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Contratti stipulati al telefono: come difendersi

Presso la nostra associazione ADOC si sono presentati diversi clienti, che a seguito di una telefonata, magari accettata da un parente anziano, sono venuti a conoscenza di aver attivato un contratto energetico senza saperlo.

Purtroppo oggi, con l’avvento del mercato, al quale il passaggio obbligatorio salvo altre rettifiche, risulterà tale a partire da luglio 2020, molte compagnie, anche sconosciute, o nate da poco, cercano in ogni modo di far sottoscrivere contratti.

Ad oggi, basta anche solo una telefonata per accettare, dopo aver confermato i propri dati, un contratto.

Nel caso ci si accorga tempestivamente di aver sottoscritto un accordo non desiderato con una di queste nuove compagnie, il consiglio è quello di inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo legale della compagnia stessa, facilmente reperibile in internet entro e non oltre 14 giorni da quando è avvenuta la telefonata.

 Quando invece si venga a conoscenza dell’avvenuta attivazione di un contratto dopo i 14 giorni, e  nel momento in cui si abbia ricevuto la “Lettera di Benvenuto”, il consiglio è di rivolgersi tempestivamente ad una associazione dei consumatori la quale possa  mettersi in contatto con la compagnia e disconoscere ogni eventuale pretesa di contratto.

Che cosa dice la legge

La nuova legge contro il telemarketing fa un passo in avanti. 

Il Garante per la Privacy ha infatti espresso il parere richiesto dal ministero dello Sviluppo Economico. 

Il testo, firmato dal presidente dell’Autorità Antonello Soro è tutt’altro che formale: contiene diverse indicazioni pratiche.

Anzitutto il Garante sottolinea come l’iscrizione al nuovo registro opposizioni – l’elenco dei numeri di telefono dei cittadini che non vogliono essere disturbati da telefonate pubblicitarie – debba comportare, in automatico, un reset totale dei consensi manifestati in precedenza.

Un modo per consentire ai consumatori di partire da zero e gestire in modo più consapevole i trattamenti dei propri dati, che in molti casi sono stati forniti in un periodo in cui l’attenzione alla privacy non era così alta.

L’Autorità fornisce anche uno spunto al ministero di Di Maio: far confluire nel registro anche tutti gli indirizzi postali non presenti negli elenchi telefonici. A maggio 2019, infatti, è entrata in vigore un’importante innovazione che consente di iscrivere al registro anche gli indirizzi postali, per evitare di ricevere pubblicità cartacee sgradite (con l’eccezione dei volantini, che non sono intestati e continueranno ad arrivare). 

Ma a oggi possono iscriversi solo gli indirizzi e i numeri di telefono inseriti negli elenchi pubblici, vale a dire solo 13 milioni di italiani.

Il suggerimento è una logica conseguenza della stessa riforma che è in cantiere. 

Il nuovo registro delle opposizioni, infatti, consentirà l’iscrizione a tutti i numeri di telefono: fissi e mobili, pubblici e privati.

Il tentativo del Garante per la privacy è quello di semplificare il più possibile la vita al cittadino che non vuole più essere tempestato di telefonate.

La bozza del nuovo regolamento prevede che i consensi si possano dare o negare per categoria merceologica. 

Si potrebbe infatti dire “no” al telemarketing delle società di luce e gas e acconsentire a quelle di telefonia. 

Secondo il Garante questa scelta comporta dei problemi ed è “di difficile esecuzione pratica”: ad esempio ci sono aziende che vendono prodotti che ricadono in tante categorie merceologiche.

In attesa dell’approvazione delle nuove regole sul Registro delle Opposizioni, il Garante passa dalla teoria alla pratica infliggendo una multa da 2 milioni di euro a carico di VinCall per telemarketing indesiderato. Lo schema in cui si colloca l’operato di VinCall coinvolge anche altri soggetti nello specifico:

  • Edison Energia S.p.A e il suo agente di vendita Green Power s.r.l
  • Tele It, un call center albanese con sede a Valona

In sintesi: Green Power affida a VinCall il compito di procacciare nuovi clienti per conto di Edison Energia e VinCall affida al Call Center albanese il raggiungimento dell’obiettivo tramite l’attività di telemarketing. Una volta manifestato agli operatori di Tel it la volontà di concludere il contratto, l’utente viene ricontattato da VinCall. L’irregolarità si sostanzia nel fatto che 

la società (VinCall ndr.), oltre a non aver reso alcuna informativa alle persone contattate, non aveva richiesto come previsto il consenso al trattamento dei dati personali per finalità di marketing. Consenso che la società, peraltro, avrebbe dovuto annotare per iscritto. Tali adempimenti spettavano infatti alla società che operava in qualità di autonomo titolare del trattamento, non essendo mai stata designata responsabile

Si rileva che Tele It contattava telefonicamente i potenziali clienti usando numeri di telefono raccolti dallo stesso call center, senza che la lista fosse stata fornita o validata da VinCall, Edison e GreenPower.

Ad oggi quindi l’iscrizione al registro delle pubbliche opposizioni rimane legato all’esclusione delle numerazioni di rete fissa iscritte negli elenchi pubblici.

Alcuni consigli

Nell’attesa diamo dei consigli pratici su come difendersi dal telemarketing:

Con l’avvento delle nuove tecnologie, sono state integrate nei telefoni di rete fissa e nei telefonini di rete mobile nuove importanti funzioni, che possono essere utili per bloccare telefonate con numerazioni anonime e legate ai call center.

  • Per i comuni cellulari dotati dei sistemi operativi ANDROID o APPLE, esistono applicazioni, facilmente installabili, che possono bloccare in automatico chiamate anonime, e non essere così disturbati. 
  • Per la linea fissa, esistono invece telefoni cordless che presentano una funzione di filtro chiamate, che bloccano le stesse in modo automatico.

 

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Alert della Protezione Civile su Telegram

Come molti consumatori avranno notato, da qualche tempo il numero di iscritti al servizio di messaggistica istantanea TELEGRAM sta crescendo. Il motivo è legato alla formazione di un gruppo Telegram legato alla protezione civile, attraverso il quale gli utenti possono essere informati riguardo ai servizi di allerta meteo, fino ad oggi previsti tramite SMS.

Il passaggio attualmente non è diventato obbligatorio, ma il Comune di Genova  prevede possa esserci un aumento esponenziale delle iscrizioni tale da rendere il servizio attuale SMS , obsoleto. Tramite il Comune di Genova viene indicato:

 

“La Protezione Civile del Comune di Genova ha attivato un nuovo servizio di messaggistica istantanea che permette a tutti i cittadini che lo desiderano, tramite PC, tablet o smartphone, di ricevere in tempo reale tutti gli avvisi legati alle emergenze (messaggi allerta) ed eventuali news riguardanti attività di Protezione Civile.

 

Il Comune ha infatti attivato un “canale” sulla piattaforma Telegram, all’indirizzo: @GenovaAlert

Parallelamente al “Canale” è stato sviluppato un “BOT”, ovvero un assistente virtuale che ogni cittadino può “interrogare” utilizzando le domande preimpostate e ottenere diverse informazioni, come ad esempio: “News in Allerta”; conoscere il “Numero Verde” attivo solo in fase di emergenza, avere una prima indicazione sulle norme di autoprotezione.

Per interrogare l’assistente virtuale è sufficiente cercare l’ indirizzo: @ProtCivComuneGe_BOT 

(User del Bot @ProtezioneCivileComuneGenova_bot)

Istruzioni

Per aderire, occorre prima scaricare l’applicazione gratuita TELEGRAM sul proprio dispositivo e  poi ricercare: 

Canale @GenovaAlert

Bot @ProtCivComuneGe_BOT

 Sul computer, sarà possibile unirsi al gruppo digitando l’indirizzo:

 Canale https://t.me/s/ProtCivComuneGe 

BOT https://web.telegram.org/#/im?p=@ProtezioneCivileComuneGenova_bot

Il servizio é gratuito indipendentemente dal gestore di telefonia mobile e dal tipo di telefono.

I dati riguardanti le informazioni di allerta meteo vengono coordinati dalla Protezione Civile del Comune di Genova.

 

Come disabilitare il servizio SMS

A chi era iscritto al servizio gratuito per ricevere gli SMS in caso di allerta, dopo essersi collegato su Telegram, chiediamo gentilmente di disabilitare il servizio SMS inviando il messaggio allerta meteo off al numero 339 9941051.

 

Adoc ribadisce che fino a diverse istruzioni il servizio telegram risulta attualmente facoltativo. Nel caso si avesse necessità di installare e attivare il servizio di messaggistica Telegram l’associazione Adoc può aiutare i clienti nelle procedure necessarie.

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“L’Enel rimborsi l’Iva sulle bollette”, ma si tratta di una fake news

 

L’associazione per la difesa e l’orientamento del consumatore ADOC consiglia di stare sempre molto attenti a presunte notizie come quella circolata in questi giorni circa l’Iva sulle bollette Enel e sintetizzata nell’articolo comparso su “Il Salvagente” di cui riportiamo alcuni stralci. 

Quando non si è sicuri è possibile mettersi in contatto con una delle tante sedi dell’associazione sparse sul territorio per chiedere delucidazioni.

 

“Enel condannata, l’Iva sulle bollette è illegittima e va rimborsata”. Titoli come questi – a volte perfino più espliciti che si sono spinti a offrire moduli e istruzioni per i rimborsi – hanno fatto sperare i consumatori che la tanto odiata “tassa sulla tassa”, ossia il calcolo dell’Iva sulle accise, fosse finalmente da archiviare.

 

Partiamo con ordine. La scintilla che ha infuocato il web è una presunta recente sentenza emanata da un giudice di pace veneziano che ha dato ragione a un utente che aveva per l’appunto fatto ricorso sull’illegittimità dell’applicazione da parte dell’Enel del calcolo dell’Iva sulle accise e sugli addizionali. Il giudice avrebbe dichiarato il diritto dell’utente ad ottenere indietro gli importi versati come imposta sul valore aggiunto eccessiva.

“Tutti i fornitori – aggiunge la responsabile utenze di Konsumer Italia – applicano l’Iva sulle accise in fattura in base a una normativa europea, tanto è vero che è una pratica che avviene anche al di fuori dei confini italiani”.

La normativa, conferma la Masciari, è stata confermata anche dall’Agenzia delle Entrate che si è espressa sulla sua legittimità e il fornitore incassa l’Iva per poi riversarla all’erario, quindi opera solo come sostituto d’imposta.

Per capire come si tratti di una fake news, spiega Valentina Masciari, basta riflettere su una cosa: “Perché esclusivamente Enel sarebbe stata condannata al risarcimento e non tutte le società fornitrici che operano nel settore energia e gas? Se così fosse ci sarebbe una discriminazione sul mercato”.

La fake news viene riproposta con frequenza sospetta che forse giova a qualcuno: è possibile anche che ci sia chi fa affari con presunte richieste di rimborsi e qui la questione diventerebbe più grave e aprirebbe scenari diversi…

Quello che è certo, è che purtroppo, non si tratta di una notizia attendibile e che non si otterrà alcun rimborso da parte di Enel o da altro fornitore.

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Il contrasto dei disturbi da gioco d’azzardo (DGA) nel Decreto Dignità

Contrastare i DGA è una delle prerogative che gli esecutivi di ogni colore politico si sono posti negli ultimi anni. Ognuno ha cercato di trovare soluzioni per un problema che sta prendendo sempre più forma all’interno del tessuto sociale del nostro paese.

In relazione a questo problema, anche questo Governo ha deciso di occuparsi di questa patologia, perché di patologia si tratta, prevedendo norme all’interno del D.L. n. 87 del 12 luglio 2018 inserito nel cosiddetto “Decreto Dignità”. Le norme infatti prevedono una stretta sulla promozione e pubblicizzazione delle attività riconducibili al gioco d’azzardo (siti web, giochi, scommesse sportive).

Il Decreto si propone all’Art. 9 comma 1 “Divieto di pubblicità giochi e scommesse”, di vietare qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi, scommesse e al gioco d’azzardo. La normativa va dunque a colpire i contratti di sponsorizzazione delle attività del gioco d’azzardo su tutti i diversi media esistenti (inclusi i social media). L’attuazione della norma però non comprende i contratti di pubblicità in corso al 14 luglio 2018 che continuano a seguire la normativa previgente fino alla loro naturale scadenza, e comunque per non oltre un anno dalla medesima data.

Sempre in relazione al Decreto si può osservare, ai commi 6 e 7, un innalzamento del prelievo fiscale sui giochi leciti (PREU) ed in proposito è stata rideterminata la quota prelevata sugli apparecchi idonei per il gioco lecito, in modo da contrastare la presenza delle slot nei locali frequentati quotidianamente dalla collettività (bar, circoli, sale slot).

La normativa introduce interventi per contrastare l’avvicinamento del gioco ai soggetti più sensibili, ovvero i minori. A tal proposito la nuova legge applica nuove formule di avvertimento obbligatorie per i tagliandi delle lotterie istantanee che diventano così più evidenti nelle dimensioni e nei contenuti. A ciò si aggiunge un monitoraggio dell’offerta di gioco in riferimento al quale il Ministero della Salute e l’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo dovranno riferire annualmente al Parlamento. Ulteriori aggiornamenti alla norma prevedono l’utilizzo della tessera sanitaria per accedere agli apparecchi da intrattenimento per il gioco lecito, al fine di scongiurare l’accesso ai giochi da parte dei minori.

Non si tratta certamente di una vittoria definitiva nei confronti di questa piaga, ma i provvedimenti presi sembrano andare nella giusta direzione. Non bisogna infatti abbassare la guardia in quanto le condizioni sociali collettive sempre più precarie rendono il gioco d’azzardo una via appetibile per risolvere alcune situazioni complicate.

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Le associazioni dei consumatori all’inaugurazione dei nuovi bus

Venerdì 14 giugno Enzo Zangari, Vice Presidente Adoc Genova, e Furio Truzzi Presidente Assoutenti e aAssoutenti Liguria, hanno preso parte alla presentazione dei nuovi autobus AMT che saranno in servizio in città.
Si tratta di autobus completamente elettrici (compreso il riscaldamento) della lunghezza di 8 metri e della portata Max di 46 persone.
I nuovi autobus cambieranno livrea e sono completamente bianchi con scritte in
rosso a ricordare la bandiera di Genova.
I primi due autobus serviranno la zona interna dell’ospedale di San Martino e i successivi 8 che arriveranno a breve saranno destinati alle zone collinari del Levante.
Gli autobus elettrici saranno di base all’Autorimessa Mangini che è stata attrezzata
a tale scopo.
Il parco attuale degli autobus AMT è di 650 autobus ed entro il 2030 la metà sarà
elettrica.

(foto Genova Today)

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Pubblicità di gioco d’azzardo e scommesse, bene divieto totale

All’interno del Decreto Dignità è stato previsto il divieto assoluto di pubblicità del gioco d’azzardo e delle scommesse. Una misura apprezzata dall’Adoc, che aveva richiesto espressamente al neo Governo di intervenire in materia, proibendo ogni forma di spot su giochi e scommesse.

“Apprezziamo profondamente il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo e delle scommesse, in linea con quanto da noi richiesto al Governo – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc Nazionale – in questo modo si pone in essere un forte disincentivo al gioco, in particolare per i soggetti più sensibili come i giovani, i disoccupati e più anziani e si rafforza il contrasto alla dipendenza patologica da gioco d’azzardo. Ad ogni modo occorre spingersi ancora più in là: non basta vietare la pubblicità e le sponsorizzazioni, occorre intervenire anche sulle slot e sui locali dedicati, riducendone drasticamente il numero, e sulla malavita organizzata, che spesso opera nel settore. Infine vogliamo lanciare un appello a tutti i media, chiedendo che nelle notizie che riportano storie di vincite vengano anche inserite le reali probabilità di vincita legate al gioco”.

Crediamo sia opportuno disinnescare l’effetto emulazione, spegnendo sul nascere ogni, illusoria, speranza di vincere grosse somme. Il gioco d’azzardo è un “morbo” che, quando colpisce, affligge indifferentemente giovani, adulti e anziani, uomini e donne. Nelle sue forme più virulente origina dipendenza.

In Italia la percentuale di giocatori d’azzardo problematici va dall’1,5% al 3,8%, cui si aggiunge un altro 2,2% di giocatori d’azzardo patologici. Le conseguenze sono disastrose sul piano economico, sociale, familiare. Tutti devono fare la loro parte per contenere tale fenomeno, in particolare i media svolgono un ruolo delicato e centrale che influisce notevolmente sulle dinamiche di evoluzione dello stesso.

di Adoc

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Telefonia: AGCOM amplia le agevolazioni per chi ha basso reddito

Non possiamo che accogliere con favore il provvedimento con cui AGCOM, dando seguito alle nostre richieste, ha disposto l’estensione delle agevolazioni per i contratti di telefonia agli utenti con ISEE inferiore a 8.112,23 euro.

Le nostre rilevazioni nonché le segnalazioni che riceviamo quotidianamente da parte dei cittadini dimostrano che la crisi economica, purtroppo, non può ancora dirsi un capitolo chiuso, crisi dalla quale si sono generate gravi sacche di povertà e si sono ampliate le disuguaglianze

L’Authority ha eliminato i vincoli che fino a questo momento condizionavano l’accesso al bonus – come la presenza di almeno un over 75 nel nucleo familiare o di soggetti percettori di pensioni sociali/invalidità o di capifamiglia disoccupati – e ha aggiunto al preesistente sconto del 50% sul canone mensile 30 minuti gratuiti di telefonate su rete fissa e mobile.

Ma il provvedimento che ci sta più a cuore, oltre alle agevolazioni economiche, è che le aziende devono rendere disponibili sul mercato delle opportunità contrattuali per usufruire di servizi Internet con offerte disgiunte da ogni altro servizio, proprio per garantire favorire l’accesso del maggior numero di cittadini e famiglie ad uno strumento diventato ormai indispensabile nella vita quotidiana.

La decisione di AGCOM arriva a seguito di un lungo confronto con le Associazioni dei Consumatori, nel corso del quale abbiamo sottoposto all’Autorità con insistenza la necessità di rivedere le condizioni di accesso al bonus, ampliando la platea degli aventi diritto alle agevolazioni.

“Il provvedimento rappresenta una vittoria per le famiglie. Nonostante le resistenze da parte degli operatori del settore, è stato adottato un giusto e sacrosanto ordine di priorità: i diritti degli utenti hanno prevalso sugli interessi delle aziende” – dichiarano Emilio Viafora, Roberto Tascini, Carlo De Masi, Presidenti di Federconsumatori, Adoc e Adiconsum.

di Adoc, Federconsumatori e Adiconsum