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Alimentazione

Privilegiare l'acquisto di prodotti di stagione consente di nutrirsi in modi più naturale e meno dispendioso.
Si può risparmiare senza che la qualità dei prodotti acquistati ne abbia a risentire, anzi nutrendosi in modo più naturale. Le coltivazioni fuori stagione necessitano di cure particolari che si riflettono sul prezzo di acquisto, insomma ogni prodotto ha la sua stagione ed è quello il miglior momento di acquistarlo.

La frutta, la verdura e il pesce di stagione a marzo sono :

arance, kiwi, mandarini, mele, pere, asparagi, bietole, broccoli, carciofi, carote, cavolfiori, cavoli, cicorie, finocchi, insalate, porri, radicchi, sedani, spinaci, alici, merluzzi, sardine, sogliole, tonni.
Il NAS indaga 25 produttori di filtri per il trattamento dell’acqua potabile. Un esposto di Mineracqua (un’ associazione di categoria che rappresenta diversi produttori di acqua minerali) aveva messo in evidenza che alcuni ristoratori, “spacciavano” per acqua minerale,  acqua in caraffa non avente le necessarie caratteristiche per essere definita tale. I carabinieri analizzando l’acqua, si sono resi conto, che non solo questa non poteva essere considerata minerale, ma che in alcuni casi l’acqua potabile dopo essere passata attraverso i filtri per il trattamento, perdeva i suoi requisiti di potabilità.
Secondo una ricerca Leonardo-ICE-Piepoli al 45% degli stranieri l'Italia fa venire in mente cibo e vini, nonostante tale eccellenza, ad esempio, dal 2000 ad oggi l’incremento di “pummarola”  di prima trasformazione proveniente dalla Cina è triplicata. Tale prodotto  viene mescolato al pomodoro  nostrano e venduto come italiano sulle tavole di ristoranti, pizzerie … di tutto il mondo. Il differente livello qualitativo del prodotto rischia di far scivolare irrimediabilmente la giustificata fama qualitativa delle nostre merci ed a fare scadere il primato del marchio “cibo italiano”. La legge del  3 agosto 2004, n.204 prevede l'obbligo di indicare sulle etichette l'origine di tutti gli alimenti commercializzati e consente di valorizzare i primati qualitativi e di sicurezza della produzione nazionale. Il provvedimento deve però essere completato con urgenza  dall’emanazione dei necessari decreti applicativi per i singoli prodotti.
La Liguria al primo posto per l’operazione “pesce sicuro”.La nostra regione si rivela la migliore, al pari della Basilicata, per l’etichettatura dei prodotti ittici: nessuna azienda è risultata infatti irregolare. Ultimi il Lazio con meno del 16% dei banchi in regola, la Sicilia con il 14%; il fanalino di coda è la Campania con meno del 10%. Nonostante il buon risultato della Liguria i dati rilevati dal Rapporto su sicurezza alimentare e prodotti ittici in Italia, redatto dalla Rete Salute & Gusto del Movimento Difesa del Cittadino in collaborazione con Legambiente, non incoraggia l’ottimismo. Etichettatura di legge assente in più dei due terzi dei banchi, pesce al metallo pesante, trote affette da setticemia curate con farmaci cancerogeni, pesce congelato servito al ristorante come fresco, tonno al cadmio, bottarga infestata da parassiti, pesce cinese venduto come “novellame di sarda” italiano: sono alcune delle irregolarità segnalate. I consumatori ogni giorno si recano ai banchi nei mercati convinti di acquistare prodotti freschi pescati il giorno prima o durante la notte, nell’Adriatico o nel Tirreno. E invece portano a casa spigole e orate dalla Grecia; totani dell’Oceano Pacifico, razze dell’Australia, gamberi e scampi dalla Turchia e da Malta, cozze spagnole, nordafricane o cilene. Per verificare l’osservanza degli obblighi di legge, la Rete nazionale di Sportelli “Salute&Gusto” (12 Sportelli in 12 regioni), ha condotto la prima indagine sui consumi e sulla corretta informazione ai consumatori nella vendita del pesce fresco in Italia, attraverso una rilevazione diretta ed elaborando i dati più recenti dei Nas dei Carabinieri, le segnalazioni della Guardia di Finanza, della Guardia costiera e delle Asl. Secondo la normativa europea (art. 4 del Regolamento CE 104/2000, entrato in vigore il 1° gennaio 2002), sui cartellini esposti sui banchi dei mercati destinati alla vendita al dettaglio di pesce, i consumatori dovrebbero trovare indicate obbligatoriamente la denominazione commerciale della specie, il metodo di produzione e la zona di cattura. “Con questo dossier, in particolare, vogliamo mettere in evidenza le violazioni alla normativa sull’etichettatura” ha spiegato Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino. I risultati emersi dimostrano che i banchi di vendita del pesce sono in gran parte fuori legge. Solo in poco più del 25% del campione di banchi esaminati c’è l’etichetta regolare con tutte le informazioni richieste a garanzia del consumatore. Tre quarti dei punti vendita dei mercati quindi sono inadempienti. L’informazione più diffusa è quella relativa alla specie in vendita (88,5%), poi viene quella sulla zona di cattura (42,5%) e solo nel 32,4% viene indicato il metodo di produzione.
E' una delle frodi in commercio accertate più frequentemente dal Centro controllo area pesca della Direzione marittima di Genova nel corso del 2004 e che in prossimità delle feste natalizie ha coordinato una ampia e complessa operazione di vigilanza pesca a terra e in mare. Nell'anno 2004 le Autorità marittime liguri - si legge in una nota - hanno sequestrato 1.044 kg di pesci e molluschi sottomisura e sono state anche accertate alcune frodi in commercio: la più ricorrente è la vendita del novellame di pesce cinese poi etichettato come bianchetto. Inoltre, 1.980 metri di rete sono stati sequestrati, sia per maglie irregolari, cioé più strette del consentito, che per pesca a strascico entro la fascia dei 50 metri di profondità. Nel corso dell'operazione denominata "Aldebaran", sono stati effettuati controlli su tutta la filiera della pesca, sino alla vendita al consumatore, per garantire il rispetto delle normative, tutelare l'ecosistema marino, le risorse ittiche e la freschezza del pesce immesso nel circuito di vendita al dettaglio e all'ingrosso. Dal 13 al 16 dicembre, le unità della Guardia costiera hanno controllato 65 unità da pesca. A terra, con la partecipazione di tutti i comandi dipendenti dalla Direzione marittima, sono state effettuate 211 verifiche nei centri di distribuzione. Le violazioni amministrative accertate sono state 15, mentre le notizie di reato all'Autorità giudiziaria sono state 5. I controlli proseguiranno anche nel 2005 al fine di contrastare la pesca di frodo e le immissioni sul mercato di specie non consentite. Fonte MDC

L'iniziativa è parte integrante del progetto INFORMA CONSUMATORI LIGURIA e rientra nel programma generale di intervento 2009/2010
della Regione Liguria realizzato con l'utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

Registro Stampa n°17/05 del 21/10/2005 Autorizzazione del Tribunale di Genova

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