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Bollo auto: attenzione agli sconti

Ancora per quest’anno sembra che il costo del bollo auto non aumenterà, anche se è prevista una sua revisione a seconda della classe di inquinamento.

Ma gli sconti ci sono e variano a seconda della caratteristica del veicolo. Adiconsum ricorda quali sono gli sconti:

  • Auto ultraventennali: sconto del 50% del bollo
  • Auto ultratrentennali: tassa di circolazione minima da pagare solo se il veicolo effettivamente si usa.

Bollo auto delle auto a basso impatto ambientale

La parte del leone degli sconti la fanno comunque le auto a basso impatto ambientale.

Le auto elettriche, infatti, non pagano il bollo auto per i primi 5 anni. Inoltre, alle agevolazioni statali descritte sopra, si aggiungono anche gli incentivi a livello regionale. Tutti sconti da tenere bene a mente in caso di acquisto di una nuova auto e che, a loro volta, si sommano anche all’ecobonus statale e a quelli locali.

Auto disabili

Il riconoscimento della disabilità ai sensi della legge 104 prevede l’esenzione del pagamento del bollo auto. Pertanto, le auto acquistate per i disabili non devono corrispondere la tassa di circolazione.

IMPORTANTE: Ricordiamo che anche in caso di problemi nel pagamento del bollo auto, come in tutte le pratiche da sbrigare online, è possibile rivolgersi ai servizi del progetto Nessuno E-scluso forniti da Adiconsum attraverso degli sportelli fisici (clicca qui per l’elenco) o via chat (dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12.30 dalla home page del sito Adiconsum).

(foto Automobile Italia)

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Canone Tv: fai adesso la domanda di esonero per il 2019

Anche se c’è tempo fino al 31 gennaio 2019 per presentare la domanda di non detenzione dell’apparecchio televisivo per essere esonerati dal pagamento del canone per l’intero prossimo anno, consigliamo di provvedere al più presto. Infatti, a seconda della periodicità di fatturazione adottata dall’impresa, può capitare che nonostante si sia inviata la domanda entro i limiti, sulla prima bolletta risulti comunque l’addebito della prima rata del canone e che per recuperare quei soldi, non solo è necessario compilare l’apposito modulo, ma, nel caso in cui non si utilizzi l’applicativo web dell’Agenzia delle Entrate, bisogna spedirlo tramite raccomandata(meglio  A/R), che può arrivare a costare anche più della metà del rimborso!

 

Ricordiamo che il Modulo di richiesta dell’esonero può essere presentato tramite:

 

l’applicativo web dell’Agenzia delle Entrate che prevede il possesso delle credenziali di accesso telematiche o dell’agenzia o dello SPID

i CAF o gli intermediari abilitati

gli sportelli postali con raccomandata (meglio A/R), senza busta, all’indirizzo: Agenzia delle Entrate Ufficio di Torino 1, S.A.T.-Sportello abbonamenti tv-Casella Postale 22-10121 Torino.

IMPORTANTE: in quest’ultimo caso allegare anche una copia del proprio documento di identità.

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Terremoto in Toscana: Trenitalia rimborsa passeggeri come da normativa

A seguito delle scosse di terremoto succedutesi nei giorni scorsi in Toscana e al blocco della circolazione ferroviaria che ne è conseguito, Trenitalia fa sapere che sono previsti i seguenti rimborsi in caso di ritardo:

 

Per i treni regionali

rimborsi 25% del prezzo del biglietto in caso di ritardo compreso tra 60 e 119 minuti (tale indennità è riconosciuta per biglietti pari almeno a €16,00

50% del prezzo del biglietto in caso di ritardo pari o superiore a 120 minuti (tale indennità è riconosciuta per biglietti pari almeno a €8,00.

 

Per i treni a media e lunga percorrenza

rimborso del 50% del prezzo del biglietto, in bonus o denaro, per ritardi pari e oltre le due ore

il 25% del prezzo del biglietto, in bonus o denaro, per ritardi fra 60 e 119 minuti.

 

Per le Frecce di Trenitalia

rimborso del 25% del prezzo del biglietto, in bonus, per ritardi fra 30 e 59 minuti.

IMPORTANTE: In caso invece di rinuncia al viaggio, i viaggiatori dei treni a media e lunga percorrenza di Trenitalia hanno diritto al rimborso integrale del biglietto (da richiedere prima della partenza) o alla riprogrammazione del proprio viaggio.

 

Per saperne di più sulle indennità per i ritardi, clicca qui

Per saperne di più sui rimborsi, clicca qui

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Luce/Gas: ecco quanto aumentano da ottobre a dicembre 2019

Come al solito, all’approssimarsi della stagione autunnale e invernale, le famiglie italiane si ritrovano alle prese con l’aumento della luce e del gas.

L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha reso noto che nel IV trimestre 2019, cioè quello che va dal 1° ottobre al 31 dicembre 2019:la luce aumenterà del +2,6%;
il gas del +3,9%.

Ad avviso di Adiconsum, si tratta di aumenti ingiustificati, in particolare per quanto riguarda l’influenza del petrolio sulle tariffe, in quanto la nostra produzione di energia elettrica e del gas non dipende affatto dall’oro nero. Sugli aumenti, grava il peso degli oneri generali di sistema, che secondo i dati Arera incidono per un’utenza domestica di 3kW di potenza e con un consumo di 2700 kWh, del 20%. Ecco perché da tempo ne chiediamo la revisione, oltreché una maggiore trasparenza in bolletta.

Ma una cosa che sta a cuore ad Adiconsum è mettere il consumatore in grado di sapere qual è il prezzo finale complessivo del kWh, come succede quando va a fare il pieno di benzina.

Conoscerlo è di fondamentale importanza, perché permetterebbe ai consumatori di orientarsi nella giungla di offerte proposte dalle aziende energetiche, anche alla luce della fine del mercato tutelato e del passaggio al mercato libero.

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Insufficienti le spiagge libere in Liguria: il problema resta aperto

Quando la politica latita, purtroppo deve intervenire la magistratura ed il sequestro dello stabilimento balneare Bagni Liggia a Genova – Quarto ci riporta all’incompiuto intervento per la disciplina degli stabilimenti balneari e alla libera fruizione delle spiagge con possibile danno erariale, come ha paventato la Corte dei Conti.

Dal 2007 Adiconsum ha intrapreso un’importante iniziativa per riuscire a garantire una percentuale almeno del 40% tra spiagge libere e spiagge libere attrezzate. Questa percentuale è stata determinata dalla conseguente Legge Regionale ispirata proprio dalla ns. iniziativa e licenziata dalla Regione Liguria nel 2008 grazie anche all’apporto dei Verdi. La legge demanda ai comuni costieri di approvare i piani di utilizzo demaniale che devono individuare il litorale lasciato alla libera balneazione.

Iniziammo con il Comune di Genova un percorso per riuscire a licenziare il predetto piano.

All’inizio del 2019 avrebbe dovuto compiersi questo defaticante iter, arrivando ad una perimetrazione per individuare tratti del litorale da dedicare in futuro alla libera balneazione. Purtroppo l’iter è stato interrotto prendendo a pretesto le forti mareggiate che hanno colpito manufatti incongrui costruiti in prossimità del mare. Circostanza che nulla ha a che vedere con la perimetrazione del litorale.

Ricordiamo che a Genova abbiamo un grave deficit di spiagge libere, specialmente nella parte centrale della città, lungo Corso Italia dove la percentuale non raggiunge il 14%, costringendo molti cittadini a compiere chilometri, utilizzando mezzi privati, difficoltà con i mezzi pubblici per raggiungere a Levante o a Ponente le spiagge libere. E’ bene non dimenticare che per tutta la Provincia di Genova abbiamo solo il 24% di litorale libero ed in tutta la Liguria solo un 15%. Spiagge libere a cui bisogna garantire il salvamento, pulizia e servizi.

Il dato nazionale è alquanto sconcertante poiché, salvo rare eccezioni in alcune Regioni, la stragrande maggioranza del litorale fruibile all’80% è dato in concessione, dove insistono circa 17.000 stabilimenti balneari che corrispondono un canone demaniale annuale irrisorio (complessivamente 103 milioni, una media di circa 5.000,00 € a stabilimento), una cifra che paga un normale bar per mettere  i tavolini per strada, a fronte di un volume di affari di 15 miliardi (la Francia con 80% di spiagge libere, strutture balneari di facile rimozione durata concessione 12 anni, idem Spagna, Grecia e Croazia).

“La direttiva Bolkestein prevedeva da tempo che le concessioni fossero portate a gara” ha spiegato Stefano Salvetti Presidente di Adiconsum Liguria e del Coordinamento ligure Consumatori e Utenti. “La nostra. azione non è contro gli stabilimenti balneari ma contro una situazione che attualmente è iniqua. Si trovi quindi la formula migliore per bandire delle gare, ma senza un riordino non è possibile attuare gli eventuali piani di utilizzo demaniale”.

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Come leggere le recensioni online

Ben il 60,3% dei consumatori italiani consultano le recensioni online, prima di scegliere un ristorante, un albergo, un locale e circa l’80% si fida dei giudizi che legge.

Siamo nell’era digitale e le piattaforme online di recensioni sono diventate un punto di riferimento, soprattutto quando non si sa dove andare a mangiare o non si sa dove andare a soggiornare. Le recensioni online rappresentano quindi un ausilio per il consumatore, in particolare, quando è in viaggio e si trova in un Paese che non è il suo, perché permettono in breve tempo di confrontare più realtà e di farsi un’idea di massima.

Purtroppo, quello delle recensioni è un mercato, e come tale, ha come obiettivo il business; è quindi possibile trovarvi recensioni false.

E qui entra in gioco la capacità di discernimento del consumatore nel riconoscere la recensione vera da quella falsa o comunque in qualche modo quella che non è obiettiva.

Come leggere le recensioni

1) Individuare dei parametri che per noi risultano importanti per scegliere un ristorante, un albergo, ecc. (ad esempio, nel caso di un luogo dove mangiare, può essere importante sapere se c’è menù per i celiaci o per i vegetariani/vegani, se i prodotti sono certificati biologici o provenienti dal territorio, ecc.) e ricercarli nelle recensioni

2) Non fermarsi al primo giudizio

3) Leggere con attenzione le recensioni a partire da quelle negative; analizzando come sono scritte si capisce se sono di parte oppure no, svelando in questo modo quelle veritiere e attendibili

4) Diffidare delle recensioni troppo entusiastiche o troppo critiche

5) Scegliere in base al numero delle recensioni: più alto è il numero dei giudizi positivi o negativi più è facile scegliere

6) Confrontare le recensioni sulla base degli stessi parametri così da tracciare un profilo il più possibile obiettivo del locale/struttura ricettiva

7) Comparare le recensioni di più piattaforme online

8) Leggere e tenere in considerazione anche le risposte del gestore dell’esercizio commerciale ai singoli commenti negativi.

Oltre alle recensioni sul web, rimane un valido strumento anche quello del “passaparola” di amici e parenti, considerando sempre che anche questo, come i giudizi online, sono comunque soggettivi e quindi legati al gusto personale.

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Caselle posta elettronica di Poste: chiusura prorogata al 31 ottobre

Scongiurata la chiusura delle caselle di posta elettronica con dominio nome.cognome@poste.it il 20 giugno 2019.

A seguito della comunicazione inviata da Poste ai titolari degli indirizzi mail, avevamo fatto presente all’azienda come il termine non fosse sufficiente per effettuare l’archiviazione di tutta la documentazione, anche perché tali caselle erano state attivate molti anni fa e in innumerevoli casi l’indirizzo era stato utilizzato come riferimento per l’invio di bollette, comunicazioni importanti di banche, finanziarie, enti locali, istituzioni… Chiedevamo quindi una proroga per consentire ai consumatori di portare a termine l’operazione nel migliore dei modi.

Poste Italiane ha accolto la nostra richiesta. A breve invierà ai titolari delle caselle di posta elettronica una mail in cui informerà che la chiusura è prorogata al 31 ottobre 2019 e che verrà messo a disposizione un servizio gratuito di reinstradamento delle email verso un altro indirizzo, che rimarrà attivo fino al 31/01/2020.

Il risultato ottenuto è frutto delle segnalazioni arrivate dai consumatori alle nostre sedi territoriali Adiconsum e del dialogo costruttivo instaurato con Poste, a testimonianza che ascolto e confronto sono modalità efficaci che permettono di far rispettare i diritti dei consumatori e di ampliarne le tutele.

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Nuovi tutor al via dal 27 luglio su 22 tratte autostradali

È ufficiale. I nuovi tutor “SICVe-PM” sono tornati operativi da venerdì 27 luglio. Dopo lo slittamento di un paio di giorni, la conferma è arrivata nel corso della conferenza stampa del 26 luglio, durante la presentazione del piano di esodo estivo, al Ministero degli Interni, alla presenza del capo della Polizia, Franco Gabrielli.

I nuovi tutor che saranno in funzione dal 27 luglio saranno installati in via sperimentale su 22 tratte autostradali.

I nuovi sistemi di misurazione della velocità SICVe-PM saranno in grado di rilevare, oltre alla velocità media, anche il tipo di veicolo, la forma dei gruppi ottici posteriori, adesivi/scritte, l’orario del passaggio sotto il primo portale in entrata e sotto al secondo in uscita. In caso di superamento fino al 5% del limite di velocità previsto la foto verrà cestinata; oltre il 5%, scatterà la multa.

Ricordiamo che il funzionamento dei tutor è di competenza della Polizia stradale e non delle concessionarie autostradali. In caso, invece, di disservizi sulla rete autostradale, ricordiamo che Adiconsum fa parte della Consulta per la Sicurezza e Qualità del Servizio di Autostrade per l’Italia e che ha sottoscritto con l’azienda la conciliazione paritetica per dirimere eventuali contenziosi.

di Adiconsum

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Telefonia: AGCOM amplia le agevolazioni per chi ha basso reddito

Non possiamo che accogliere con favore il provvedimento con cui AGCOM, dando seguito alle nostre richieste, ha disposto l’estensione delle agevolazioni per i contratti di telefonia agli utenti con ISEE inferiore a 8.112,23 euro.

Le nostre rilevazioni nonché le segnalazioni che riceviamo quotidianamente da parte dei cittadini dimostrano che la crisi economica, purtroppo, non può ancora dirsi un capitolo chiuso, crisi dalla quale si sono generate gravi sacche di povertà e si sono ampliate le disuguaglianze

L’Authority ha eliminato i vincoli che fino a questo momento condizionavano l’accesso al bonus – come la presenza di almeno un over 75 nel nucleo familiare o di soggetti percettori di pensioni sociali/invalidità o di capifamiglia disoccupati – e ha aggiunto al preesistente sconto del 50% sul canone mensile 30 minuti gratuiti di telefonate su rete fissa e mobile.

Ma il provvedimento che ci sta più a cuore, oltre alle agevolazioni economiche, è che le aziende devono rendere disponibili sul mercato delle opportunità contrattuali per usufruire di servizi Internet con offerte disgiunte da ogni altro servizio, proprio per garantire favorire l’accesso del maggior numero di cittadini e famiglie ad uno strumento diventato ormai indispensabile nella vita quotidiana.

La decisione di AGCOM arriva a seguito di un lungo confronto con le Associazioni dei Consumatori, nel corso del quale abbiamo sottoposto all’Autorità con insistenza la necessità di rivedere le condizioni di accesso al bonus, ampliando la platea degli aventi diritto alle agevolazioni.

“Il provvedimento rappresenta una vittoria per le famiglie. Nonostante le resistenze da parte degli operatori del settore, è stato adottato un giusto e sacrosanto ordine di priorità: i diritti degli utenti hanno prevalso sugli interessi delle aziende” – dichiarano Emilio Viafora, Roberto Tascini, Carlo De Masi, Presidenti di Federconsumatori, Adoc e Adiconsum.

di Adoc, Federconsumatori e Adiconsum

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Telefonia: occhio ai cambi delle condizioni contrattuali

L’inizio dell’estate è foriero di novità per i consumatori, molte riguardano le nuove offerte di alcuni operatori di telefonia fissa e mobile. Vediamo quelle che sono già state annunciate.

TIM

Gli aggiornamenti contrattuali, in vigore dal 1° luglio, coinvolgeranno alcuni piani tariffari.

A subire un aumento di 2,5 euro mensili saranno Voce senza limiti, Tutto senza limiti, Tutto, Tutto voce, Tim smart, Smart e Internet senza limiti.

A subire invece una diminuzione pari a 1 euro saranno le offerte Tuttofibra, Tuttofibra plus, Internetfibra.

Sempre dal 1° luglio cambiano anche i costi di disattivazione: per disattivare la linea fibra o le linee Solo Voce e ADSL si pagheranno 49 euro (prima erano, rispettivamente, 99 euro e 35,18 euro); chi passa, invece, ad altro operatore pagherà 35 euro.

Come specificato sul sito di TIM: “Qualora i clienti interessati non intendessero accettare la variazione indicata, ai sensi dell’art. 70, comma 4 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche, hanno il diritto di recedere dal contratto o di passare ad altro operatore, senza penali né costi di disattivazione, dandone comunicazione entro il 30 Giugno 2018.”

Chi è interessato a recedere dal contratto potrà farlo, avendo cura di specificare come causale “Modifica delle condizioni contrattuali”, attraverso questi canali:

  • Tramite richiesta sull’area clienti MyTIM fisso
  • Contattando il 187
  •  Recandosi in uno dei centri TIM
  •  Via PEC: clientiprivati@pec.telecomitalia.it
  •  Via posta, meglio se con raccomandata A/R, scrivendo alla casella postale 111-00054 Fiumicino (Roma)

Vodafone

Dal 10 giugno, l’operatore telefonico ha deciso di adeguare il proprio traffico dati al mercato, offrendo 10 giga in più ad alcune offerte.

Il sito ufficiale di Vodafone Italia specifica anche che “le stesse offerte insieme ad altre offerte mobile in abbonamento avranno un aumento del canone mensile di 3 euro in modo da consentirci di continuare a garantire la qualità dei servizi legata ai nostri investimenti sulla rete”

Anche in questo caso sarà possibile recedere dal contratto, specificando come causale del recesso “modifica delle condizioni contrattuali“, fino al 15 settembre; ecco come fare:

  •  Inviando raccomandata A/R a Servizio Clienti Vodafone, casella postale 190 – 10015 Ivrea (TO)
  •  Via PEC: disdette@vodafone.pec.it
  •  Contattando il servizio clienti al 190
  •  Compilando il modulo nei negozi Vodafone, facendo esplicita menzione alla causale “modifica delle condizioni contrattuali”

E gli altri operatori?

Nei prossimi giorni potrebbero arrivare comunicazioni anche da parte degli altri professionisti.

di Adiconsum