CODACONS: STOP ALLE MULTE PER TAGLIANDO SCADUTO SU STRISCE BLU

BARRUIStop alle multe per il tagliando del parcheggio sulle strisce blu scaduto: il Codacons Liguria, associazione aderente al CLCU (Coordinamento Ligure Consumatori Utenti), affila le armi invitando i cittadini, bersaglio della contravvenzione in questione, presso i propri sportelli di via XXV Aprile, al civico 16, interno 11. A darne notizia è la presidente regionale Diana Barrui che, forte anche dei due recenti pareri tecnico-legali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha precisato: «Partendo dal presupposto che quanti non espongono il tagliandino per la sosta sono soggetti all’applicazione dell’art. 7 comma 14 del Codice della Strada, quindi passibili di sanzione; quanti protraggono, per diversi motivi, la sosta rispetto all’orario pagato ed indicato già sul ticket non dovrebbero essere multati perchè lo stesso Codice della Strada non prevede un comma che contempli il caso appena citato, piuttosto gli utenti sarebbero tenuti esclusivamente al pagamento della differenza tra quanto già pagato ed il totale dovuto».

In materia, la strada è tutt’altro che in discesa : il Ministero pare non abbia ancora diramato ufficialmente una carta di attuazione per le Forze preposte a sanzionare per il tagliandino scaduto. La posta in gioco è alta: se da un lato la multa per quanti hanno “sforato” sul tempo

img_archivio31222013101622

di sosta risulterebbe illegittima, è pur vero che tale riconoscimento porterebbe le Ammnistrazioni Comunali a non intascare più ingenti somme provenienti dalle contravvenzioni in oggetto ma a percepire, soltanto, le somme provenienti dai minuti e dalle ore extra rispetto a quelle già pagate in anticipo.

 Alessia De Pascalis

 

Se siete incorsi anche voi in questo problema rivolgetevi ad uno degli sportelli di CODACONS presenti in Liguria, tutti gli indirizzi su www.sportellinrete.it

I CONSUMATORI PARTECIPANO ALLA PROPOSTA DI LEGGE SUL SERVIZIO IDRICO REGIONALE

Anche CLCU promuove la raccolta firme, che partirà nei prossimi mesi, inerente la proposta di Legge di iniziativa popolare “Servizio idrico Integrato della Regione Liguria”. Capofila delle associazioni dentro il comitato è Stefano Salvetti, presidente regionale Adiconsum.

Alessia De Pascalis

 

LEGGI LA PROPOSTA DI LEGGE AD INIZIATIVA POPOLARE

Incuria ed immondizia: questo il futuro delle nostre spiagge?

boccadasseBrutta cartolina del borgo marinaro di Boccadasse: autore dell’istantanea che ritrae l’incuria è Stefano Salvetti presidente regionale Adiconsum, associazione aderente al CLCU (Coordinamento Ligure Consumatori Utenti). «Partiamo da queste segnalazioni per ricostruire una responsabilità di chi deve avere cura di queste aree ed un civilismo delle persone con lo scopo di fare sinergia con l’amministrazione comunale ed i commercianti intorno. Occorrono delle panchine che facciano da contorno alla spiaggia della quale bisogna avere

Salvetti_Stefano_presidente_regionale_Adiconsum_2più cura ed una commistione con le barche che va regolamentata meglio. Boccadasse non può essere un gioiello ridotto ad immondezzaio».

L’appello è denunciare all’indirizzo e.mail adiconsumliguria@libero.it situazioni simili anche in altre zone della città.

 

Un appello che è stato pienamente condiviso anche dall’emittente Primocanale che, oggi, ha ospitato il presidente Salvetti nei propri studi televisivi. (per vedere l’intervento su Primocanale clicca qui)

 

Alessia De Pascalis

ADOC LIGURIA PROMUOVE UN’AZIONE RISARCIMENTO A TUTELA DEGLI AZIONISTI LIGURI FONSAI

Adoc Liguria promuove le costituzioni di parte civile degli azionisti FondSai e Milano Assicurazioni che chiedono il risarcimento del danno generato dall’ acquisto delle azioni ad un prezzo superiore rispetto al valore effettivo o alla mancata vendita in ragione delle rassicuranti informazioni diffuse del gruppo assicurativo. Quanti avevano acquistato i titoli prima del 30 gennaio 2012 sono legittimati a costituirsi parte civile: si stima che nella sola Liguria siano circa 3 mila gli azionisti da tutelare. 45mila i cittadini coinvolti,in totale. La prima udienza è fissata per il 10 aprile 2014 presso il Tribunale di Torino, pertanto sarà possibile rivolgersi ad Adoc Liguria, presso gli uffici di Genova Piazza Colombo 4/6 o presso le sedi provinciali di Savona, La Spezia, Imperia, entro il 31 marzo 2014. Presso le suddette sedi gli utenti riceveranno l’assistenza necessaria per ricevere una valutazione di fattibilità e tutte le informazioni per l’avvio della pratica per intervenire nel procedimento. La posizione di Adoc in merito è chiara: «l’adesione a questa azione collettiva sia necessaria, non solo per ottenere il risarcimento, ma anche per affermare i fondamentali principi della correttezza e della legalità nell’esercizio delle attività economiche che devono essere rispettati dagli amministratori, dai sindaci e dai revisori delle società quotate».
Alessia De Pascalis

PRESENTATI OGGI I RISULTATI DEL CONTROSONDAGGIO DEI CONSUMATORI SUI SERVIZI AMT

Il non coinvolgimento delle Associazioni dei Consumatori da parte del Comune di Genova, nel sondaggio sul trasporto integrato, ha spinto CLCU (Coordinamento Ligure Consumatori Utenti) e ADIRCONS (Agenzia per i Diritti dei Consumatori) ad effettuare un’ analoga indagine, proposta online sul sito www.consumatoriliguria.it, dall’08 al 30 gennaio 2014 ed eseguita a costo zero per la collettività, con risultati di dati differenti, presentati oggi in conferenza stampa. Erano presenti il presidente nazionale Assoutenti, Furio Truzzi, il presidente regionale Adiconsum, Stefano Salvetti, il vicepresidente regionale MDC, avvocato Daniela Spani, Cecilia Borsatti della segreteria provinciale Assoutenti. Salvetti ha posto l’accento sull’esclusione delle Associazioni dei Consumatori dal sondaggio commissionato al Dipartimento di Economia: «L’esclusione delle associazioni è avvenuta in deroga a quanto disposto dalle Leggi in attuazione attualmente in vigore»; Truzzi, considerato la difformità dei risultati rispetto all’indagine realizzata dal Dipartimento di Economia ha preannunciato: «chiederemo l’arbitrato degli Uffici Statistica della Regione e del Comune perchè esamimi la questione»; Spani ha contestato: «il non aver tenuto conto della “partecipazione” delle Associazioni dei Consumatori, passaggio promosso da tante aree politiche e la necessità dell’aver dovuto ricorrere ad un sondaggio costato circa 27mila euro, commissionato al Dipartimemnto di Economia dell’Università di Genova».
Le associazioni dei consumatori hanno proceduto per via autonoma ad effettuare un sondaggio on-line sulla utilizzazione dei servizi di trasporto nell’area metropolitana genovese in quanto l’amministrazione comunale le aveva escluse da quello promosso dal 18 al 28 novembre 2013, per altro limitato all’area urbana, che è costato 27.000 euro. Il sondaggio effettuato, così come quello condotto dal Dipartimento di Economia dell’Università di Genova, non si può definire un’indagine campionaria, e non vuole assurgere a valore statistico.
Sono state considerate 4 fasce di età (under18; 19-26 anni; 27-65 anni; over 65); si è analizzato separatamente l’utilizzo del biglietto singolo dal carnet (dall’aprile 2013 il biglietto singolo è titolo di viaggio che ha sia la versione di corsa “solo AMT” che “AMT Trenitalia”); si sono considerati  i 5 bacini principali di mobilità al fine di valutare in maniera più diretta sia i comportamenti della tipologia di viaggiatori “one trip” che di quelli della fascia 19-26, analizzando inoltre la propensione alla mobilità per provenienza dal macro bacino.
E’ opportuno precisare che il sondaggio si fregia di un valore ulteriore non essendo un’indagine CAWI (Computer Assisted Web Interviewing) né un’indagine CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing): l’accesso, infatti, era libero tramite il solo collegamento al sito www.consumatoriliguria.it ed unicamente al termine della compilazione del questionario era richiesto di fornire l’indirizzo e.mail dell’utente; è quindi palese come il sondaggio non fosse predestinato a liste particolari di potenziali rispondenti.
Le risposte fornite sono state 2551 ed i valori raccolti sono stati ripartiti, per compararli con la ricerca del Comune di Genova, nelle seguenti fasce:
• genere;
• titolo di viaggio utilizzato;
• mezzo di trasporto utilizzato;
• bacino di provenienza;
• fascia di età;
• condizione professionale.
Per quanto concerne il genere degli utenti l’afflusso dei dati ha coinvolto il maniera corrispondente sia maschi che femmine: 50,98 contro 49,02.
Come per il dato sul genere, dividere i 2551 rispondenti al questionario, per titolo di viaggio utilizzato (Tabella 1), aiuta a meglio comprendere gli altri punti del sondaggio:
abbonamento annuale 39%; abbonamento mensile/settimanale 33,3%; carnet 12%; biglietto singolo 15,7%
Occorre, inoltre, ricordare che (dati AMT 2012) 48mila passeggeri utilizzano abbonamenti annuali, 55mila abbonamenti mensili/settimanali, 30mila i carnet e 40mila i biglietti. Per un totale di 173mila passeggeri al giorno. Data la frequenza di utilizzo di un titolo di viaggio di circa 2,2 volte al giorno i cittadini genovesi effettuano 380mila viaggi per un totale di circa 151milioni di viaggi all’anno.
Proprio sul punto focale del sondaggio, i dati delle Associazioni dei Consumatori differiscono dai dati ricavati dall’Università: sulle modalità di utilizzo dei mezzi di trasporto (Tabella 2), questo sondaggio evidenzia chiaramente che un terzo dei rispondenti (33,6) sceglie il sistema integrato mentre secondo il Dipartimento di Economia, l’83% dei viaggiatori utilizza esclusivamente mezzi AMT o Trenitalia. Quindi il risultato a cui si giunge dai dati dell’Università (17%) è esattamente la metà rispetto a quello in possesso delle Associazioni dei Consumatori. Si evince pertanto che la quota di genovesi che utilizza il biglietto integrato bus+treno è ragionevolmente più elevata.
In merito al bacino di provenienza (Tabella 3), i valori ottenuti mettono in luce e confermano i pregi ed i difetti del Servizio del Trasporto Integrato nell’area metropolitana genovese: gli utenti del Centro e della  Valbisagno utilizzano gli autobus con percentuali superiori all’80% (per la seconda, la percentuale sostanzialmente è data dall’assenza della linea ferroviaria) mentre a Ponente si arriva al 49% di utilizzo di biglietto integrato per giungere a quasi il 56%  sul dato dei viaggiatori extraurbani.
In merito alle fasce di età (Tabella 4) risulta che gli studenti ed i pensionati utilizzano prevalentemente i mezzi AMT mentre il biglietto integrato interessa al 38% dei lavoratori.
E’ importante sottolineare che solo il sondaggio promosso dalle Associazioni dei Consumatori ha valutato il grado di soddisfazione ed i problemi riscontrati dagli utenti del trasporto pubblico. Appena il 10% dichiara che il servizio offerto risponde alle proprie aspettative mentre il 52% ne denuncia l’inadeguatezza. La frequenza dei mezzi di trasporto è il problema più sentito dai genovesi che non transigono sulla pulizia (60,8%) mentre solo, si fa per dire, il 49% si lamenta della puntualità.
Seppur con risultati differenti entrambe le ricerche evidenziano l’importanza di una tariffa integrata che soddisfi le modalità d’uso del trasporto genovese, anche in funzione del dato proveniente dall’estensione della ricerca alla totalità del bacino metropolitano.
Alessia De Pascalis
(Addetto Stampa CLCU)

CONTROSONDAGGIO AMT DEI CONSUMATORI IN PRESENTAZIONE LUNEDI’ 3 MARZO

Lunedì 3 marzo, alle ore 12 , presso la sede dell’Istituto Ligure del Consumo, in vico del ferro 5/2, in conferenza stampa saranno illustrati i dati raccolti dai consumatori che mettono in luce un utilizzo spinto dell’integrato oltre che un alto grado di insoddisfazione per la puntualità e la pulizia degli autobus. I risultati presentati, oggi, dal Comune di Genova in tema di biglietto integrato non sono stati convidivisi con le Associazioni dei Consumatori e, per conto di CLCU (Coordinamento Ligure Consumatori Utenti), il presidente nazionale Assoutenti, Furio Truzzi comunica: «Non aver coinvolto le associazioni dei consumatori che sono, per legge (art 2 comma 461 finanziaria 2007) e per il protocollo sottoscritto dal Sindaco Vincenzi nel 2008, titolari della definizione delle Carte dei Servizi e dei Monitoriaggi è stato un grave errore anche perchè analogo sondaggio effettuato dalle associazioni (a costo zero) nel periodo 1 – 31 gennaio ha dato risultati contraddittori con quelli presentati oggi».

Alessia De Pascalis

TROVATO L’ACCORDO TRA CONSUMATORI, COMUNE E AMT

CLCU_ed_utentiTrovato l’accordo tra Associazioni di Consumatori, quindi CLCU (Coordinamento Ligure Consumatori Utenti), Comune di Genova ed azienda AMT per il riconoscimento dei disagi patiti dagli utenti del trasporto pubblico locale, nel novembre scorso.

 

Questa mattina si è tenuto l’atteso incontro tra le parti, al 24° piano del “Matitone”. Erano presenti, oltre ad un nutrito gruppo di cittadini, l’Assessore alla mobilità del Comune di Genova Anna Maria Dagnino e i membri del CLCU: Stefano Salvetti per Adiconsum, Emanuele Guastavino per Adoc, Alberto Martorelli per Lega Consumatori, Daniela Spani per MDC, Furio Truzzi anche presidente nazionale di Assoutenti e Calogero Pepe presidente Adircons e Federconsumatori.

Al termine della trattativa è stato sottoscritto e firmato dalle parti il seguente accordo:

 

«Il Comune di Genova e Amt riconoscono il disagio patito dagli utenti nello scorso mese di novembre in conseguenza delle agitazioni e dell’astensione dal servizio del personale dell’Azienda; convengono inoltre che la situazione creatasi in quelle giornate ha compromesso il diritto alla mobilità dei cittadini previsto dalla Legge e può aver ingenerato disaffezione tra gli utenti del trasporto pubblico cittadino. L’astensione dal lavoro non programmata per cinque giorni, nelle forme in cui è stata attuata dai dipendenti, non rientra nei disservizi per i quali la Carta della Mobilità in vigore impegna l’Amt a indennizzare i propri clienti e dunque non è compresa tra le responsabilità dell’azienda. A questo proposito Comune e Amt si impegnano ad attivare immediatamente un tavolo di confronto con le organizzazioni dei consumatori al fine di rivedere i contenuti della Carta stessa per analoghe situazioni che si dovessero determinare in futuro. Comune ed Azienda condividono l’impegno a promuovere iniziative per motivare e incoraggiare la cittadinanza all’uso del mezzo pubblico. In questo ambito sono alle studio forme concrete di fidelizzazione rivolte soprattutto agli abbonati (che tengano conto delle premesse del presente verbale), abbonati che con la loro scelta hanno dimostrato la precisa volontà di privilegiare il trasporto pubblico per muoversi in città. Al fine di condividere le misure da adottare verrà attivato, entro due settimane dalla data odierna, un tavolo tecnico di confronto con le Associazioni dei Consumatori».

 

Il verbale sottoscritto verrà presentato, prossimamente, in assemblea agli utenti AMT che avevano aderito all’iniziativa promossa dalle Associazioni Consumatori, perché sia condiviso.

Sì, dunque, al “rimborso” utenti, per chi ne aveva fatto richiesta, nel ragionamento del recupero dei 5 giorni in cui non è stato utilizzato il proprio titolo di viaggio. Il risultato raggiunto costituisce un importante precedente a livello nazionale in funzione anche di introdurre, in futuro, nella Legislazione, che regola la materia, che la metà delle sanzioni comminate contemplino il risarcimento agli utenti che hanno patito disagi in tema di trasporto. Il prossimo tavolo tecnico si occuperà, di concerto,  dell’aspetto tecnico-operativo considerato le diversità degli abbonamenti in essere: settimanale, mensile e annuale. «Le AA CC salutano con soddisfazione l’accordo intervenuto in data odierna con AMT e Comune di Genova che riconosce i disagi patiti dagli utenti nel corso del mese di novembre con la revisione della Carta dei Servizi e con la nuova campagna di promozione degli abbonamenti»: è stato il commento entusiasta del CLCU.

 

Alessia De Pascalis

AMT E COMUNE DI GENOVA DICONO NO ALLE RICHIESTE DEGLI ABBONATI

Sembrava ci fossero spiragli di luce per il risarcimento agli abbonati AMT che, nello scorso novembre, a causa dello sciopero operato dai dipendenti della suddetta azienda non hanno potuto usufruire del trasporto pubblico per cinque giorni. Mentre il Presidente insieme ai capigruppo del Consiglio Comunale accoglieva oggi alle 18.00 i rappresentanti di CLCU (Coordinamento Ligure Consumatori Utenti), assieme a Calogero Pepe di Adirconsum per la vicenda dei rimborsi AMT,  l’Assessore alla mobilità del Comune di Genova Anna Maria Dagnino congiuntamente con l’azienda AMT diffondeva comunicato stampa sulla questione palesando una posizione di chiusura sull’argomento. A questo punto CLCU invita i cittadini a partecipare all’incontro di venerdì alle 10.30  presso il Matitone, al 24° piano.

L’assemblea convocata oggi pomeriggio ha chiamato a raccolta numerosi cittadini. Guidati dai presidenti delle associazioni che ne fanno parte di CLCU (Coordinamento Ligure Consumatori Utenti), assieme a Calogero Pepe di Adirconsum, hanno manifestato difronte a Palazzo Tursi. Le associazioni avevano posto una questione di rimborso che si esplica anche con l’estensione di cinque giorni di abbonamento per gli abbonati che avessero inoltrato la richiesta.

Nella fase iniziale dell’assemblea, Pepe ha sottolineato ai partecipanti: «Stiamo parlando di un diritto sacrosanto che anche se non specificato nella Carta dei Servizi è contemplato nel buonsenso. Se anche nell’incontro di venerdì ci fosse negata una risposta chiara e definitiva ci rivolgeremo al Consiglio Comunale perchè venga riconosciuto il diritto al servizio di cui non si è potuto usufruire. Non si tratta di una questione economica quanto piuttosto del rispetto di un diritto». La decisione di non gravare sull’eventuale difficoltà economica dell’azienda Amt, infatti, aveva fatto optare proprio per il rimborso piuttosto che per il risarcimento ma le difficoltà erano sembrate crearsi anche su questa posizione già “ammorbidita”. L’out-out è stato dato da Furio Truzzi, presidente di Assoutenti: «Venerdì mattina sarà l’ultimo incontro per comunicare la decisione presa sulla vicenda; parliamo di un rimborso per circa 8mila cittadini. I casi specifici, di utenti che hanno sostenuto delle spese in quei giorni di sciopero saranno analizzati in un altro contesto che ha uguale priorità ma che sono in numero inferiore, circa un centinaio». Truzzi ha poi lanciato una proposta: «la cosa migliore sarebbe stampare un titolo straordinario, pagherei io i costi della stampa se necessario; c’è un diritto che deve essere uguale per tutti ed è quello di essere rimborsati se non risarciti». Emanuele Guastavino, presidente CLCU, ma anche di Adoc, si è augurato che venerdì prevalga il buonsenso e la responsabilità politica: «Facciamo comprendere che occorre colloquiare con i cittadini». Stefano Salvetti, presidente Adiconsum, ha ricordato l’impegno profuso dalle associazioni per andare incontro alle necessità dei cittadini in quei giorni di sciopero ma anche che proprio in quello sciopero non furono garantite le fasce di orario protette: «Avevamo attivato un pullman perchè servisse la zona della Val Bisagno con costi a nostro carico, questo potevano fare in quanto Associazioni; ora chi aveva preso l’impegno di interloquire con i cittadini lo deve rispettare. Occorre dare un segnale». Sulla stessa linea anche Alberto Martorelli, presidente di Lega dei  Consumatori e l’avvocato Daniela Spanu, rappresentante di MDC. Alle 18.00 l’assemblea, su richiesta del consigliere Gianni Vassallo, Pd, è stata accolta dai capigruppo del Consiglio Comunale. Nella riunione informale è stato chiesto se fosse fattibile o meno che il Consiglio adoperi una delibera per il rimborso qualora, venerdì, l’incontro con l’assessore si concluda con esito negativo: «per rivendicare un diritto – ha commentato Truzzi – sembra si debba “camminare ginocchioni” in Via Garibaldi». Pietro Salemi, della Lista Musso ha subito appoggiato la richiesta per il rimborso; Simone Farello del Pd ha asserito: «Siamo difronte ad una violazione della normativa – facendo riferimento allo sciopero –  se i colleghi sono daccordo entro i prossimi 10 giorni possiamo convocare una Commissione Straordinaria che si occupi anche di problematiche inerenti a questa».  Altri consiglieri si sono pronunciati favorevolmente per l’istituzione della commissione di approfondimento. Ma ancora un rimborso sembra rappresentare un problema insormontabile.

 

Alessia De Pascalis

 

Le Associazioni dei Consumatori invitano gli abbonati AMT a scrivere al Sindaco

Il rimborso Amt negato non frena le iniziative di CLCU (Coordinamento Ligure Consumatori Utenti): la richiesta rivolta ai cittadini è quella di inviare un’e.mail ( gabsindaco@comune.genova.it) o un fax (010-5574604) al Sindaco per chiedere il suo sostegno. La traccia da seguire, al termine della quale occorre apporre il proprio nome e cognome e la dicitura “un abbonato/a danneggiato/a”, può essere la seguente: “Signor Sindaco, l’azienda non ci vuole riconoscere il rimborso dell’abbonamento che abbiamo pagato e non abbiamo potuto utilizzare durante gli scioperi selvaggi pur avendo risparmiato sugli stipendi e sul carburante. Intervenga lei e manifesti il suo sostegno a chi in silenzio paga i servizi senza averli ricevuti”.

Intanto, tutti gli abbonati Amt sono invitati a partecipare all’incontro tra il Coordinamento Ligure Consumatori Utenti e l’Assessore alla mobilità del Comune di Genova Anna Maria Dagnino, che si terrà venerdì, 28 febbraio, alle 10.30, presso il Matitone, al 24° piano.

 

Alessia De Pascalis