa. Per questo abbiamo scritto ai relatori della legge Di Muro e Rospi, incontrato Alice Salvatori, portavoce M5S in Liguria, cercato un’interlocuzione con il Viceministro Rixi, sentito dal Comitato dai cittadini, e  inviato una richiesta d’incontro al governatore Toti, il tutto per richiedere in extremis un loro intervento” spiegano ancora Salvetti e Stifano.

Governo e relatori possono presentare emendamenti in qualsiasi momento purché vi sia copertura economica. Le associazioni liguri dei consumatori auspicano quindi che i relatori, come loro richiesto, si facciano portavoce in commissione dei diritti calpestati di questi cittadini, proponendo al più presto un emendamento che preveda indennizzi ai proprietari e abitanti  delle abitazioni di quella che sarà individuata e definita come zona di interferenza. Non si tratterebbe di una cifra esorbitante (potrebbero essere calcolati circa 25.000 euro annui ad appartamento per circa 210 appartamenti e un massimo di due annualità) e garantirebbe finalmente serenità alle diverse centinaia di cittadini genovesi che vivono questa drammatica situazione.

Senza una risposta e un impegno in tal senso, gli abitanti della zona interferita e le associazioni dei consumatori al loro fianco sono pronti a scendere in piazza

25.000 euro all’anno per gli abitanti della “zona arancione”: la richiesta delle associazioni dei consumatori

vigili del fuoco in via porro

La cosiddetta “zona arancione” o “zona d’interferenza” resta al centro dell’attenzione delle associazioni liguri dei consumatori, che riunite nel Coordinamento Ligure Consumatori e Utenti (CLCU) hanno scritto insieme agli abitanti dell’area una lettera aperta alle istituzioni nazionali e locali, con una richiesta chiara: riconoscere a chi vive in queste vie un adeguato risarcimento per ciascun anno fino al completo ripristino della situazione.

“Abbiamo chiesto un’indennità da stabilire tra i 23 e i 25 mila euro ad appartamento per questi cittadini, che si ritrovano nella situazione di non poter vendere, affittare o ipotecare la propria casa a causa del crollo di Ponte Morandi” spiegano l’avv. Rosanna Stifano di Assoutenti e Stefano Salvetti di Adiconsum e Presidente del CLCU, che aggiungono: “Gli sfollati temporanei dei civici 1, 2 e 3 di Via Porro, così come gli abitanti di via Capello, del Campasso, di via Fillak 35, di via Campi, ai civici 1A , 2, 3, 15, 13, 13A ,11, 7…  si trovano a dover affrontare anni di incertezza e cantiere, grandissimi problemi di mobilità, senza che sia finora garantita loro alcuna forma di indennità”.

I problemi rappresentati nella lettera aperta al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al Ministro delle Infrastrutture Toninelli e al Viceministro Edoardo Rixi, così come al Sindaco Marco Bucci e all’Assessore Piciocchi, si sono manifestati nella loro concretezza proprio questa mattina tra i civici 3 e 5 di Via Porro: gli abitanti si sono allarmati per l’inatteso intervento demolitivo attuato dalle ruspe dei vigili del fuoco sui muretti che dividono le case al piano terra.

“L’intervento avrebbe dovuto essere preceduto da un provvedimento ufficiale o quanto meno da una comunicazione” spiegano ancora Stifano e Salvetti. “Quanto accaduto dimostra l’importanza di vigilare su quanto accade e accadrà nell’area di cantiere”.

Questa sera alle 18 l’Assessore al Bilancio del Comune di Genova, Pietro Piciocchi, incontrerà gli abitanti della zona d’interferenza per mettersi in ascolto delle esigenze e dei timori degli abitanti.

“Noi della zona di interferenza siamo uniti” dice Fabrizio Belotti, portavoce degli abitanti. “Le istituzioni locali, il comitato e le associazioni dei consumatori ci sono vicini e ci hanno aiutato a portare avanti le nostre richieste e a dimostrazione di ciò questa sera l’Assessore Piciocchi ci incontrerà. Ma se da Roma non arriveranno risposte positive, siamo pronti a scendere in strada”.

Il Coordinamento Ligure Consumatori e Utenti  fa appello ai parlamentari liguri perché si attivino nella direzione da loro proposta a favore degli abitanti della zona arancione.