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Spese e acquisti

Con la liberalizzazione della vendita dei farmaci da banco e dunque con l'apertura delle parafarmacie e dei corner saluti all'interno della grande distribuzione organizzata (G.D.O.) si è determinata una dinamica concorrenziale con abbassamento dei prezzi? La risposta è sì: nelle parafarmacie si spende l'8,3% in meno per i farmaci da banco rispetto alle farmacie "tradizionali". E' quanto risulta dall'indagine presentata oggi a Roma da Federconsumatori e condotta nel mese di dicembre 2008 dal suo Osservatorio Nazionale prezzi e tariffe del C.R.E.E.F. (Centro Ricerche Economiche, Educazione e Formazione). L'indagine ha monitorato e confrontato il prezzo di 24 farmaci da banco di largo consumo in 11 capoluoghi di Regione o Provincia; i punti vendita presi complessivamente in considerazione sono stati 130, in particolare: 47 farmacie private, 18 farmacie comunali, 46 parafarmacie e 19 corner della salute della G.D.O.

Dalla Tachipirina allo Zerinol, dall'Aspirina al Lasonil, sono stati presi in considerazione i farmaci che, dai dati del Ministero della Salute, risultano essere più venduti, con un maggior volume di spesa da parte dei cittadini.

Per questi medicinali la spesa media che si registra nelle farmacie è di 164,8 euro, mentre nelle parafarmacie si spendono mediamente 152,06 euro con un risparmio di 12 euro. A costare di più sono addirittura le farmacie comunali, dove la spesa tocca i 166,96 euro. Il risparmio maggiore, invece, si ha nei corner della G.D.O. dove si registra una spesa media di 146,18 euro, il 14,2% più bassa di quella delle farmacie comunali.

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C'erano anche rivendicazioni trascritte su venti cartelloni in dialetto alla manifestazione organizzata oggi dai Consumatori per protestare contro il caro vita. La riunione in piazza Montecitorio, dove Federconsumatori, Adusbef, Adoc e Codacons hanno portato le loro rivendicazioni. La crisi in atto, informano le associazioni, ha messo a dura prova i bilanci familiari e a questo si aggiungono i rincari dei prodotti alimentari, con ricarichi notevoli dal campo alla tavola documentati da Coldiretti, che ha preso parte alla manifestazione e ha lanciato la sua Operazione verità sui prezzi alimentari. Risultato? Il 2009 è stato un anno record per gli aumenti dei prezzi dei prodotti alimentari dal campo alla tavola: basti pensare al più 1100% registrato per le carote, senza dimenticare gli aumenti della frutta e della verdura. In base ai dati forniti dalla Coldiretti, il Codacons ha presentato oggi un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia per aprire indagini su eventuali speculazioni sul territorio. Caso emblematico il dato del grano, dove al calo della materia prima non corrisponde una diminuzione dei prezzi al dettaglio di pane, pasta e cereali.

Le logiche speculative colpiscono soprattutto i prodotti alla base dell'alimentazione quotidiana, i cui aumenti incidono fortemente sulla spesa delle famiglie, specialmente di quelle meno abbienti. Di fronte a questa situazione Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori hanno rivendicato un'azione decisa da parte delle Istituzioni a favore della domanda di mercato e con due richieste: un processo di detassazione per almeno 1200 euro annui per le famiglie a reddito fisso, lavoratori e pensionati; interventi funzionali per un abbattimento dei prezzi di almeno il 20%. "Manifestazione riuscita benissimo - commenta Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori - cui hanno partecipato centinaia di persone".

"Abbattere i prezzi dei beni di consumo di almeno il 20%, è l'unica ricetta concreta per ridare ossigeno alle famiglie e rilanciare i consumi": questo il commento del presidente Adoc Carlo Pileri. "Il successo di tale manifestazione sta a sottolineare la necessità di un taglio della spesa sostenuta dalla famiglie, ormai in evidente debito d'ossigeno - continua Pileri - costrette a tagliare la spesa alimentare per far fronte alla crisi. Non solo una diminuzione dei prezzi, occorre anche la riduzione della filiera agroalimentare. Per questo sosteniamo la posizione di Coldiretti e i suoi sforzi nel tagliare i numerosi passaggi che avvengono dal campo alla tavola, che portano ad uno speculativo rincaro dei prezzi a danno dei consumatori. Inoltre, occorre lottare concretamente contro gli sprechi alimentari. Ogni anno, secondo i dati dell'Adoc, le famiglie italiane buttano nel cassonetto 561 euro, pari al 10% della spesa totale annua effettuata".

Caro libri, il trucco per aggirare il tetto di spesa sta nei testi consigliati. Che rischiano in questo modo di creare nuove difficoltà alle famiglie italiane alle prese con le spese per l'avvio dell'anno scolastico. È la denuncia sulla quale torna l'Unione Nazionale Consumatori attraverso il segretario generale Massimiliano Dona.

"Nel caso vi sia uno sforamento dei tetti previsti, è dunque bene informarsi dai docenti se vi è l'effettiva necessità di adottare il testo consigliato e, in ogni caso, inviare una segnalazione al Ministero dell'Istruzione - commenta Dona - Per risparmiare, è poi possibile seguire qualche accorgimento, a partire dallo scaricare legalmente i testi scolastici sul web. L'attuale normativa prevede infatti che gli studenti possano procurarsi i libri in formato digitale, dopo aver sostenuto i costi per i diritti di autore previsti dalla legge".

La strada, ancora lunga, è quella dell'adozione di e-book e libri impaginati online. "Da parte nostra - conclude Dona - ci impegneremo affinché la rivoluzione del libro digitale prenda presto piede su larga scala".

Consumi in leggera ripresa: a giugno e luglio, per la prima volta dopo un anno e mezzo, si rilevano infatti due variazioni positive consecutive sia rispetto ai mesi precedenti sia rispetto al 2008. E il miglioramento segnala una crescita della domanda sia per i beni che per i servizi. È quanto registra l'odierno Indicatore dei Consumi di Confcommercio (ICC) che segnala in particolare, per il mese di luglio 2009, un incremento dello 0,5% su base annua e dello 0,2% rispetto a giugno.

Segnali di miglioramento arrivano anche dal clima di fiducia delle famiglie, mentre i prezzi relativi al paniere dei beni e servizi che compongono l'ICC hanno evidenziato, anche nel mese di luglio 2009, una significativa tendenza al ridimensionamento con un meno 1,6% complessivo.

La stima della domanda delle famiglie per prodotti alimentari, bevande e tabacchi - registra ancora l'ICC - segnala però una diminuzione del 3,1% in termini di volumi acquistati e questo viene interpretato come fattore che richiede prudenza: "Questa evidenza - precisa Confcommercio - è uno degli elementi che obbligano alla massima cautela nell'interpretazione dei dati, certamente positivi, del bimestre giugno-luglio 2009".

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Continuano le pratiche di vendita scorrette nel settore delle automobili, dove a fronte dell'aumento delle immatricolazioni reso noto dal ministero dei Trasporti - ad agosto 2009 più 8,54% rispetto ad agosto 2008 - si registrano "furbizie dei concessionari, vessazioni economiche per chi acquista con finanziamento, optional a costi aggiuntivi non previsti, "imposti" al momento del ritiro dell'auto", quali comportamenti scorretti delle Concessionarie Auto. È quanto denuncia Adiconsum: "I dati resi pubblici dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per Adiconsum - dichiara Paolo Landi, segretario generale - fanno sperare in una lenta ripresa della produzione, anche se i dati occupazionali vanno in controtendenza".

Ma l'associazione denuncia pratiche vessatorie nei confronti dei consumatori. "Non è più sopportabile che le famiglie che con grandi sacrifici decidono di acquistare un'auto - sostiene il segretario nazionale Pietro Giordano - subiscano vessazioni di tutti i tipi e in piena violazione delle norme di legge a tutela del consumatore". Fra le pratiche imputate ci sono i termini di consegna incerti e il saldo del pagamento con l'avvio delle rate non appena l'auto arriva, anche se il consumatore non ne entra immediatamente in possesso. Per Giordano, le aziende dovrebbero riconoscere che "la fiducia del consumatore è l'unica condizione per lo sviluppo del mercato".

L'iniziativa è parte integrante del progetto INFORMA CONSUMATORI LIGURIA e rientra nel programma generale di intervento 2009/2010
della Regione Liguria realizzato con l'utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

Registro Stampa n°17/05 del 21/10/2005 Autorizzazione del Tribunale di Genova

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