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Avrebbero gonfiato notevolmente i prezzi di vendita dei farmaci commercializzati, ottenendo un indebito rimborso di oltre un miliardo di euro dal Servizio Sanitario Nazionale. E' l'accusa rivolta dalla Procura della Repubblica di Firenze alla multinazionale Bristol Myers Squibb Italia, che avrebbe messo in atto la truffa assieme al gruppo Menarini. L'ipotesi degli inquirenti è che entrambi i gruppi industriali abbiano messo in atto comportamenti finalizzati ad ottenere, attraverso una serie di artifici e raggiri, l'inserimento nel Prontuario farmaceutico nazionale, di farmaci commercializzati sia da Menarini che da Bristol Myers Squibb, a prezzi notevolmente gonfiati rispetto al costo effettivamente sostenuto. Oltre alle perquisizioni nelle sedi della multinazionale, gli uomini della Guardia di Finanza hanno notificato alla Bms il decreto di fissazione dell'udienza per l'applicazione di misure cautelari ai sensi della decreto legislativo 231 (divieto di contrattare con la pubblica amministrazione.

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farmaciIl tema della liberalizzazione dei farmaci potrebbe tornare d'attualità molto presto. A riaccendere il dibattito il presidente dell'Antitrust Antonio Catricalà che, in un'intervista al Sole 24 Ore a margine di un convegno organizzato Coordinamento nazionale parafarmacie, ha spiegato: "La legge annuale sulla concorrenza potrebbe essere il veicolo ideale per estendere la deregulation anche ai farmaci di fascia C", quelli con obbligo di ricetta ma a carico dei cittadini.

 

Dopo la possibilità per le parafarmacia di vendere farmaci da banco (introdotta da Bersani nel 2006), si profila quindi ora la possibilità di una nuova apertura: "È in gioco un principio di pari dignità professionale - ha detto Catricalà al Sole 24 Ore - a parità dei titoli di studio e di abilitazione, mantenere una distinzione tra farmacie e parafarmacie mi sembra francamente incostituzionale. Purtroppo con il sistema delle lobby anche l'ovvio diventa un obiettivo impossibile e liberalizzare è più difficile in un momento di crisi. Ma alla lunga la battaglia potrà andare a buon fine".

 

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farmaciIn Europa circa l'1% dei medicinali attualmente in vendita al pubblico attraverso la catena di approvvigionamento legale è falsificata. Nel 2008 sul territorio europeo sono stati confiscati più di 34 milioni di pillole contraffatte: viagra ma anche antidolorifici, antibiotici e medicine contro il cancro che, sempre più spesso, vengono acquistate online.

Per porre un freno a questo fenomeno e ai conseguenti gravi rischi per i consumatori, il Parlamento europeo ha approvato ieri una legge che introduce nuove regole di sicurezza e tracciabilità per garantire l'autenticità e l'identificazione delle singole confezioni di farmaci, nonché per verificare se l'imballaggio esterno sia stato manomesso. In futuro, per esempio, potrebbe essere applicato un numero di serie alla singola confezione che potrà essere "letto" dalle farmacia a garanzia dell'autenticità.

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Il Consiglio di Amministrazione dell'Agenzia Italiana del Farmaco dopo aver ripercorso tutto l'iter autorizzativo all'immissione in commercio del farmaco Mifegyne ed aver verificato la coerenza della Delibera assunta dal CdA il 30 luglio scorso per quanto riguarda i termini di compatibilita' dell'utilizzo della RU 486 con la legge 194/78, ha ritenuto tale Delibera pienamente coerente con l'esigenza di garantire che il percorso abortivo avvenga in ambito ospedaliero come raccomandato dal signor Ministro.

Il provvedimento, infatti, oltre a definire il regime di dispensazione in esclusivo ambito ospedaliero specifica che "in particolare deve essere garantito il ricovero in una delle strutture sanitarie individuate dall'art 8 della Legge 194/78 dal momento dell'assunzione del farmaco fino alla verifica dell'espulsione del prodotto del concepimento (...)" e questo in sintonia con quanto richiamato dal Ministro sulla necessita' che l'evento abortivo avvenga in ambito ospedaliero, in strutture sanitarie abilitate, con medici del servizio ostetrico ginecologico, nonche' sotto la sorveglianza del personale sanitario cui e' demandata la corretta informazione sul trattamento, sui farmaci da associare, sulle metodiche alternative disponibili e sui possibili rischi del metodo.

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L'automedicazione fa diminuire la spesa farmaceutica ed ha gli stessi effetti, rispetto alla medicazione prescritta dal medico, sulla salute dei cittadini. Il risparmio stimato a favore del Sistema Sanitario Nazionale si aggira intorno ai 9 milioni di euro, ma potrebbe raggiungere addirittura i 16 milioni; risorse queste che potrebbero essere spese in altro modo, a beneficio della collettività.

E' questo il messaggio principale che emerge dal Rapporto 2009 sull'Automedicazione dell'ANIFA (Associazione Nazionale dell'Industria Farmaceutica dell'Automedicazione), presentato oggi a Roma. Dunque i farmaci senza obbligo di ricetta , che rappresentano circa il 20% dei medicinali utilizzati e che vengono presi per curare l'80% dei disturbi comuni, rispondono ad una domanda di salute pubblica ben precisa ed è in costante crescita la propensione dei cittadini al loro uso, ad indicare una maggiore autonomia nella gestione della propria salute.

"I farmaci senza obbligo di ricetta - ha osservato Sergio Daniotti, Presidente di ANIFA - costituiscono un elemento di ottimizzazione della spesa farmaceutica pubblica, senza intaccare né i livelli di assistenza garantita a tutti i cittadini, né l'appropriatezza della scelta terapeutica".

Daniotti ha correlato subito questo dato con un altro molto importante: quello sugli effetti della liberalizzazione dei medicinali da banco. "Ci si aspettava un aumento spropositato del consumo di tali farmaci da parte dei cittadini - ha sottolineato il Presidente di ANIFA - invece gli italiani si sono dimostrati più consapevoli di quanto immaginavamo. Il consumo di questi farmaci non è aumentato perché non è allargando il numero degli esercizi commerciali che si aumenta la forza del settore".

"E allora qual è il messaggio che deve arrivare al consumatore", ha chiesto Help Consumatori alla dottoressa Rossella Miracapillo responsabile Farmaci e Salute del Movimento Consumatori.

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L'iniziativa è parte integrante del progetto INFORMA CONSUMATORI LIGURIA e rientra nel programma generale di intervento 2009/2010
della Regione Liguria realizzato con l'utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

Registro Stampa n°17/05 del 21/10/2005 Autorizzazione del Tribunale di Genova

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