Salute
02 Agosto 2010
E' di questi giorni una nota stampa diramata dal Ministero della Salute che riguarda la sicurezza in materia alimentare. Dichiara il Sottosegretario Martini: Lestate rappresenta un periodo in cui lattenzione del consumatore deve essere maggiore perchè il caldo favorisce la moltiplicazione dei microrganismi e conseguentemente il deterioramento degli alimenti più deperibili (carne, pesce, prodotti lattiero caseari, ecc). E stato quindi messo a punto un decalogo con delle semplici ma importanti regole da osservare per evitare rischi per la salute. Il Sottosegretario alla Salute On. Francesca Martini ha sottolineato inoltre: Abbiamo voluto anche questanno fornire ai cittadini utili e semplici consigli per affrontare al meglio la stagione estiva dal punto di vista della sicurezza alimentare evitando di incorrere in spiacevoli rischi per la salute. In particolare nel vademecum abbiamo sottolineato limportanza di prestare attenzione sia allintegrità e alla corretta conservazione delle confezioni che si intendono acquistare che alla loro etichettatura. Letichetta infatti oltre ad indicare la data di scadenza fornisce ai consumatori anche importanti indicazioni sulla corretta conservazione dellalimento. Insomma, semplici ma preziosi consigli per passare unestate in salute.
15 Dicembre 2009

I Carabinieri del Nas hanno sequestrato, a Roma e a Pomezia, 30 tonnellate di alimenti etnici scaduti e conservati in depositi abusivi, tra sporcizia ed insetti. Plauso all'iniziativa a tutela della salute dei consumatori è giunto da Coldiretti che ha sottolineato un crescente aumento del consumo dei prodotti etnici (+71% dal 2003 al 2009).
Secondo l'indagine Coldiretti /Swg, infatti, nel 2009 un italiano su tre (33 per cento) ha consumato regolarmente o qualche volta cibi etnici e sulla base delle elaborazioni Ref su dati Iri-Infoscan relativi al primo semestre 2009, il "carrello etnico" è stato di gran lunga il piu' dinamico della distribuzione commerciale ma la diffusione di questi cibi è in crescita anche nei pubblici esercizi come dimostra il fatto che - riferisce la Coldiretti - dal 2000 ad oggi sono praticamente raddoppiati i ristoranti etnici passando dalle 2.511 unita' agli oltre 4.000 del 2009.
La crescita esponenziale delle attività ma anche la diffusione dei reati confermano - sostiene la Coldiretti - l'importanza dell'attività di controllo effettuata dalle forze dell'ordine a tutela dei consumatori anche immigrati che apprezzano questo cibo. Occorre peraltro - conclude la Coldiretti - intervenire in modo strutturale con l'obbligo di indicare la provenienza del cibo in etichetta per consentire la rintracciabilità della produzione in vendita e favorire acquisti consapevoli da parte dei consumatori.
16 Novembre 2009
Inizia oggi il vertice mondiale sulla sicurezza alimentare. Secondo le ultime stime gli affamati sono cresciuti quest'anno del 9%, il livello più alto dal 1970. La maggior parte delle persone malnutrite risiedono nella regione Asia-Pacifico (642 milioni), seguite dall'Africa subsahariana (265 milioni), dall'America latina (53 milioni), Vicino Oriente e Nord Africa (42 milioni) e nei paesi sviluppati (15 milioni). Oggi stesso sarà adottata la Dichiarazione finale, un documento in cinque punti che ribadisce la volontà di dimezzare entro il 2015 il numero delle persone che soffrono per la fame, (come previsto dagli Obiettivi di sviluppo del Millennio Onu), promette un maggiore sforzo di governance nella distribuzione degli aiuti e assicura un ruolo alle popolazioni direttamente interessate dagli interventi. Un testo - sette pagine in tutto - in cui gli elementi di novità rispetto a quanto già detto in passato sono pochi e che si tiene quanto più possibile lontano da numeri e parametri di misura: l'obiettivo finale di sradicare la fame nel mondo viene fissato "entro il prima possibile". Nella parte relativa agli aiuti per lo sviluppo si richiamano i paesi del G8 a "rispettare pienamente" gli impegni presi all'Aquila (22 miliardi di dollari in tre anni) e si ricorda che la promessa dei paesi ricchi a destinare lo 0.7% del Pil agli aiuti è "cruciale".




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