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Prezzi e tariffe

A giugno l'inflazione scende allo 0,5% rispetto allo 0,9% di maggio. L'indice nazionale dei prezzi al consumo registra infatti una variazione di più 0,1% rispetto a maggio 2009 e una variazione di più 0,5% rispetto a giugno 2008, la più bassa dal settembre 1968. È quanto comunica l'Istat confermando le stime preliminari.

In particolare, a giugno rispetto al mese precedente gli aumenti più significativi sono stati rilevati per i capitoli Trasporti (più 0,9%) e Ricreazione, spettacoli e cultura (più
0,6%) mentre variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Comunicazioni (meno 1,2%), Servizi sanitari e spese per la salute (meno 0,5%) e Prodotti alimentari e
bevande analcoliche (meno 0,1%). Rispetto a giugno 2008, gli incrementi più elevati sono segnalati per Bevande alcoliche e tabacchi (più 4,9%), Altri beni e servizi (più 2,4%) e Istruzione (più 2,1%). In flessione inveceTrasporti (meno 3,9%), Comunicazioni (meno 0,9%) e Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (meno 0,1%).

Nelle 20 città capoluogo di regione, a registrare gli aumenti tendenziali più elevati sono state Napoli, Reggio Calabria e Trieste mentre le variazioni più moderate hanno riguardato Aosta, Trento, Milano e Venezia.

Saldi estivi, è boom dei prodotti cinesi. L'acquisto dei prodotti made in China aumenta dal 45% dello scorso anno al 61% di quest'anno. È quanto afferma Contribuenti.it sulla base di un'indagine nelle città italiane per verificare come spendono i cittadini alle prese con i saldi estivi. Dall'inchiesta "è emerso che il 49% degli italiani acquistano prodotti made in China, il 26% ha deciso di riciclare ciò che ha accantonato negli armadi e solo il 25% acquista prodotti rigorosamente italiani". Il 55% del campione acquista prodotti cinesi per problemi economici.

"I saldi estivi 2009 - afferma Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it - stanno facendo emergere tutte le difficoltà degli italiani. Da un lato si registra un calo generalizzato dei consumi di circa il 2,7% rispetto allo scorso anno, dall'altro un aumento delle vendite del 16% dei prodotti made in China." Ma "bisogna stare attenti ed acquistare i prodotti cinesi solo nei mercatini comunali dove tutti i prodotti sono controllati dalla polizia municipale - continua Carlomagno - L'importante è conservare sempre lo scontrino fiscale per far valere la garanzia o per cambiare il prodotto."

Da tempo ormai alcuni settori della produzione, nazionale ed europea in particolare, sono attaccati dalla concorrenza dei paesi del sud-est asiatico, la Cina su tutti. Oggi il vicepresidente dei deputati della Lega Nord, Marco Reguzzoni, ha presentato in merito un'interrogazione parlamentare al Ministro dello Sviluppo economico, al Ministro degli Affari esteri e al Ministro per le Politiche europee. Reguzzoni ha portato l'esempio dei tubi senza saldatura importati dalla Cina. Questi arrivano a costare il 55% in meno di quelli prodotti in Europa; ciò ha incrementato enormemente l'esportazione cinese di questo prodotto che è passata dal 7% del 2006 al 21,5% del 2008 (pari a 485mila tonnellate).

"La Cina rappresenta una minaccia per l'industria europea di SPT (tubi senza saldatura) anche perché - si legge nell'interrogazione di Reguzzoni - ulteriori e nuovi impianti produttivi verranno completati nei prossimi anni per un'ulteriore capacità pari a 7 milioni di tonnellate". Secondo Reguzzoni, c'è quindi "l'esigenza di una politica europea che garantisca l'applicazione di misure maggiormente protettive per i mercati comunitari al fine di prevenire forme di concorrenza sleale a danno dei produttori nazionali ed europei".

"La Commissione europea - continua l'interrogazione - ha imposto dazi provvisori sulle importazioni dei tubi senza saldatura che vanno dal 15% al 25%, valori che avendo una natura provvisoria sono stati tenuti prudentemente bassi. Sarebbe, pertanto, opportuno adottare misure più stringenti nel caso di applicazione di dazi definitivi".

Reguzzoni chiede se i Ministri interrogati intendano attivarsi presso l'Unione europea affinché vengano adottate disposizioni più stringenti per la tutela dei prodotti nazionali ed europei dalla concorrenza sleale, attraverso la promozione di azioni europee antidumping, e se è nelle intenzioni del Governo sollecitare, in ambito comunitario, l'impiego di dazi antidumping, che siano più rigorosi, tenendo conto dei bassi prezzi praticati dall'industria di tubi senza saldatura che sono importati dalla Cina.

Nel mese di maggio l'inflazione italiana è stata superiore a quella dei Paesi dell'area euro: i prezzi italiani sono aumentati dello 0,8% mentre negli altri paesi sono rimasti fermi. In particolare sono cresciuti i prezzi di alcuni generi alimentari di prima necessità, come i pomodori, il riso, l'aceto, l'olio di mais ed il miele; in calo sono risultati i prezzi degli apparecchi per la telefonia mobile, dell'olio di oliva e del burro.

Sono alcuni dei dati contenuti nella newsletter mensile dell'Osservatorio Prezzi e Tariffe della Direzione Generale per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa tecnica del Ministero per lo Sviluppo Economico.

Negli ultimi 5 anni - si legge nella newsletter - "il prezzo della pasta ha avuto una volatilità sensibilmente maggiore rispetto a quello del riso, presentando tassi di crescita anche del 30% nel corso del 2008, per poi ridiscendere intorno al 5% a maggio 2009. Il prezzo del riso, al contrario, dopo essere salito a tassi prossimi al 13% negli ultimi mesi, ora si sta stabilizzando".

Nei primi tre mesi del 2009 c'è stata una lieve ripresa dei consumi di beni non durevoli e dei servizi, rispetto all'ultimo trimestre 2008. Complessivamente, tuttavia, rispetto all'ultimo trimestre 2008, i consumi delle famiglie risultano diminuiti dello 0,8%. La diminuzione si concentra sui beni semi-durevoli (abbigliamento, calzature ecc.), -6,1%, mentre rallenta il calo dei beni durevoli (autoveicoli, elettrodomestici ecc), -3,6%.

Il clima di fiducia delle famiglie, rilevato dall'Isae, è in miglioramento: a giugno è aumentatodi 0,4 punti su maggio e di 6,9 punti rispetto al minimo registrato a luglio 2008, collocandosi appena 5 decimi al di sotto della media degli ultimi quattro anni. Il petrolio Brent è tornato a costare 70 dollari al barile, evidenziando una flessione di 70 dollari rispetto ai valori raggiunti a luglio 2008, ma una crescita di 30 dollari rispetto ad inizio 2009. La benzina alla pompa costa 1,288 euro a litro segnalando una flessione del 15% rispetto a giugno 2008; il gasolio al consumo costa 1,088 euro a litro (-28% rispetto ad un anno fa).

Sul piano internazionale si registra un aumento dei prezzi di alcune materie prime (alimentari, riso e metalli), forse a causa di una ripresa della domanda; e questo fa intravedere nuove tensioni inflazionistiche, per la possibile ricomparsa di una domanda di beni-rifugio degli investitori scoraggiati dalla volatilità dei mercati finanziari.

Coldiretti ha presentato un esposto al Garante della Concorrenza e del Mercato per evidenziare la presunta ingannevolezza dello spot con cui Conad Adriatica sponsorizza la vendita delle "pesche gialle italiane" ad 1 euro nei suoi supermercati. In realtà - sottolinea Coldiretti - si tratta di pesche spagnole.

La Coldiretti insieme alle associazioni consumatori Adoc ed Adiconsum hanno inviato tutta la documentazione all'Autorità, chiedendo la procedura d'urgenza per sospendere la campagna e l'apertura di un procedimento nei confronti della catena di distribuzione, responsabile di aver "messo in atto una pubblicità ingannevole nei confronti dei consumatori e creato le condizioni per arrecare danno ai produttori di pesche italiane". Nel frattempo Coldiretti ha rilevato che la distribuzione di depliants con la promozione di "pesche italiane" prosegue ininterrotta, nonostante in diversi supermercati il consumatore continua a trovare a quel prezzo solo prodotto spagnolo.

L'iniziativa è parte integrante del progetto INFORMA CONSUMATORI LIGURIA e rientra nel programma generale di intervento 2009/2010
della Regione Liguria realizzato con l'utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

Registro Stampa n°17/05 del 21/10/2005 Autorizzazione del Tribunale di Genova

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