Spese e acquisti
28 Settembre 2009

Con la liberalizzazione della vendita dei farmaci da banco e dunque con l'apertura delle parafarmacie e dei corner saluti all'interno della grande distribuzione organizzata (G.D.O.) si è determinata una dinamica concorrenziale con abbassamento dei prezzi? La risposta è sì: nelle parafarmacie si spende l'8,3% in meno per i farmaci da banco rispetto alle farmacie "tradizionali". E' quanto risulta dall'indagine presentata oggi a Roma da Federconsumatori e condotta nel mese di dicembre 2008 dal suo Osservatorio Nazionale prezzi e tariffe del C.R.E.E.F. (Centro Ricerche Economiche, Educazione e Formazione). L'indagine ha monitorato e confrontato il prezzo di 24 farmaci da banco di largo consumo in 11 capoluoghi di Regione o Provincia; i punti vendita presi complessivamente in considerazione sono stati 130, in particolare: 47 farmacie private, 18 farmacie comunali, 46 parafarmacie e 19 corner della salute della G.D.O.
Dalla Tachipirina allo Zerinol, dall'Aspirina al Lasonil, sono stati presi in considerazione i farmaci che, dai dati del Ministero della Salute, risultano essere più venduti, con un maggior volume di spesa da parte dei cittadini.
Per questi medicinali la spesa media che si registra nelle farmacie è di 164,8 euro, mentre nelle parafarmacie si spendono mediamente 152,06 euro con un risparmio di 12 euro. A costare di più sono addirittura le farmacie comunali, dove la spesa tocca i 166,96 euro. Il risparmio maggiore, invece, si ha nei corner della G.D.O. dove si registra una spesa media di 146,18 euro, il 14,2% più bassa di quella delle farmacie comunali.






