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Problemi del trasporto ligure post Covid: lettera aperta di pendolari e consumatori

Comitati pendolari e associazioni dei consumatori hanno inviato oggi una lettera aperta ai rappresentanti di Governo, Regione Liguria e aziende dei trasporti circa i gravi problemi che si stanno verificando sulle tratte liguri in questa fase post Covid. Sono firmatari della lettera:  Adiconsum – Adoc – Assoutenti – Casa del Consumatore – Codacons – Comitato Pendolari Liguria – Comitato Utenti Trenitalia del Ponente – Federconsumatori – Genova Milano Newsletter- Lega Consumatori

La lettera:

Gentilissimi
MINISTRO DEI TRASPORTI
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
ASSESSORE AI TRASPORTI DELLA REGIONE LIGURIA
PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA
DIRETTORE REGIONALE LIGURIA TRENITALIA
DIRETTORE TRASPORTO REGIONALE TRENITALIA
AMMINISTRATORE DELEGATO TRENITALIA
DIRETTORE REGIONALE RFI
AMMINISTRATORE DELEGATO RFI
AMMINISTRATORE DELEGATO BUS ITALIA
AMMINISTRATORE DELEGATO FERROVIE DELLO STATO ITALIANE
AMMINISTRATORE DELEGATO ASPI
AMMINISTRATORI DELEGATI AZIENDE LIGURI TPL

e pc AI PARLAMENTARI LIGURI – AI CONSIGLIERI REGIONALI

A fronte della auspicata ripresa delle attività lavorative, dei flussi turistici verso la Liguria, stiamo purtroppo constatando la grave situazione della circolazione sulle vie di comunicazione che collegano la nostra Regione con la Lombardia ed il Piemonte in particolare. Alla eclatante criticità della rete autostradale si stanno riscontrando grossi problemi nei trasporti ferroviari e nel trasporto su gomma che purtroppo temiamo possano aumentare nel corso delle prossime settimane.

Cerchiamo di rappresentare in modo schematico quali sono i punti nevralgici e quali sono, a nostro modesto avviso, le possibili iniziative di remediation da adottare superando urgentemente l’inadeguata programmazione che ha coinvolto i diversi player della mobilità pubblica e privata in liguria.

  1. AUTOSTRADE – revisione immediata del piano dei lavori introducendo il parametro dell’impatto viabile e riprogrammazione per velocizzare la circolazione accessi gratuiti da tutti i caselli della Liguria
  2. TRASPORTO FERROVIARIO –  L’assalto ai convogli per e da le Riviere, soprattutto nel weekend 20-21 giugno e la forte ripresa del pendolarismo ha comportato: a) una totale inosservanza delle basiche norme di sicurezza anti Covid19; b) una pessima qualità delle condizioni di trasporto a causa degli accalcamenti inverosimili; c) il diffuso mancato acquisto di un titolo di viaggio anche a causa della mancata emissione dei biglietti da parte delle biglietterie: i soliti “furbi” hanno approfittato, peraltro, della pressoché totale mancanza di personale di controllo di Trenitalia; d) l’utilizzo di 6 convogli straordinari, oggettivamente necessari per consentire il rientro di migliaia di lombardi e di piemontesi dalle riviere, ha avuto pesanti ricadute la mattina di lunedì 22 giugno su treni come ben sapete utilizzati dai pendolari che devono raggiungere con tempistiche molto stringenti legate ai propri incarichi lavorativi, ne hanno subito una pesante ricaduta).
  • Riteniamo evidente in questo settore l’inadeguatezza nel predisporre con doverosa programmazione nuove misure di sicurezza sanitaria (mantenimento del solo obbligo della mascherina e ritorno della capienza al 100%), di prenotazione obbligatoria anche per il trasporto regionale, un numero adeguato di convogli e un numero maggiore anche di carrozze laddove possibile e soprattutto l’impiego di personale di controllo e di assistenza anche a terra per il massimo rispetto delle misure sanitarie e il contrasto del mancato acquisto dei biglietti. Infine riteniamo assurdo che gli unici convogli straordinari siano pessimi regionali con materiale di 45 anni fa che danno immagine da quinto mondo alla Liguria. I treni straordinari devono essere FR a prezzo di mercato e devono essere introdotte linee speciali di Busitalia e degli altri gestori di linee di granturismo dalle città del nord per le riviere.
  • A questo proposito chiediamo con forza  l’istituzione di FRECCIAROSSA straordinari per la Liguria con queste modalità:
  1. Il venerdi: 1 FR Milano-Spezia in partenza alle ore 18.25 da Milano Centrale con fermate a Pavia, S.Margherita Ligure, Rapallo, Chiavari, Sestri Levante, Monterosso, Riomaggiore.

B: il venerdì: 1 FR Milano-Ventimiglia in partenza alle 17.30 da Milano Centrale con fermate a Pavia, Arenzano, Varazze, Savona, Finale, Albenga, Alassio, Diano, Imperia, Taggia, Sanremo, Bordighera.

  1. il sabato 1 FR Milano-Spezia in partenza alle ore 7.30 con fermate a Pavia, S.Margherita Ligure, Rapallo, Chiavari, Sestri Levante, Monterosso, Riomaggiore.
  2. il sabato 1 FR Milano-Ventimiglia in partenza alle ore 7.35 con fermate a Pavia, Arenzano, Varazze, Savona, Finale, Albenga, Alassio, Diano, Imperia, Taggia, Sanremo, Bordighera.
  3. la domenica: 2 FR Spezia-Milano in partenza dalla Spezia alle 17 e alle 18 con fermate a Riomaggiore, Monterosso, Sestri Levante, Chiavari, Rapallo, S.Margherita, Pavia.
  4. la domenica 2 FR Ventimiglia-Milano in partenza alle 17 e alle 18 con fermate a Bordighera, Sanremo, Taggia, Diano, Imperia, Alassio, Albenga, Finale, Savona, Varazze, Arenzano e Pavia. L’implementazione di questi treni (utili e non inutili e dannosi come il 9710 e 9745 di cui ci auguriamo la soppressione definitiva) qualificherebbe la Regione che va coadiuvata nell’impegno economico da sussidi del MIT.
  • La chiusura della “Succursale” per circa 60 giorni da metà luglio a metà settembre avrà una ricaduta ulteriormente negativa sulla qualità e sulla puntualità dei trasporti ferroviari, questo è praticamente certo: e ciò varrà sia per i numerosi turisti che – come accaduto appunto in questo primo weekend estivo – vorranno raggiungere le nostre località balneari, sia per i pendolari. Come nel caso di “Autostrade per l’Italia”, anche qui è biasimevole il fatto che nel lungo periodo del “lockdown” nel quali i flussi di viaggiatori erano sostanzialmente insignificanti, non si sia provveduto ad anticipare tali lavori. A questo punto, data la straordinarietà del momento che l’Italia (così molti altri Stati al mondo) sta vivendo, sarebbe più opportuno che la chiusura della “Succursale” venisse rinviata di 1 anno non essendo sopportabili 60 giorni estivi con autostrade e linea ferroviaria dimezzate.
  • Servizio informativo da parte del crm

Assistiamo ad una oggettiva latitanza del servizio proveniente da crm.regionaleliguria@trenitalia.it. Ormai da febbraio non arriva più una mail che informi l’utenza sui treni circolanti, sulla chiusura di linee, sui ritardi e su guasti infrastrutturali. 

  • Carta “TuttoTreno

A tutt’oggi (25 giugno) non risulta ancora acquistabile on-line e nelle biglietterie automatiche presenti nelle stazioni

  • TRASPORTO LOCALE – massimo coordinamento con il trasporto ferroviario per assicurare mezzi alternativi sulla media distanza, potenziamento della flotta anche con accordi con vettori privati (flixbus, granturismo, ecc.)
  1. RUOLO DI REGIA – CHIEDIAMO A REGIONE E GOVERNO DI ISTITUIRE SUBITO UN COORDINAMENTO PERMANENTE CHE ASSICURI:
    1. ADEGUATE RISORSE FINANZIARIE PER I CONTRATTI DI SERVIZIO FERROVIARIO E TPL E PER I RIMBORSI DEGLI ABBONAMENTI
    2. LA RIDEFINIZIONE DEL PIANO LAVORI
    3. LA RIDEFINIZIONE DI MISURE SANITARIE PIU ADEGUATE ALLA REALTA’ DEI FATTI CON L’UNICO OBBLIGO DELLA MASCHERINA A BORDO TRENI E BUS

I firmatari:

Adiconsum
Adoc
Assoutenti
Casa del Consumatore
Codacons
Comitato Pendolari Liguria
Comitato Utenti Trenitalia del Ponente
Federconsumatori
Genova Milano Newsletter
Lega Consumatori

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Vinta la battaglia per il rimborso degli abbonamenti

Con l’emergenza coronavirus gli abbonamenti di treno e trasporto pubblico locale sono rimasti inutilizzati in moltissimi casi: ora finalmente arrivano i rimborsi! Tutelare chi aveva già acquistato abbonamenti per il trasporto ferroviario e locale, come bus, treni, metro, e non hanno avuto la possibilità di utilizzarli a causa del cosiddetto lockdown è stato obiettivo primario di Assoutenti che di questa battaglia si era fatto portavoce sin dalle prime settimane di emergenza con le istituzioni, sia a livello nazionale che a livello regionale e ora accoglie con soddisfazione la decisione di introdurre un’apposita misura nel Decreto Rilancio (art. 205).

Come richiedere il rimborso degli abbonamenti inutilizzati per coronavirus

Il “decreto rilancio” ha introdotto il rimborso dei costi sostenuti dai pendolari per l’acquisto di abbonamenti di viaggio per servizi ferroviari e di trasporto pubblico non usufruiti nel periodo di chiusura forzata.

La richiesta di rimborso dovrà essere inoltrata alla società che gestisce il servizio allegando

  • la documentazione comprovante il possesso del titolo di viaggio
  • un’autocertificazione con la quale l’utente dovrà attestare che non ha potuto utilizzare l’abbonamento.

Secondo quanto stabilito nel decreto, entro trenta giorni dalla ricezione della comunicazione, il vettore dovrà procede al ristoro.

Il rimborso potrà avvenire in due modi: con l’erogazione di un voucher o con il prolungamento della durata dell’abbonamento “per un periodo corrispondente a quello durante il quale non ne è stato possibile l’utilizzo”.

Chi sono i beneficiari del rimborso

Tutti coloro che possiedono un abbonamento ferroviario o di trasporto pubblico locale valido durante il periodo interessato dalle misure restrittive imposte dal governo e che non l’hanno utilizzato nei periodi di stop dovuto alla crisi epidemiologica hanno diritto al rimborso.

Il comma 1 dell’art. 215 del Decreto Rilancio riporta infatti quanto segue:

“In caso di mancata utilizzazione, in conseguenza delle misure di contenimento previste dall’articolo […], nonché dai relativi provvedimenti attuativi, di titoli di viaggio, ivi compresi gli abbonamenti, le aziende erogatrici di servizi di trasporto ferroviario ovvero di servizi di trasporto pubblico locale procedono nei confronti aventi diritto al rimborso”.

Segnalare ad Assoutenti casi di mancato rimborso

Le società che gestiscono i servizi di trasporti si stanno attivando per rendere operativo il sistema di rimborso: in caso di difficoltà ad ottenere il ristoro stabilito dalla nuova norma, gli utenti potranno rivolgersi ad Assoutenti scrivendo alla mail info@assoutenti.liguria.it o rivolgendosi alla sede più vicina.

foto credits : Arbalete

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Morosità bollette telefoniche: gli interventi richiesti da Lega Consumatori

Evitare contenziosi nel settore telefonia legati all’emergenza Coronavirus. E’ questo l’obiettivo di Lega Consumatori che ritiene necessario intervenire con urgenza per tutelare gli utenti nelle problematiche legate al pagamento delle fatture dei servizi telefonici.

Lega Consumatori ha già richiesto richiesto a livello nazionale all’Autorità Garante per le Comunicazioni, la sospensione, analogamente con quanto avvenuto per le forniture di energia elettrica/gas/acqua, dei procedimenti di disattivazione di linee telefoniche e collegamenti internet da parte delle compagnie telefoniche per gli utenti di tutta Italia senza limitazioni (non solo nei comuni della ex zona rossa) in difficoltà economica.

“Ora secondo noi, evidenziano i vertici di Lega Consumatori Liguria, Alberto Martorelli e Cristina Cafferata, è necessario garantire che le situazioni di morosità strettamente riconducibili alla crisi generata dall’epidemia del Covid 19 siano trattate con adeguata attenzione”.

Pensiamo alle persone anziane che, non disponendo in molti casi del versamento diretto tramite conto corrente bancario, non possono uscire di casa a causa dell’epidemia per pagare la bolletta telefonica presso gli uffici postali o i tabacchini oppure alle famiglie che essendo in difficoltà economica (perdita lavoro, riduzione orario di lavoro, cassa integrazione) non sono in grado di rispettare la scadenza di pagamento delle fatture.

Per fronteggiare tali casistiche occorre predisporre con le Società telefoniche misure specifiche per supportare in modo concreto gli utenti ed in particolare:

  • consentire un’ampia rateizzazione degli importi non pagati addebitati nelle fatture, con storno degli interessi di mora eventualmente maturati
  • intensificare lo strumento della conciliazione paritetica per i casi di reclami respinti o privi di riscontro, prevedendo un ampliamento dei termini previsti per la durata di tale procedura

Tali strumenti consentirebbero di evitare spiacevoli contenziosi economici (nel caso  specifico l’intervento delle società di recupero crediti) o nei casi piu gravi i distacchi delle linee telefoniche e dei servizi internet che provocherebbero ulteriori gravi disagi agli utenti.

“Occorre infatti rilevare, sottolineano Martorelli e Cafferata, che l’erogazione dei servizi di telefonia, come emerso in questi mesi di emergenza sanitaria, costituisce e costituirà sempre più un servizio essenziale anche per la fase 2 poiché grazie ai collegamenti internet è possibile lavorare a distanza, di seguire le lezioni on line, di comunicare con  i nostri familiari e di rimanere informati”.

Lega Consumatori attende quindi un riscontro dalle Società delle telecomunicazioni in merito alle richieste sopraillustrate al fine gestire in modo efficace e rapido le istanza degli utenti legate al post emergenza Cororonavirus.

Gli sportelli di Lega Consumatori Liguria sono inoltre pronti a ricevere le segnalazioni degli utenti per i problemi legati alla telefonia fornendo adeguata assistenza e supporto.

 

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Emergenza Covid 19: le associazioni liguri dei consumatori sempre al vostro fianco

Oggi le nostre mani non possono stringersi, ma il gesto con cui simbolicamente vogliamo salutarvi resta sempre quello della foto: tendere una mano a chi ci chiede un aiuto, per esserci, con concretezza e disponibilità.

Le attività delle nostre associazioni non si sono mai fermate, nemmeno nei momenti più difficili: abbiamo trasferito i servizi di assistenza e tutela ad utenti e consumatori sulle nostre linee telefoniche e email, sui social e sulle piattaforme web, convinti che in una fase di assoluta e inedita emergenza come quella che stava (e sta) vivendo il paese vi fosse ancora più bisogno di compattezza e vicinanza alle persone e alle loro esigenze.

In questi mesi abbiamo ricevuto le vostre richieste di aiuto e chiarimento rispetto a molti e diversi  temi legati all’epidemia: per garantirvi sempre una risposta abbiamo esteso la reperibilità del nostro numero verde 800180431 che resta sempre attivo e che vi invitiamo a continuare a chiamare in caso di necessità.

Nel corso della fase 2 le nostre 8 associazioni continueranno a tutelare i diritti dei consumatori nelle modalità sopra indicate. Alcune sedi e sportelli  – ove possibile – hanno ripreso ad accogliere il pubblico su appuntamento, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza e distanziamento sociale previste per arginare il contagio: vi invitiamo a contattare direttamente le singole associazioni per conoscere eventuali orari e modalità di accoglienza.

Siamo sempre al vostro fianco!

Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Casa del Consumatore, Federconsumatori, Codacons, Lega Consuamtori, Sportello Consumatore 

  

 

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Fase 2 nei trasporti: Assoutenti raccoglie le segnalazioni di problematiche e disagi

“Prudenza, mascherine e segnalazioni alle associazioni dei consumatori”: è questa la sintesi emersa dalla riunione tra alcune associazioni nazionali e Trenitalia alla vigilia della fase 2. Per predisporre il monitoraggio in tempo reale delle problematiche riscontrate dai viaggiatori Assoutenti raccoglie le segnalazioni degli utenti alla mail nessunoescluso@assoutenti.it e attraverso il numero verde 800 811 410.

Le associazioni dei consumatori (Adiconsum – Adoc – Assoutenti – Adusbef – Cittadinanzattiva – Federconsumatori – Lega Consumatori – Mdc – Movimento consumatori) si sono incontrate ieri sabato 2 maggio con Trenitalia per condividere e rimarcare le misure di sicurezza necessarie indispensabili a garantire una corretta gestione della mobilità su rotaia in questa fase di emergenza del coronavirus a partire da lunedì 4 maggio e descritte in tutte le stazioni e su tutti i treni.

Le Associazioni dei consumatori sottolineano l’impegno di Trenitalia e di tutto il gruppo FS ad assicurare misure severe per la sicurezza sanitaria e fanno appello a tutti i viaggiatori e pendolari e ai loro comitati di applicare le indicazioni e assicurare un corretto rispetto delle disposizioni, in particolare nell’uso obbligatorio della mascherina e nel distanziamento, così come predisposto nelle stazioni e sui treni, e di segnalare alle associazioni dei consumatori (raggiungibili sui loro social sui loro siti, sui loro telefoni sulle loro mail) qualsiasi anomalia venisse riscontrata,  al fine di aiutare il monitoraggio in tempo reale delle problematiche che si dovessero manifestare.

Le Associazioni dei consumatori hanno chiesto di incontrare nuovamente, al termine di questa prima settimana, Trenitalia e le altre aziende del gruppo FS, Rfi e Grandi Stazioni,  per fare il punto della situazione ed esaminare anche le problematiche della cosiddetta fase tre.

Infine le associazioni dei consumatori hanno deciso di scrivere una lettera urgente al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e al Presidente del Coordinamento delle Regioni affinché si definiscano al più presto misure di sostegno economico per l’intero comparto della mobilità pubblica  dal trasporto ferroviario a quello su gomma. Chiedono al Ministro e ai presidenti delle regioni di convocare urgentemente un tavolo nazionale e tavoli regionali dedicati alla mobilità con le parti sociali (imprese, lavoratori, consumatori) per promuovere il lavoro agile e la flessibilità degli orari in entrata e in uscita al fine di modificare un modello di trasporto concentrato in alcune fasce orarie della giornata.

Le AA.CC., da ultimo, sollecitano che si faccia presto chiarezza sui rimborsi per gli abbonamenti dei pendolari mentre per tutti i titoli di viaggio auspicano anche l’alternativa del rimborso in denaro in quei casi in cui i voucher non vengano utilizzati direttamente o ceduti ad altro passeggero.

Segnalate ad Assoutenti i vostri disagi: interverremo in tempo reale.

 email nessunoescluso@assoutenti.it
 numero verde 800 811 410

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Mutuo casa: sospensione rate anche per i mutui non superiori a 400mila euro.

La conversione in legge del Decreto “Cura Italia” ha comportato delle gradite sorprese per chi ha un mutuo prima casa e non riesce a pagare le rate per l’emergenza coronavirus e vuole chiedere la sospensione dei pagamenti al Fondo Gasparrini.

L’art. 54 della Legge n. 27 del 24 aprile 2020 ha esteso infatti la possibilità di chiedere la sospensione del pagamento delle rate anche a mutui di importo non superiore a 400 mila euro e non più superiori a 250 mila.

Quando si può chiedere la sospensione delle rate del mutuo prima casa

Si può chiedere:

  • per mutui di importo non superiore a 400 mila euro
  • per mutui con ammortamento da più o da meno di 1 anno
  • per mutui accesi grazie al Fondo di garanzia Mutui Prima Casa
  • se si è già avuta una sospensione, a patto che il pagamento regolare sia ripreso per almeno tre mesi.

Importante: Per accedere al Fondo non è necessario presentare l’ISEE.

Quando non si può chiedere la sospensione delle arte del mutuo prima casa

  • Quando il mutuo riguarda un immobile appartenente alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

Lavoratori ammessi alla sospensione delle rate

Possono richiedere la sospensione del pagamento delle rate del mutuo casa i lavoratori dipendenti soggetti a:

  • sospensione del lavoro per almeno 30 giorni lavorativi CONSECUTIVI
  • riduzione dell’orario di lavoro per almeno 30 giorni lavorativi CONSECUTIVI, corrispondente ad una riduzione pari al 20% dell’orario complessivo
  • sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni, anche in attesa dell’autorizzazione dei trattamenti i sostegno al reddito.

Possono richiedere la sospensione del pagamento delle arte del mutuo casa i lavoratori autonomi e liberi professionisti che:

  • autocertifichino di aver perso, nel trimestre successivo al 21 febbraio 2020 e nel trimestre precedente la domanda, o, qualora non sia trascorso un trimestre tra il 21 febbraio 2020 e la data della domanda,  più del 33% di fatturato rispetto a quello registrato nell’ultimo trimestre del 2019, a causa dell’emergenza coronavirus.

Per quanto tempo è concessa la sospensione del pagamento delle rate di mutuo

  • Per 6 mesi, se la sospensione/riduzione dell’orario di lavoro è compresa tra 30 e 150 giorni lavorativi consecutivi
  • Per 12 mesi, se la sospensione/riduzione dell’orario di lavoro è compresa tra 151 e 302 giorni lavorativi consecutivi
  • Per 18 mesi, e la sospensione/riduzione dell’orario di lavoro è superiore a 303 .giorni lavorativi consecutivi.

Durata della sospensione

Per 9 mesi a partire dal 17 marzo 2020.

Che cosa fa in concreto il Fondo

  • A fronte della sospensione del pagamento delle rate di mutuo, il Fondo verserà alle banche gli interessi compensativi nella misura del 50% degli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo di sospensione. Tale calcolo sarà applicato sia alle istanze presentate a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto del 17 marzo 2020  n. 18 anche a quelle già richieste e concesse, ma ancora non liquidate.

Nel caso di mutui concessi da intermediari bancari o intermediari e nel caso il mutuatario richieda all’intermediario la sospensione del pagamento delle rate, sarà l’intermediario a provvedere, al pagamento degli interessi compensativi nella misura  pari  al  50% degli interessi maturati sul debito residuo  durante  il  periodo  di sospensione.

Si può richiedere la sospensione del pagamento delle  rate più volte?

  • Sì, anche per periodi non continuativi e per un periodo complessivo non superiore ai 18 mesi, il tutto subordinato alla dotazione del Fondo.

A chi inviare la domanda

La domanda va inviata esclusivamente alla BANCA presso cui è stato acceso il mutuo. Eventuali domande inviate alla Consap, la Concessionaria dei Servizi Assicurativi Pubblici S.p.A. non saranno prese in considerazione.

Funzionamento della procedura

  • La banca invia telematicamente la domanda di sospensione alla Consap entro 10 giorni dal ricevimento solo se la documentazione è completa
  • Consap ha 15 giorni solari consecutivi per concedere l’autorizzazione alla sospensione
  • La banca ha 5 giorni lavorativi per far conoscere al mutuatario l’esito della richiesta.

Scarica il nuovo MODULO

Per maggiori info, consultare anche la Gazzetta Ufficiale

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Progetto “E-ra digitale”: Adoc apre uno sportello dedicato a Genova

Internet e le tecnologie digitali stanno progressivamente modificando il nostro stile di vita, trasformando le abitudini di fruizione dei consumi, nonché il modo di lavorare, insediandosi preponderatamene nella sfera privata quanto in quella professionale di ognuno di noi. Oggigiorno le opportunità offerte dalla rete sono numerose e riguardano qualsiasi ambito, si passa dalla possibilità di ordinare la spesa on line, piuttosto che i libri scolastici, prodotti elettronici o mobilia, a quella di attivare contratti di fornitura di servizi, piuttosto che prenotare visite mediche o dialogare con la pubblica amministrazione.

Avere a portata di mano un ipermercato globale offre notevoli opportunità per il consumatore, aumentando le possibilità di scelta e la convenienza. Allo stesso tempo però un uso non attento della tecnologia può nascondere molti rischi.

La Commissione Europea si è proposta di creare un mercato unico digitale, come priorità per garantire tutela e uniformità a livello comunitario.

In tale contesto si inserisce il progetto “e-RA DIGITALE: il consumatore incontra il web”, con lo scopo di tutelare gli utenti, in qualità di consumatori, dai rischi derivanti dall’utilizzo non corretto delle tecnologie digitali e dalle transazioni economiche effettuate on-line.

Con e-RA DIGITALE, Adoc, insieme ad altre associazioni ha messo in campo aizoni al fine di educare i consumatori ad un utilizzo consapevole ed informato delle piattaforme digitali, sensibilizzandoli con riferimento all’esercizio dei diritti e delle forme di tutela determinate dallo sviluppo e dalla diffusione dell’e-commerce. Come? Con una campagna di informazione innovativa e di forte impatto che anche attraverso il gioco ed il divertimento educhi il consumatore, con un servizio di assistenza on line cui accedere dal sito di progetto e con attività di formazione.

Non solo, e-RA DIGITALE, si pone un altro obiettivo, quello di abbattere le barriere tecnologiche e conoscitive di quella fascia di popolazione “esclusa” dalla rete, favorendone l’accesso al mercato digitale attraverso i nostri punti di accesso web dislocati su tutto il territorio nazionale.

In particolare Adoc ha predisposto uno sportello ad hoc in una zona decentrata Genova – VIA G. Jori 62 che riceve il Martedì dalle  09:00-11:00 in cui un operatore si resta a dare assistenza nell’ambito del progetto

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Non solo mutui: sospensione delle rate anche per le altre tipologie di investimento

I mutui si possono accendere non solo per l’acquisto della prima casa, ma anche per altre tipologie di investimenti. Al momento questo tipo di mutui erano rimasti fuori da qualsiasi richiesta di sospensione dei pagamenti.

Per ampliare le misure di sostegno anche alle famiglie, ai dipendenti, ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti titolari di mutui non legati all’acquisto della prima casa, o comunque non rientranti nel Fondo Gasparrini e di prestiti, è stato raggiunto un accordo tra Adiconsum, ABI (Associazione bancaria italiana) e altre Associazioni Consumatori.

L’accordo sulla sospensione del pagamento delle rate riguarda:

  • i mutui garantiti da ipoteche su immobili non di lusso erogati prima del 31 gennaio 2020 a persone fisiche per ristrutturazione degli stessi immobili ipotecati, per liquidità o per acquisto di immobili non adibiti ad abitazione principale, che non rientrano nei benefici previsti dal Fondo Gasparrini o pur essendo connessi all’acquisto dell’abitazione principale non presentano le caratteristiche idonee all’accesso del Fondo Gasparrini
  • prestiti non garantiti da una garanzia reale a rimborso rateale erogati prima del 31 gennaio 2020.

La sospensione comprende anche le eventuali rate scadute e non pagate dopo il 31 gennaio 2020 e non determina l’applicazione di alcuna commissione.

Chi può accedere alla sospensione

Possono accedere alla moratoria coloro che hanno subito:

  • la cessazione del rapporto di lavoro subordinato per qualsiasi tipo di contratto
  • la sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni
  • morte o insorgenza di condizioni di non autosufficienza
  • la riduzione di un terzo del fatturato causata dall’evento epidemiologico per lavoratori autonomi e liberi professionisti

Adiconsum si augura che le banche rendano concreto, facilitando e semplificando ulteriormente l’accesso a tale benefi

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No all’ingresso alle spiagge gestito dagli stabilimenti privati

Non e’ pensabile affidare a privati (ovvero agli stabilimenti balneari) il controllo  dell’accesso  alle spiagge libere, proposta che si è letta in questi giorni sulla stampa locale. Farlo configurerebbe un reato penalmente perseguibile.

La fruizione delle spiagge deve avvenire con regole da individuare, così come sarà per l’accesso  a parchi e giardini pubblici o altri luoghi pubblici. Valuteremo le linee  guida che il ministero emanerà per accedere agli stabilimenti balneari e se ci sarà un tavolo regionale o comunale dedicato alle spiagge libere, noi – in rappresentanza dei fruitori /cittadini –  dobbiamo essere convocati. Potrebbe in fatti essere un’occasione per cercare di avere  ad libitum il rinnovo delle concessioni e su questo tema la Procura della Repubblica di Genova si è già ben espressa in passato.

Se gli aspetti economici sono rilevanti lo stesso sono i diritti dei cittadini a fruire di spiagge libere adeguate nel numero e collocazione. Lo prevede la sudata Legge Regionale del 2008 che pone un limite minimo di almeno un 40% di spiagge libere ( comprendenti anche quelle attrezzate). I piani di utilizzo demaniali disposti dai Comuni devono uniformarsi alla legge. Con fatica in questi anni a Genova, dopo estenuanti confronti con l’amministrazione, rappresentanze, audizioni, avevamo individuato nuove collocazioni di spiagge libere (il fronte città ne ha meno del 10%). Il tutto doveva essere approvato dopo le ultime osservazioni al Proud, ma l’attuale amministrazione ha bloccato l’iter. Ovvio che persistendo  le proroghe delle  concessioni i piani rimangono sulla carta.

Ricordiamoci che l’Italia è una anomalia, noi 8o% litorale fruibile in concessione, in Francia e Spagna l’inverso. Non solo. In quelle realtà le strutture sono leggere e amovibili. Da noi colate di cemento, scempio costiero e ambientale. Inoltre essendo state costruite in prossimità del mare sono state e saranno oggetto  di continui danneggiamento per le  mareggiate, che colpiranno sempre più per gli effetti dei cambiamenti climatici: assistiamo alla pretesa di  essere aiutati per il loro ripristino, ma di ripristinarle negli stessi luoghi, come un criminale seriale.

La categoria fornisce  il dato di 30 mila stabilimenti in Italia e 3 mila in Liguria. Ebbene, questi versano  canoni  allo stato per soli 105 milioni, una media  di 3 mila euro a stabilimento. Paga più un bar per mettere un paio di tavolini su suolo pubblico. Si  vada a verificare la congruità dei loro fatturati e ricavi, il personale impiegato. Se aiuti saranno concessi, li si diano in base a quanto fiscalmente dichiarato nel passato.

Le spiagge sono un bene pubblico, demaniale, di fatto privatizzato. Già nel 1976 il Consiglio di Stato aveva evidenziato che  erano state date troppe concessioni a detrimento della libera balneazione. Erano in quel periodo 1/3 delle attuali. Si risolva la Bolkestein in modo equo, ma occorre una legge quadro nazionale che imponga un 50% di spiagge libere alternate agli stabilimenti. Il governo, le Regioni, comuni, il parlamento non possono convocare solo  le loro rappresentanze. Noi associazioni dei consumatori rivendichiamo il nostro ruolo a tutela dei cittadini e dei loro diritti.

S. Salvetti Presidente Regionale Adiconsum Liguria e del coordinamento delle associazioni liguri componenti del Crcu

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Trasporti: i consumatori chiedono rimborso per gli abbonamenti non goduti

“In relazione ai provvedimenti di prossima emanazione da parte del Governo, volti al contenimento del contagio da COVID-19 ed in particolare in relazione ai provvedimenti a sostegno dell’economia per le imprese, i lavoratori e le famiglie, Le chiediamo particolare attenzione nella predisposizione di una misura di sostegno alle imprese di trasporto ferroviario e di trasporto pubblico locale che hanno subito una drastica riduzione dei ricavi in conseguenza della diminuzione dei passeggeri trasportati a seguito delle misure di contenimento e di riduzione delle attività lavorative e scolastiche, nonché di distanziamento sociale adottate fin dai primi giorni del mese di marzo”.

Si tratta di un passaggio della lettera indirizzata al Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Paola De Micheli sottoscritta dalle associazioni liguri dei consumatori (che partecipano al tavolo tecnico sul trasporto regionale istituito nel 2015), insieme all’Assessore ai Trasporti di Regione Liguria Gianni Berrino e ad alcuni dei comitati regionali dei pendolari.

“Tali misure devono essere altresì finalizzate – prosegue la lettera – in analogia con quanto disposto per i rimborsi dei titoli diviaggio singoli, ferroviari, aerei e marittimi, a ristorare gli utenti che a seguito delle predette misure sono #restatiacasa non usufruendo degli abbonamenti settimanali, mensili, annuali per tutto il periodo sottoposto alle misure governative. A tal fine si chiede di prevedere, nell’ambito di tali misure di sostegno alle aziende interessate, la predisposizione delle modalità e delle necessarie risorse finanziarie al fine di garantire il rimborso del valore corrispondente al mancato utilizzo degli abbonamenti acquistati ovvero per acquisire nuovi titoli di viaggio”.

Firmatari della lettera sono, oltre all’assessore Berrino, CLCU – CRCU (Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codacons, Federconsumatori, Lega Consumatori, Sportello del Consumatore), Comitato Pendolari Savona Genova, Comitato “Genova-Milano Newsletter”, Comitato Utenti Trenitalia del Ponente, Comitato Difesa Trasporti Valli Stura e Orba.