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Regione Liguria insieme all’Istituto Ligure per il Consumo con il progetto “Un quattro zampe per amico”

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Webinar ‘Tracciabilità e sicurezza dei prodotti agroalimentari’: come richiedere gli attestati utili per la certificazione PCTO ed i ringraziamenti dell’Istituto Ligure per il Consumo

Sei uno studente e hai partecipato al webinar ‘Tracciabilità e sicurezza dei prodotti agroalimentari’ collegandoti alla piattaforma Orientamenti? Sei interessato a ricevere l’apposito attestato utile alla certificazione PCTO?

Ecco come fare!

Poichè le certificazioni verranno rilasciate da ALISEO di Regione Liguria, è necessario che il tuo insegnante di riferimento compili questo foglio Excel con tutti i dati dei partecipanti all’evento e lo invii in allegato a scuole@progettiamocilfuturo.it.

Inoltre, per ogni ulteriore richiesta o necessità, potrai fare riferimento alla stessa mail.

Approfittiamo dell’occasione per ringraziarti sentitamente della partecipazione e con te tutti i relatori del webinar, certi che questa sia la prima esperienza a cui farà seguito una lunga serie di futuri seminari sul tema che così tanto interesse ha suscitato: la tutela della materia prima nelle varie fasi di trasformazione e l’aderenza ad una effettiva sostenibilità ambientale e alla sicurezza alimentare.

La comprovata esperienza professionale, le conoscenze nelle materie di competenza e l’efficacia con cui sono state veicolate al pubblico presente si sono dimostrate, senza alcun dubbio, importantissime e decisive per la riuscita dell’evento.

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Associazioni Liguri dei Consumatori: al via il 13 Maggio l’assistenza psicologica gratuita

Nell’ambito dei fondi progetto Covid-19, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico e promosso da Regione Liguria, sarà possibile prenotare uno o più incontri individuali e di gruppo presso tutti i 26 sportelli delle Associazioni

Genova, 12/05/2021

Il progetto per prestare assistenza psicologica gratuita si chiama “BENESSERE PSICOLOGICO E OLTRE” ed è frutto di una forte collaborazione tra Regione Liguria, Ordine degli Psicologi ed Associazioni dei Consumatori.

Finalizzato alla diffusione e promozione dei principi della salute dell’individuo e della comunità e all’offerta di un servizio di consulenza psicologica professionale ai cittadini liguri, in particolare a quelli segnati da esperienze traumatiche a seguito della pandemia Covid-19, è realizzato con i fondi del Ministero dello Sviluppo Economico – Riparto 2020 e prevede la collaborazione del DISFOR dell’Università degli Studi di Genova, che gestirà il sistema di monitoraggio coordinato dalla professoressa Laura Migliorini.

Gli interessati possono rivolgersi agli sportelli presenti sul territorio regionale o rivolgersi direttamente alle Associazioni dei Consumatori ed Utenti (AA.CC.) telefonando ai numeri indicati nel sito www.consumatoriliguria.it o scrivendo una mail a psicologi@consumatoriliguria.it.

Questa ulteriore forma di aiuto nasce anche per contrastare fenomeni di devianza o di fragilità psicologica tipica dei “consumatori” (es. cyberbullismo, ludopatia, consumo compulsivo, ecc.) e diffusi nella popolazione.

Gli interventi di supporto psicologico (che potranno avere sia carattere individuale o di gruppo) prevedono un iter caratterizzato da più fasi: analisi della domanda, prima consulenza psicologica e valutazione del bisogno emerso, orientamento della persona rispetto ai possibili percorsi psicologici/psicoterapeutici atti ad intervenire sul disagio manifestato. Ai fini dell’intervento terapeutico, inoltre, verrà fornito all’utente, se richiesto, un elenco di servizi e professionisti in ambito pubblico e privato a cui rivolgersi per dare seguito al percorso intrapreso con la prima consulenza che prevede un tempo medio di prestazione di circa 4 ore.

I dieci professionisti incaricati di svolgere gli interventi (quattro per la provincia di Genova, due per ciascuna delle altre province di Imperia, Savona e La Spezia), sono stati individuati sulla base dei curriculum forniti attraverso una procedura ad evidenza pubblica e selezionati da una Commissione composta da un rappresentante dell’Istituto Ligure per il Consumo (ILC) e da due professionisti psicologi individuati dall’Ordine degli Psicologi.

Un’attività innovativa che si inserisce nel protocollo di collaborazione tra Regione Liguria, Ordine degli Psicologi ed Istituto Ligure del Consumo, sottoscritto dall’Assessore ai Consumatori Simona Ferro, dalla Presidente dell’Ordine degli Psicologi Mara Donatella Fiaschi e dal presidente dell’Istituto Ligure del Consumo Furio Truzzi.

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#Progettiamocilfuturo – Orientamenti: i genitori incontrano gli esperti per un uso intelligente dei social

Torna #Progettiamocilfuturo con una serie di  incontri gratuiti dedicati ai genitori…e non solo!

Orientamento e scelte dei percorsi formativi e professionali, ma anche importanti tematiche concernenti la crescita, il benessere e lo sviluppo dei nostri ragazzi con una particolare attenzione all’ attualità gli argomenti trattati in un ciclo di sette seminari che vede la collaborazione di esperti del settore educativo.

Un’iniziativa, dunque, che è doveroso segnalare al fine di aumentare la consapevolezza soprattutto dei genitori sul tema della sicurezza digitale ma anche per fornire loro tutti gli strumenti per guidare bambini e adolescenti verso la scelta della scuola e del proprio percorso di vita, in un tempo, questo, in cui il futuro sembra sgretolarsi tra le mani e le certezze vacillano.

Tante le date previste per  questi incontri online, completamente gratuiti e realizzati in collaborazione con Orientamenti, Ordine degli Psicologi della Liguria, TikTok, Ufficio Scolastico Regionale, Città Metropolitana di Genova e Istituti Tecnici Superiori.

Si comincia oggi, 28 Aprile 2021 ore 18.00, con il webinar ‘TikTok: istruzioni per l’uso’, per conoscere meglio la piattaforma e per promuoverne un utilizzo positivo e consapevole e si continua il 4, 12, 19, 25, 27 Maggio e 8 Giugno 2021 con altri webinar che toccano altrettante tematiche utili ed importanti.

Se sei interessato a conoscere tutti i temi e gli orari dei webinar SCARICA QUI IL CALENDARIO DEGLI APPUNTAMENTI.

Per prenotarti visita il sito www.progettiamocilfuturo.it/famiglie, per informazioni, invece, scrivi  a genitori@progettiamocilfuturo.it.

Non solo genitori ma anche ragazzi!

Il 6 Maggio 2021 alle ore 10.00, Regione Liguria organizza un webinar dedicato a TikTok ed indirizzato a tutti i giovani TikToker liguri!

Insieme al creator Marco Martinelli (@MarcoilGiallino), gli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado e a tutte le classi della scuola secondaria di II grado e dei corsi IeFP scopriranno questa piattaforma attraverso contenuti educativi, nuove idee e tendenze. Inoltre verrà lanciato il primo contest ufficiale della Regione Liguria riservato a tutti i TikToker liguri!

Se vuoi saperne di più SCARICA QUI LA LOCANDINA DELL’EVENTO.

Per prenotazioni visita il sito www.orientamenti.regione.liguria.it/tiktok, per informazioni, invece, scrivi a scuole@progettiamocilfuturo.it.

 

 

 

 

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Dentix Italia: come tutelare i consumatori

La società Dentix ha recentemente presentato un ricorso per l’ammissione alla procedura di concordato preventivo in continuità per il risanamento dei propri debiti e per la riapertura dei propri centri operativi. Questa procedura permette ad un imprenditore, in stato di crisi, di poter evitare il fallimento attraverso la presentazione di un piano, che consenta di soddisfare i creditori attraverso la continuità aziendale. 

In caso di assenso del tribunale i centri Dentix potranno riaprire; diversamente nel caso in cui il Tribunale dovesse dichiarare inammissibile la domanda, si aprirà la procedura fallimentare.

Consigliamo quindi ai consumatori di rivolgersi ai nostri sportelli per effettuare il primo passo nella tutela dei propri diritti, ovverosia mettere in mora la società. 

L’art. 125 del Testo Unico Bancario (D.lgs n. 385/1993) e l’art. 40 del Codice del Consumo consentono al consumatore, nei contratti di credito collegati (c.d. mutuo di scopo) in caso di inadempimento da parte del fornitore dei beni o dei servizi, dopo aver inutilmente effettuato la costituzione in mora del fornitore, di risolvere il contratto di credito. Alla risoluzione segue l’obbligo della finanziaria di rimborsare al consumatore le rate già pagate, anche se l’importo è già stato versato alla Dentix. La finanziaria dovrà poi rivalersi nei confronti della Dentix, chiedendo in restituzione l’importo.

Lega Consumatori è a vostra disposizione per fornire informazioni assistenza anche su questa difficile problematica 

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Cliniche Dentix chiuse: è urgente che i consumatori chiedano la risoluzione del contratto

Gli sportelli di Assoutenti Genova a disposizione dei cittadini

Sono già in molti i consumatori che si sono rivolti agli sportelli di Assoutenti Genova per chiedere assistenza dopo essersi ritrovati “orfani” della loro clinica dentistica, la Dentix, che dopo il fallimento della casa madre spagnola e la chiusura degli studi come quello di Via Sestri nel capoluogo ligure, ha lasciato i propri clienti senza cure e con l’onere di un finanziamento ancora in corso.

“In base all’articolo 125 quinquies del testo unico bancario questi consumatori hanno diritto alla risoluzione del contratto con la clinica dentistica e anche di quello con la società di finanziamento” fa sapere l’Avv. Luca Cesareo, Coordinatore di Assolex coordinamento nazionale dei legali di Assoutenti. “La finanziaria avrà l’obbligo di rimborsare le rate già pagate e di bloccare quelle a venire in tutti i casi in cui non siano state prestate le cure pattuite”.

Per far partire il meccanismo di tutela occorre mettere al più presto in mora Dentix Italia e la società di credito: il fallimento per la società italiana non è ancora stato dichiarato ma è bene agire prima che accada il peggio: “A questo fine – spiega l’Avv. Rosanna Stifano Presidente di Assoutenti Genova – abbiamo già predisposto una lettera che i consumatori interessati potranno sottoscrivere e inviare attraverso i nostri sportelli di Via Malta 3/1 e P.za Vittorio Veneto 31R a Genova”.

Per informazioni i cittadini possono contattare Assoutenti al numero verde  800 811 410.

(foto VareseNews)

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Pubblicità di gioco d’azzardo e scommesse, bene divieto totale

All’interno del Decreto Dignità è stato previsto il divieto assoluto di pubblicità del gioco d’azzardo e delle scommesse. Una misura apprezzata dall’Adoc, che aveva richiesto espressamente al neo Governo di intervenire in materia, proibendo ogni forma di spot su giochi e scommesse.

“Apprezziamo profondamente il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo e delle scommesse, in linea con quanto da noi richiesto al Governo – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc Nazionale – in questo modo si pone in essere un forte disincentivo al gioco, in particolare per i soggetti più sensibili come i giovani, i disoccupati e più anziani e si rafforza il contrasto alla dipendenza patologica da gioco d’azzardo. Ad ogni modo occorre spingersi ancora più in là: non basta vietare la pubblicità e le sponsorizzazioni, occorre intervenire anche sulle slot e sui locali dedicati, riducendone drasticamente il numero, e sulla malavita organizzata, che spesso opera nel settore. Infine vogliamo lanciare un appello a tutti i media, chiedendo che nelle notizie che riportano storie di vincite vengano anche inserite le reali probabilità di vincita legate al gioco”.

Crediamo sia opportuno disinnescare l’effetto emulazione, spegnendo sul nascere ogni, illusoria, speranza di vincere grosse somme. Il gioco d’azzardo è un “morbo” che, quando colpisce, affligge indifferentemente giovani, adulti e anziani, uomini e donne. Nelle sue forme più virulente origina dipendenza.

In Italia la percentuale di giocatori d’azzardo problematici va dall’1,5% al 3,8%, cui si aggiunge un altro 2,2% di giocatori d’azzardo patologici. Le conseguenze sono disastrose sul piano economico, sociale, familiare. Tutti devono fare la loro parte per contenere tale fenomeno, in particolare i media svolgono un ruolo delicato e centrale che influisce notevolmente sulle dinamiche di evoluzione dello stesso.

di Adoc

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Consumatori e Coldiretti uniti per tutelare l’oliva taggiasca

E’ stata presentata a Diano Marina in una conferenza stampa l’importante iniziativa congiunta delle Associazioni dei Consumatori liguri e Coldiretti finalizzata a tutelare la Dop Taggiasca ed a difendere chi produce e chi consuma olive Taggiasche.

L’obiettivo dell’iniziativa è di affrontare e risolvere un’annosa problematica che interessa uno dei settori nevralgici sui cui fonda l’economia del territorio ligure, ovverosia il comparto olivicolo, con riflessi sia per i produttori che per i consumatori. Ad oggi l’oliva taggiasca, prodotto di qualità legato al territorio del Ponente ligure ed in particolare alla provincia di Imperia, non ha nessuna garanzia di tutela, non potendo fregiarsi del riconoscimento Dop in quanto la normativa vieta che il nome di una varietà della pianta possa apparire in una Denominazione di Origine Protetta.

Ciò crea conseguentemente un danno sia per i produttori locali che per i consumatori, in quanto attualmente è possibile commercializzare in tutto il mondo prodotti che usufruiscono del nome Taggiasca ma che in realtà non hanno nulla a che vedere con il vero prodotto originario del Ponente ligure, essendo realizzati in altre Regioni italiane o addirittura in altri paesi europei come Spagna, Grecia o extra Europei come Albania, Argentina.
In altri termini i consumatori corrono il rischio di acquistare olive e olio extravergine credendo che siano prodotti tipici e di qualità provenienti dal territorio ligure, ma che in realtà provengono da tutt’altro paese.

“E’ dunque evidente, come ha sottolineato nel corso della conferenza stampa Alberto Martorelli, Vice Presidente di Lega Consumatori Liguria, membro della Direzione e Presidenza nazionale, che in tali casi si ponga un problema di trasparenza e tracciabilità alimentare su cui occorre intervenire con efficacia poiché il consumatore non può essere tratto in inganno al momento dell’acquisto”.
Ecco perchè Coldiretti e le Associazioni dei Consumatori liguri -Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codacons, Federconsumatori, Lega Consumatori, Sportello del Consumatore- hanno deciso di intraprendere insieme questa battaglia volta ad ottenere la Denominazione di Origine Protetta per l’oliva taggiasca (anche attraverso l’eventuale cambio di nome con un sinonimo storico, legando il termine Taggiasca al proprio territorio con la tutela dei prodotti, come sancito dalla normativa europea).

Coldiretti e Associazioni dei Consumatori chiedono quindi a gran voce sostegno da parte di tutte le forze politiche elette sul territorio, ai Consiglieri Regionali Liguri, affinché si possa avviare l’iter procedurale/legislativo volto a richiedere la Denominazione di Origine Protetta a tutela del “Made in Italy” e dei consumatori, in un percorso di trasparenza nell’intera filiera produttiva.

di Lega Consumatori Liguria

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Alimentazione: i limiti del regolamento UE sull’indicazione di origine

E’ assolutamente incomprensibile e inaccettabile la linea adottata dai rappresentanti del nostro Paese nelle istituzioni europee in merito al regolamento esecutivo che prevede l’obbligo di indicazione di origine di un alimento solo quando il luogo di provenienza indicato (o anche solo evocato o richiamato) in etichetta non coincide con quello del suo ingrediente primario.

Il regolamento è stato approvato a larghissima maggioranza, con le sole astensioni di Germania e Lussemburgo: ciò significa che, nonostante il testo costituisca un evidente passo indietro per le leggi italiane varate nei mesi scorsi sull’obbligo di indicazione di origine per pasta, riso, latticini ederivati de l pomodoro, anche l’Italia ha espresso voto favorevole.

Come se non bastasse, la normativa comunitaria concede estrema flessibilità nella scelta del riferimento geografico, quindi i produttori possono decidere se riportare una dicitura generica del tipo “provenienza UE/non UE” o se
specificare il Paese o la regione di provenienza.

La notizia è a dir poco allarmante, poiché nuovo regolamento rischia di vanificare in un attimo tutte le conquiste degli ultimi anni in questo settore.

“E’ gravissimo che a livello europeo venga approvato, per di più con il voto del nostro Paese, un testo che in sostanza autorizza informazioni incomplete e non trasparenti che minano il fondamentale diritto all’informazione, alla trasparenza e alla sicurezza alimentare” dichiaraEmilio Viafora, Presidente di Federconsumatori.

Più volte abbiamo chiesto che l’Unione Europea rendesse omogenee le disposizioni in materia di etichettatura in tutti gli Stati membri ma non pensavamo certo che per farlo venissero cancellati gli obblighi già esistenti invece di imporne di nuovi laddove sia necessario.

Si tratta, lo ribadiamo con forza, di un provvedimento che non riteniamo accettabile e proprio per questo come Federconsumatori stiamo valutando le modalità più opportune per chiederne la correzione.

di Federconsumatori

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Etichette: obbligo di origine per conserve e derivati del pomodoro

Nuovo provvedimento in tema di tracciabilità alimentare. Nei giorni scorsi il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina e il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda hanno firmato il decreto interministeriale per introdurre l’obbligo di indicazione dell’origine dei derivati del pomodoro. Sughi, conserve e salse dovranno indicare in etichetta il paese di coltivazione e quello di trasformazione del pomodoro; solamente se tutte le operazioni avvengono in Italia si potrà indicare in etichetta: “Origine del pomodoro: Italia”.

I provvedimenti prevedono la sperimentazione per due anni del sistema di etichettatura, come già avvenuto per i prodotti lattiero caseari, per la pasta e per il riso. Il decreto si applica ai derivati come conserve e concentrato di pomodoro, oltre che a sughi e salse che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro.

Nello specifico, la nuova normativa prevede che i derivati del pomodoro, i sughi e le salse indichino  obbligatoriamente in etichetta:

  • Il Paese di coltivazione del pomodoro (dove il pomodoro viene coltivato) e il Paese di trasformazione del pomodoro (dove è stato trasformato).
  • Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE. Se tutte le operazioni avvengono nel nostro Paese si può utilizzare la dicitura “Origine del pomodoro: Italia”.
  • Le indicazioni sull’origine dovranno essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili.
  • Le aziende avranno il tempo di adeguarsi al sistema e di smaltire le etichette e le confezioni già prodotte.

Come precisa il Ministero delle Politiche agricole, il decreto decadrà in caso di piena attuazione dell’articolo 26, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1169/2011 che prevede i casi in cui debba essere indicato il paese d’origine o il luogo di provenienza dell’ingrediente primario utilizzato nella preparazione degli alimenti, subordinandone l’applicazione all’adozione di atti di esecuzione da parte della Commissione, ad oggi non ancora emanati.

“A livello generale” come sottolinea Alberto Martorelli – Vice Presidente Lega Consumatori Liguria e membro della Direzione Nazionale nel settore sicurezza alimentare “Il provvedimento costituisce un ulteriore passo in avanti in materia di trasparenza e tracciabilità dei prodotti, in quanto rafforza la gamma delle informazioni indispensabili per garantire ai consumatori adeguati standard di sicurezza alimentare; elemento questo confermato dai dati caratterizzanti una recente consultazione pubblica online fatta dal Mipaaf, secondo cui per l’82% dei cittadini èimportante conoscere l’origine delle materie prime”.

Altro aspetto da evidenziare è che la misura riguarda uno degli alimenti più rappresentativi dell’eccellenza Made in Italy in tutto il mondo.

Occorre comunque sottolineare come il lavoro da svolgere in tema di trasparenza e tracciabilità sia ancora lungo e pieno di ostacoli, anche in considerazione del fatto che è indispensabile estendere simili provvedimenti normativi agli altri Paesi, garantendo una maggiore uniformità tra la regolamentazione nazionale e quella comunitaria.