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Maurizio Lastrico testimonial per la campagna educational di AMT e dell’Istituto Ligure per il Consumo

Maurizio Lastrico con i suoi “mugugni socialmente utili” diventa il testimonial della nuova campagna comportamentale di AMT. La campagna prende spunto dall’idea che il comico genovese e l’Istituto Ligure per il Consumo hanno concepito per richiamare l’attenzione dei cittadini su diversi temi della convivenza sociale: rispetto delle donne, uso dei mezzi pubblici, igiene urbana, uso della mascherina.

Per AMT sono stati creati quattro soggetti per ricordare a tutti le regole per viaggiare correttamente, insieme, con il trasporto pubblico. Suggerimenti, consigli, norme di buona educazione da tenere a mente quando si condivide lo spazio e il tempo di viaggio: utilizzare il mezzo pubblico munendosi di regolare titolo di viaggio; lasciare il posto a sedere a chi è in difficoltà; non disturbare gli altri parlando ad alta voce al cellulare; entrare e uscire dalla porta giusta per non intralciare gli spostamenti sui mezzi.

Ma c’è una novità assoluta in questa nuova campagna educational di AMT fatta insieme alle associazioni dei consumatori. Visto che alla base di tutto c’è la vena comica caratteristica di Maurizio Lastrico, i messaggi sono rigorosamente in dialetto genovese, sia per le affissioni sui mezzi che per gli spot video pubblicati sul canale Youtube di AMT. Si tratta di concetti seri e importanti, ma veicolati attraverso l’inconfondibile ironia dialettale di Maurizio Lastrico. Il tipico “mugugno genovese” assume una valenza positiva e diventa uno strumento ricco di umorismo per sensibilizzare tutti ad un uso corretto del trasporto pubblico, nella consapevolezza che il viaggio è un’esperienza collettiva, dove risultano fondamenti il rispetto e l’attenzione verso gli altri.

È questa del resto anche la missione dell’Istituto Ligure per il Consumo costituito dalle associazioni dei consumatori riconosciute dal Comune di Genova e dalla Regione Liguria che punta ad avvicinare le aziende che forniscono servizi ai cittadini, favorendo il dialogo e lo scambio di esperienze e informazioni.

AMT ha immediatamente condiviso la proposta avanzata dall’Istituto Ligure per il Consumo e congiuntamente con lo stesso e con Maurizio Lastrico ha sviluppato i contenuti proposti in una campagna di comunicazione.

La campagna comportamentale, oltre ad essere tutta in genovese, presenta un’altra novità: sarà multi canale. Salendo a bordo, sarà possibile vedere i “mugugni socialmente utili” semplicemente inquadrando con il proprio smartphone il QRcode presente sulle affissioni pubblicitarie in bus, metro e impianti verticali o collegandosi ai link dei siti di riferimento.

“Con questa campagna vogliamo provare a comunicare in un modo diverso, con l’ironia tipica dei genovesi e con messaggi che si “facciano” ascoltare – dichiara Marco Beltrami, presidente di AMT – una campagna multicanale e tecnologicamente nuova. La leggerezza e l’humour adottati in questa campagna non devono però mettere in secondo piano l’importanza dei contenuti, fondamentali per una civile convivenza sui nostri mezzi. A maggior ragione in questo momento di auspicata ripresa e quindi di ritorno all’utilizzo dei mezzi pubblici. È una bella collaborazione quella avviata con l’Istituto Ligure per Il Consumo e, per mezzo loro, con Maurizio Lastrico, e mi auguro nei prossimi mesi di poter affrontare insieme altri temi.”

“Ringraziamo AMT per aver sposato questo progetto di comunicazione fortemente voluto dalle associazioni dei consumatori – dichiara Furio Truzzi presidente di Assoutenti e dell’Istituto Ligure del Consumo – confermando così l’attenzione ai comportamenti dell’utenza e ai doveri dei cittadini che sono il corollario di qualsiasi diritto compreso quello della mobilità”.

“Una soddisfacente esperienza di viaggio sui mezzi del trasporto pubblico passa non solo dalla puntualità del servizio e dalla pulizia delle vetture – dichiara Matteo Campora, assessore alla mobilità integrata e trasporti del Comune di Genova – ma anche dal rispetto di alcune fondamentali regole di convivenza. Mi compiaccio dunque dell’iniziativa lanciata da AMT insieme all’Istituto Ligure per il Consumo: con questa originale campagna di comunicazione, improntata sulla simpatia, la spontaneità e la verve comica di un grande artista come Maurizio Lastrico. I cittadini e le cittadine genovesi potranno riflettere con il sorriso sull’importanza di tenere, nei confronti degli altri viaggiatori, un comportamento educato e corretto”.

“La tutela dei consumatori, viaggiatori in questo caso, passa anche attraverso una cittadinanza responsabile che rispetti delle norme di buon senso e di educazione che consentono a tutti di vivere e viaggiare meglio – così dichiara l’assessore regionale Simona Ferro che prosegue – cose che diamo per scontate come lasciare il posto a sedere ad un anziano o non urlare al cellulare sull’autobus non lo sono affatto ed il comportamento maleducato anche di una sola persona può rovinare il viaggio di tutti. Questa è sicuramente una campagna che affronta un tema sensibile e lo fa trasformando il mugugno in un elemento socialmente utile e nella maniera più bella: tutto in genovese. Davvero una bella innovazione nella tradizione che avvicina tutti a temi così importanti per la convivenza civile nei mezzi pubblici”.

Si ringraziano Franco Bampi e Vincenzo Rebolino per il prezioso contributo nelle traduzioni dei video dal genovese all’italiano. Grazie ai sottotitoli, anche chi è meno avvezzo al dialetto può comprendere l’ironia e il senso dei messaggi

 

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Mobility Day per finanziare il piano straordinario treni

Alle ore 11 a Borghetto santo spirito (SV) e alle ore 18 a Genova “Mobility day” per finanziare il piano straordinario treni

Le Associazioni Liguri dei Consumatori insieme ai Comitati Pendolari, facendo propria l’esasperazione di lavoratori, cittadini e turisti che non hanno altra alternativa per muoversi che il trasporto ferroviario e il TPL, indicono per il prossimo 26 luglio una giornata di mobilitazione per chiedere al Governo di approvare con effetto immediato il piano straordinario approntato da Regione Liguria e Trenitalia finalizzato a rispondere all’aumentata domanda di servizio derivante anche dalla gravissima situazione autostradale sia a ponente che a levante e lungo le direttrici dei valichi.

Le Associazioni Liguri dei Consumatori e i Comitati Pendolari invitano lavoratori, cittadini, turisti, operatori economici, amministratori locali e regionali, parlamentari ad unirsi nelle due manifestazioni che vengono indette per togliere la Liguria dall’isolamento:

ORE 11,00 PALAZZO DEL COMUNE DI BORGHETTO SANTO SPIRITO (SV)

ORE 18 PALAZZO DELLA PREFETTURA DI GENOVA

LA MOBILITÀ È UN DIRITTO DIFENDERLA UN DOVERE!

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Sant’Ilario (Ge), 14 Luglio 2021: premiati i vincitori del concorso per il miglior videoclip sull’economia circolare. Si conclude così la seconda edizione del Progetto “Dal Solco al Sole: economia circolare per un consumo eco sostenibile”

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Nuovo webinar Giovedì 27 Maggio ore 16.30: i consumatori insegnano agli studenti come autotutelarsi dal boom di prodotti con falsa tracciabilità

Organizzato, nell’ambito del progetto ‘Dal Solco al Sole’ in collaborazione con Orientamenti 2021, il webinar ‘Tracciabilità e Sicurezza dei prodotti agroalimentari’ Giovedì 27 Maggio ore 16.30

E’ primavera ormai inoltrata e, come tutti gli anni, gli scaffali dei supermercati e dei negozi liguri si riempiono di prodotti di stagione (e non): uova, formaggi, carni, dolciumi e vari altri generi alimentari che riportano in etichetta diciture riguardanti la tracciabilità della provenienza  e la sicurezza delle materie prime, certificata attraverso il metodo blockchain e codici QR che permettono ai consumatori di conoscere la storia del prodotto.

Due tecnologie ad oggi indispensabili per l’industria alimentare che forniscono al consumatore, sempre più esigente ed accorto, una garanzia sull’origine di ogni sostanza, mangime o alimento destinato al consumo e sulla sicurezza di tutti i processi da essi subiti  nei vari stadi della filiera.

“Peccato che si tratti a tutti gli effetti di una truffa a danno dei consumatori per spingerli all’acquisto di un prodotto ricorrendo a false garanzie e certificazioni”, denuncia in una nota Consumerismo No Profit, associazione specializzata in tecnologia.

Nonostante, infatti, le confezioni degli alimenti diano a chi acquista la (fallace) certezza di poterne verificare la derivazione, di fatto, la scansione dei codici QR presenti su di esse conduce ad informazioni statiche e facilmente manipolabili a posteriori, senza alcun certificato o garanzia visibile che confermi la reale origine del prodotto.

Per questo motivo, alla luce anche del recente boom di questi prodotti in Liguria e alla volontà da parte di Consumerismo di presentare un esposto all’Antitrust, Assoutenti invita i liguri a prestare attenzione, chiedendo la partecipazione attiva di tutti.

Tracciabilità alimentare: cosa dice la normativa italiana?

Il 1° Gennaio 2005, nell’Unione Europea, la tracciabilità alimentare (prima prevista solo per prodotti ad alto rischio per la salute, come carni, pesce e uova, e ora estesa anche ai prodotti agroalimentari) è diventata obbligatoria, grazie all’applicazione del R.CE.178/2002, la normativa più importante del Pacchetto Igiene in materia di sicurezza alimentare.

Tale regolamento impone a tutte le aziende alimentari e mangimistiche e a tutti gli operatori coinvolti nella filiera produttiva (che si occupano di produzione, trasformazione, vendita, trasporto e/o immagazzinaggio degli alimenti) di disporre di un sistema di tracciabilità in grado di permettere di risalire alla storia di un alimento attraverso una documentazione universale ed oggettiva.

Ma perché è essenziale tracciare gli alimenti?

Per vari motivi:

  1. Per la sicurezza dei consumatori: in questo modo le aziende sono in grado di gestire tempestivamente eventuali situazioni di pericolo legate alla sicurezza e alla qualità di determinati lotti di produzione, minimizzando il rischio di esposizione del consumatore a tali prodotti.
  2. Per agevolare l’identificazione e il successivo ritiro dal mercato degli alimenti non sicuri, con una precisa attribuzione delle responsabilità.
  3. Per garantire l’identità territoriale del prodotto e tutelare il consumatore da eventuali frodi o contraffazioni.
  4. Per conoscere l’origine dei mangimi usati per nutrire il bestiame e ricostruire il tipo di alimentazione seguito dagli animali macellati.
  5. Per migliorare la gestione delle scorte e ridurre gli sprechi alimentari.
  6. Per aprire nuove opportunità di mercato.

Blockchian e QR code: tecnologia al servizio dell’industria alimentare

Lettori per i codici a barre, smart tags, visori, sensori IoT, blockchain e QR code sono solo alcune delle 133 soluzioni tecnologiche utilizzate dalle industrie alimentari italiane per garantire la tracciabilità degli alimenti.

Queste soluzioni digitali identificano e acquisiscono automaticamente il dato e lo associano alla riprogettazione dei processi tra i nodi chiave della filiera. Sono in grado dunque di permettere la raccolta, la registrazione, l’integrazione e l’elaborazione di una grande quantità di dati, riducendo contemporaneamente non solo i tempi e i costi ma anche le possibilità di errore e manomissione (garantendo la food safety).

Tutto ciò si traduce in una migliorata e potenziata capacità di identificazione dei prodotti e in una riduzione degli eventuali costi legati al richiamo e al ritiro a causa di contaminazioni e rischi per la salute, nonché in una maggiore valorizzazione del prodotto e delle sue caratteristiche.

Inviateci le vostre segnalazioni!

L’Istituto Ligure per il Consumo (in cui sono riunite le 8 Associazioni dei Consumatori riconosciute da Regione Liguria), da sempre attento alle esigenze dei consumatori, lancia l’allarme ed  invita alla prudenza e alla collaborazione: “Bisogna alzare la guardia sia in tema di frodi alimentari sia commerciali che sanitarie”, dichiara il Presidente Furio Truzzi. “Quando si producono dati falsi non solo si viola il codice penale ma si danneggia anche il portafogli e la salute dei consumatori. Bene ha fatto Consumerismo a sollevare il problema e noi chiediamo una partecipazione attiva di tutti”, continua Truzzi e aggiunge “Il tema della sicurezza alimentare si intreccia fortemente con la “originalità” dei prodotti ed è per questo che è nata una forte collaborazione tra il progetto ‘Dal Solco al Sole’ e il progetto ‘Io sono Originale’ sempre promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico tramite la Direzione Generale per la tutela della proprietà industriale – U.I.B.M. Divisione III politiche e progetti per la lotta alla contraffazione”.

Questi sono i motivi che hanno spinto le AACC a farsi portavoce delle vostre segnalazioni: “Scrivete a info@consumatoriliguri.it, provvederemo noi a segnalare gli illeciti e a denunciare alla Procura della Repubblica le eventuali fattispecie di reato”, annuncia Truzzi.

Non solo denuncia ma anche lezioni di autotutela. ILC organizza il webinar ‘Tracciabilità e sicurezza dei prodotti agroalimentari’ per giovedì 27 Maggio 2021 alle ore 16.30.

L’evento, destinato agli studenti ed ai cittadini interessati, è stato organizzato nell’ambito del Progetto “Dal Solco al Sole”, realizzato con il Programma Generale di Intervento “Informaconsumatori Liguria”, approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico, e nell’ambito delle iniziative di ORIENTAMENTI 2021.

L’incontro vedrà la partecipazione dell’Assessore alle Politiche socio sanitarie e Terzo Settore, Politiche giovanili, Scuola, Università e Formazione, Cultura e Spettacolo, Programmi comunitari di competenza Ilaria Cavo, dell’Assessore alle Pari Opportunità, Stili di vita consapevoli, Cittadinanza Responsabile, Tutela e valorizzazione dell’Infanzia, Tutela degli Animali d’affezione, Tutela dei Consumatori, Sport, Organizzazione e Personale regionale Simona Ferro e:

  • di esperti nella promozione della qualità, della valorizzazione e della tutela dei prodotti agricoli come il Direttore Generale del CerSAA di Albenga, Dott. Giovanni Minuto;
  • della cooperativa “A Resta” rappresentata dal Presidente Alberto Marini, la più importante cooperativa impegnata nella salvaguardia e conservazione di prodotti autoctoni come l’aglio di Vessalico (nonché  organismo di riferimento per la costituzione del Presidio Slow Food “Aglio di Vessalico”);
  • del Dott. Sergio Lizzola e il Dott. Eric Jones di Inexto, fornitore leader di software e servizi per l’autenticazione, la serializzazione sicura, il monitoraggio, la tracciabilità e la verifica del volume di produzione nonché azienda esperta nella produzione e distribuzione di sistemi e tecnologie anticontraffazione;
  • della Dott.ssa Mariachiara Anselmino di Indicam, associazione promotrice ed organizzatrice di iniziative volte ad evitare la contraffazione dei diritti di proprietà industriale e dei prodotti.

Si riporta la lista dei relatori:

  • Mariachiara Anselmino, Anti Counterfeiting Specialist, Indicam;
  • Ilaria Cavo, Assessore Regione Liguria all’Università e formazione e Politiche giovanili;
  • Simona Ferro, Assessore Regione Liguria agli Stili di vita consapevoli e Tutela dei Consumatori;
  • Eric Jones, Director of Business Development, Inexto;
  • Sergio Lizzola, Strategic Key Account, Inexto;
  • Alberto Marini, Presidente della Cooperativa “A Resta” di Vessalico;
  • Giovanni Minuto, Direttore Generale del CerSAA di Albenga.

Modera:

  • Furio Truzzi, Presidente Istituto Ligure per il Consumo

L’invito di partecipazione, in collaborazione con USR Liguria, è stato rivolto a tutte le scuole secondarie di II grado della Liguria.

Agli alunni che parteciperanno collegandosi sulla piattaforma di ORIENTAMENTI, verrà rilasciato apposito ATTESTATO utile per la certificazione PCTO.

 

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Telemulte per errata canalizzazione – Vanno restituiti i soldi a chi ha pagato ingiustamente la sanzione per errata canalizzazione

Le Associazioni di Consumatori impugnano la delibera del Comune di Genova.

Prosegue la battaglia delle Associazioni di Consumatori Liguri insieme al comitato telemultati contro le multe per errata canalizzazione ingiustamente irrogate ai cittadini genovesi con i sistemi di rilevazione semaforica automatica.

Il Comune di Genova, con una delibera di Giunta del 18 marzo scorso, accogliendo le lamentele delle Associazioni e dei cittadini, ha già riconosciuto le criticità di tali sanzioni, decidendo di annullare i verbali non notificati e quelli ancora impugnabili, cessando di sanzionare le errate canalizzazioni e restituendo i punti tolti dalle patenti.

Ai cittadini che, diligentemente, ricevute le contravvenzioni, le avevano pagate, non è stato invece riconosciuto alcun rimborso.

Le Associazioni ritengono questa decisione contraria agli stessi principi costituzionali del buon andamento di cui all’ art. 97 nonché di eguaglianza di cui all’art. 3 richiamati nella delibera e perciò hanno incaricato l’Avvocato Federico Passerini e l’avv. Roberto Damonte dello Studio Damonte di Genova, l’avv. Giovanni Ferrari presidente di Casa del Consumatore e l’avv. Corrado Mauceri dello studio Mauceri di impugnare la delibera della Giunta davanti al TAR Liguria.

Si tratta di un atto che riteniamo doveroso e che costituisce il primo passo per ottenere il rimborso delle somme ingiustamente pagate per comportamenti che il Comune stesso ha riconosciuto che non si sarebbero dovuti sanzionare” dichiarano gli Avvocati Marco Biso e Giovanni Ferrari di Casa del Consumatore che coordinano questa fase giudiziaria della lotta contro la situazione ingiusta che si è creata: “per assurdo chi ha buttato nel cestino la multa non dovrà pagare nulla; a chi invece ha diligentemente pagato non viene riconosciuto alcun diritto al rimborso”, sottolineano entrambi.

Emanuele Guastavino presidente dell’associazione consumatori Adoc Genova e Liguria lancia l’appello: “Veniteci a trovare proveremo a fare giustizia” e infine ricorda Furio Truzzi: “Il ricorso al TAR è un atto dovuto sia per rendere uguali tutti i sanzionati ingiustamente puniti, sia per consentire al Comune di Genova di uscire dall’impasse dovuto da norme confliggenti tra loro.”

Cosa possono fare i cittadini multati che hanno già pagato?

Per supportare le iniziative e partecipare al recupero delle somme pagate chiediamo e consigliamo di aderire alle associazioni dei consumatori. Si raccomanda  a tutti di conservare copia dei verbali ricevuti e la prova dei relativi pagamenti, documenti essenziali per poter chiedere il rimborso quando il Tar si sarà pronunciato sulla illegittimità della delibera, nella sola parte in cui non ha previsto rimborsi, infatti quanto in essa contenuto in materia di restituzione dei punti patente non solo non è contestato ma apprezzato dalle stesse associazioni dei consumatori e da tutti i telemultati.

Per aderire all’iniziativa, i cittadini possono contattarci ai seguenti recapiti:

ADICONSUM

Piazza Campetto, 10 – Genova

Tel 010 2475630

E-mail: adiconsumliguria@libero.it

ADOC

Piazza Colombo, 4/6 – Genova

Tel. 010 5958106

E-Mail: adoc.genova@libero.it

ASSOUTENTI LIGURIA

Via Malta 3/1 -16121 Genova

Tel. 010 540256

Email: info@assoutenti.liguria.it

CASA DEL CONSUMATORE

Salita San Leonardo 9/2 – Genova

Tel. 010 2091060

Email: liguria@casadelconsumatore.it

CODACONS

Via XXV Aprile 14/6 (I piano) – Genova

Tel. 010 4032455

Email codacons.liguria@gmail.com

FEDERCONSUMATORI

Via Milano 40b/2 – Genova

Tel 010 5960414

E-mail: info@federconsumatoriliguria.it

SPORTELLO DEL CONSUMATORE

Via del Colle 66r

Tel 010 24677750

E-mail: presidenza@sportelloconsumatore.org

 

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COVID, REGIONE LIGURIA: ATTIVATO NUMERO VERDE 800 938 883 PER RACCOGLIERE SEGNALAZIONI DAI CITTADINI

Da oggi sono attivi 53 volontari messi a disposizione dalle associazioni liguri dei consumatori  che, organizzati dall’Istituto Ligure per il Consumo, risponderanno alle domande e alle segnalazioni di eventuali disguidi al numero verde 800 938 883.  

“Abbiamo riunito un gruppo di volontari – spiega Furio Truzzi, presidente di Assoutenti e dell’Istituto Ligure del Consumo – per organizzare un servizio di ascolto al quale i cittadini si potranno rivolgere per segnalare problematiche, disguidi e incomprensioni riguardanti il piano vaccinale. In questo modo, collaborando con Regione Liguria, vogliamo dare un ulteriore contributo, come già successo dai primi giorni del covid, a tutti i cittadini liguri in un momento molto delicato”. A questo proposito l’assessore regionale alla Tutela dei Consumatori Simona Ferro ha ringraziato i volontari e le associazioni dei consumatori per il grande aiuto che presteranno.

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Vittoria per il comitato “Telemultati”!

Vittoria per tutti gli automobilisti genovesi ‘vittime’ di un uso perverso e distorto del T-Red.

Il Comune di Genova ha ritenuto opportuno accogliere le richieste delle Associazioni di Consumatori (Adoc, Adiconsum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codacons, Federconsumatori, Lega Consumatori e Sportello del Consumatore) annullando le sanzioni e sospendendo la rilevazione da remoto delle infrazioni per l’errato utilizzo delle corsie di canalizzazione a causa di una segnaletica orizzontale poco visibile e, a tratti, mancante.

“I consumatori genovesi hanno conseguito un’importante vittoria vedendo accolte le loro richieste da parte del Comune sulle multe per corsia di canalizzazione” spiegano Furio Truzzi Presidente di Assoutenti e Stefano Salvetti, Presidente di Adiconsum e Coordinatore della Consulta Ligure dei Consumatori  Utenti.

“Tuttavia, per ora, si tratta di una vittoria a metà perché non contempla alcuna tutela per chi ha già pagato e per chi ha già dichiarato che era in condotta del veicolo. Apprezziamo che il Comune voglia dare una risposta anche a queste categorie di utenti, a favore delle quali noi Associazioni dei Consumatori siamo e ci sentiamo moralmente impegnati, ma per tutelare anche loro è importante, ora come ora, essere coordinati”, aggiunge Furio Truzzi.

“Quindi invitiamo tutti coloro che hanno pagato la sanzione e comunicato il conducente del veicolo di scrivere alla nostra mail consulenze@consumatoriliguria.it e rivolgersi alle Associazioni dei Consumatori per definire l’ulteriore passo da farsi. Dal nostro punto di vista crediamo che il Prefetto possa giocare un ruolo importante,  poiché, vedendosi presentare i ricorsi per i punti patente, con queste premesse, potrebbe accoglierli”, conclude infine Truzzi.

 

AGGIORNAMENTO 11 FEBBRAIO 2021

Nel riportare il comunicato concordato con l’amministrazione comunale al termine del primo tavolo tecnico riunitosi il 10 febbraio, vi invitiamo ad esaminare meglio le casistiche discusse cliccando qui.

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Raccolta firme del comitato “Telemultati”

Quest’oggi si è svolta, proprio sotto il Ponte Monumentale, la prima raccolta firme del comitato “Telemultati”. Questo incontro, il primo avvenuto di persona, il secondo dopo il meeting su Zoom, ha raggiunto centinaia di persone, tutte con una storia propria, e ciascuna diversa.

Come la signora Graziella che non ha preso alcuna multa direttamente, ma lavora per un’azienda dove ne sono state recapitate molte ai suoi colleghi, soprattutto in Via Cantore e Corso Europa. Oppure la signora Anna, che usa prevalentemente i mezzi pubblici, ma che è stata colpita dalle ingiuste sanzioni. Tuttavia, non hanno aderito solo persone che sono state colpite dalle multe, ma anche persone che hanno seguito la vicenda senza esserne direttamente coinvolti e che hanno deciso di unirsi alla causa.

Nel mentre che la protesta si fa più consistente e decisa e aggiunge a sé sempre più adesioni (siamo già oltre tremila) anche le istituzioni stanno cominciando a guardare con attenzione lo svolgersi della vicenda.

Questo è il segno che la strada intrapresa dell’annullamento in autotutela è quella giusta e che il lavoro svolto finora è servito a smuovere le cose, ma il cammino da percorre non è ancora terminato. Per il momento consigliamo fortemente di non pagare le sanzioni ma di chiederne l’annullamento in autotutela (scaricate il modulo andando in questa pagina), oppure di rivolgervi direttamente alle Associazioni dei Consumatori Liguri.

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Decine di migliaia di euro spartiti tra gli operatori infedeli ed i collettori-rivenditori dei dati

Decine di migliaia di euro spartiti tra gli operatori infedeli ed i collettori-rivenditori dei dati.

Ecco il volume di affari scoperto dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni con il coordinamento della Procura di Roma, nell’ambito della fase conclusiva dell’operazione “Data Room”.

Di assoluto livello criminale la mole dei proventi, come emerge da più di una conversazione nella quale alcuni indagati discutono dei corrispettivi, mettendosi d’accordo sulla ripartizione degli incassi illeciti del mese.
L’attività di commercializzazione delle liste di utenti e i loro relativi recapiti riguardava anche i sistemi informatici in uso a gestori operanti nel settore dell’energia.
Le indagini sono state portate avanti dagli specialisti del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni che hanno svolto intercettazioni telefoniche e pedinato gli indagati analizzato i sistemi informatici delle piattaforme contenenti i dati: analisi rese possibili anche grazie alla collaborazione della struttura di sicurezza aziendale di Telecom Italia.
È la prima operazione su larga scala per la tutela dei dati personali trafugati,
un fenomeno noto a tutti che vede coinvolti dipendenti infedeli, call center compiacenti ed intermediari e che ha quale oggetto ciò che sul mercato ha assunto un significativo valore commerciale.

Tra gli arrestati ci sono dipendenti infedeli di compagnie telefoniche (i procacciatori materiali dei “preziosi” dati), gli intermediari che si occupavano di gestire il commercio delle informazioni estratte dalle banche dati e i titolari di call center telefonici, che sfruttavano le informazioni per contattare potenziali clienti e lucrare sulle commissioni per ogni portabilità: commissioni che arrivano fino a 400 euro per ogni nuovo contratto stipulato.

L’inchiesta è stata avviata nel mese di Febbraio scorso a seguito di una denuncia depositata da parte di Telecom Italia, nella quale si segnalavano vari accessi abusivi ai sistemi informatici gestiti da Tim, riscontrati almeno a partire dal Gennaio 2019.
Gli accessi abusivi avvenivano tramite account o virtual desktop in uso ai dipendenti di gestori di servizi di telefonia e di società partner per l’accesso ai database direttamente gestiti dalla stessa società denunciante, in ragione della concessione delle attività di manutenzione della infrastruttura telefonica nazionale. Queste banche dati vengono alimentate da tutti i gestori telefonici in relazione alle segnalazioni ricevute dai clienti sui disservizi, rappresentando oltretutto una vera e propria istantanea delle condizioni della infrastruttura nazionale di telecomunicazioni.

I dati stessi, adeguatamente “puliti” per essere utilizzati dai diversi call center, passavano di mano in mano, rivenduti a prezzi ridotti in base alla “freschezza” del dato stesso, motore di un movimento che alimenta il fenomeno delle continue proposte commerciali che tutti ben conoscono. Le indagini tecniche hanno fatto anche emergere come l’attività di commercializzazione di liste di utenti e relativi recapiti riguardasse anche i sistemi informatici in uso a gestori operanti nel settore dell’energia, in corso di ulteriore approfondimento.

Tim ha espresso “il più vivo ringraziamento” all’autorità giudiziaria e alla polizia “per aver portato a termine con successo l’indagine relativa alla divulgazione e commercio abusivo di dati anagrafici e numeri telefonici della clientela”. Grazie ai provvedimenti adottati dal GIP del Tribunale di Roma, si legge in una nota della compagnia, “si chiude oggi una vicenda grave che proprio Tim aveva denunciato alla procura della Repubblica di Roma un anno fa, a seguito di una accurata indagine interna”.

ADOC GENOVA SI STA ATTIVANDO CON I PROPRI LEGALI PER COSTITUIRSI PARTE CIVILE IN MERITO A TALE SITUAZIONE.

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Attenzione alle false email dell’Agenzia delle Entrate: ecco cosa può succedere.

E’ di ieri 30 giugno 2020, il comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate sulla email truffa che sta girando via web in questi giorni. Un ennesimo tentativo di phishing con l’obiettivo di ottenere direttamente dai destinatari informazioni riservate.  

L’Amministrazione finanziaria sta mettendo in guardia tutti i contribuenti dal tentativo di truffa. 

Prima di capire cosa può succedere, ricordiamo cosa è il phishing.

Il phishing cos’è e come funziona

Negli ultimi mesi, si sente parlare spesso di phishing cerchiamo allora di capire cos’è e come funziona. 

Il phishing è un tipo di truffa realizzata su internet attraverso l’inganno degli utenti.

Si concretizza attraverso messaggi di posta elettronica ingannevoli. Con il phishing il malintenzionato fingendosi un ente affidabile, tenta di convincere la vittima adescata in rete a fornire tutte le informazioni personali, finanziarie e codici di accesso. La finalità è quella di carpire i dati di accesso a servizi finanziari online o altri che comunque richiedono una registrazione. Tra i recentissimi tentativi di phishing ricordiamo anche quello dell’INPS.

Attenzione alla email truffa dell’Agenzia delle Entrate: ecco cosa può succedere

L’Agenzia delle Entrate invita tutti gli utenti a prestare la massima attenzione alle email eventualmente ricevuta dall’Amministrazione finanziaria. Consiglia, infatti, di cestinare immediatamente tutti i messaggi di posta elettronica che nell’oggetto riportano la dicitura “IL DIRETTORE DELL’AGENZIA”.( per tale motivo viene identificata come “ La truffa del direttore”

Nei falsi messaggi si invitano gli utenti a visionare i documenti Office contenuti in un archivio .zip allegato, per “verificare la conformità dei propri pagamenti”. Pertanto, se avete ricevuto una email del genere, cestinatela direttamente, senza aprire nessun link e nessun allegato presente nella email.

Ricordate che l’Agenzia delle Entrate non richiede mai, tramite messaggi di posta elettronica, i dati personale degli utenti.

Questi dati sono, infatti, consultabili esclusivamente nel cassetto fiscale tramite i servizi Fisconline o Entratel. Quindi, se si ricevono messaggi simili, attenzione alla email truffa dell’Agenzia delle Entrate