Home Salute Alimentazione La mozzarella di bufala Dop tra contraffazione e controlli

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Un recente episodio di cronaca rilancia il problema aperto delle mozzarelle di bufala: il 16 marzo scorso, a seguito di controlli del Corpo Forestale dello Stato a Benevento, Campobasso e Caserta, è stato sequestrato oltre un quintale di mozzarella di bufala contraffatta, venduta come Dop ma che in realtà non rispettava il disciplinare di produzione della UE. I prodotti sequestrati non venivano confezionati con latte dell'area di produzione ammessa. Da notizie come questa, emergono le due facce del problema: il marchio Dop attira l'interesse a delinquere di molti malintenzionati e della criminalità organizzata stessa, e il marchio Dop delle mozzarelle in particolare è oggetto di attenzioni delle autorità preposte ai controlli che intervengono con decisione nei casi di frode.

 

La storia della mozzarella di bufala Dop è molto tormentata. Nel 2007 si scoprì un giro d'affari di un miliardo di euro legato all'uso di latte boliviano, al posto di quello locale casertano che costa quattro volte di più. Nello stesso anno i Carabinieri dei Nas eseguirono diciotto arresti, cinque misure cautelari e sottoposero a sequestro tredici allevamenti bufalini della provincia di Caserta per sospetta sostituzione di sangue per le analisi di capi affetti da brucellosi. A novembre del 2009 numerosi controlli ufficiali avevano evidenziato che nel 25% dei casi controllati nella grande distribuzione il latte di bufala veniva "annacquato" con del latte vaccino (almeno il 30%).

 

Nel 2010, il Ministro Zaia ha proceduto al Commissariamento del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala dopo la scoperta che una buona parte delle mozzarelle Dop venivano contraffatte. Il consiglio da dare ai consumatori è quello di non voler risparmiare a tutti i costi: prodotti sotto i dieci euro al kg devono destare diffidenza. Inoltre non conviene fidarsi troppo di venditori occasionali, magari attivi in luoghi non attrezzati per il commercio, come ad esempio il caso di automezzi in sosta sulle strade o in aree di parcheggio. In conclusione, il marchio Dop, da solo, non garantisce la genuinità del prodotto e il consumatore deve prestare un minimo di attenzione a quello che acquista, imparando in primo luogo a leggere l'etichetta

L'iniziativa è parte integrante del progetto INFORMA CONSUMATORI LIGURIA e rientra nel programma generale di intervento 2009/2010
della Regione Liguria realizzato con l'utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

Registro Stampa n°17/05 del 21/10/2005 Autorizzazione del Tribunale di Genova

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