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A una settimana dal lancio della class action contro l'Agenzia delle entrate per ottenere il rimborso della tassa di concessione governativa sugli abbonamenti per la telefonia mobile sono già moltissime le richieste arrivate alle nove associazioni di consumatori aderenti al Clcu (Coordinamento ligure consumatori e utenti).

Ascolta Antonio Curri, segretario regionale di Assoutenti.

 

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Non pagare si può davvero? Al centro dell'attenzione c'è il pagamento del canone Rai, oggetto di una campagna mediatica lanciata da Libero e dal Giornale. Le motivazioni sono tutte politiche - non a caso il Giornale parla di "tassa Santoro" - e come tali stanno suscitando un dibattito vivace e reazioni indignate da parte di numerosi esponenti politici, anche perché il canone è una tassa e non pagarla equivale a compiere evasione fiscale.

Sul tema canone Rai, del resto, e al di là della contingenza politica, sono intervenute anche le associazioni dei Consumatori. Una per tutte è l'Aduc, che sulla campagna di Giornale e Libero sottolinea come per abolirlo serva una legge: "Visto che i due quotidiani sono vicini al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sarebbe utile suggerire di intervenire su una legge del 1938 che obbliga gli utenti a pagare il canone Rai - scrive l'Aduc - Basterebbe un semplice decreto legge che troverebbe ampio consenso nel Paese. Si farà? Abbiamo qualche dubbio, visto che la Rai è appannaggio della stragrande parte di partiti e sindacati, ma siamo fiduciosi che il taglio di questo nodo gordiano prima o poi arriverà. Nel frattempo occorre chiarire che il canone Rai è una imposta e chi non la paga incorre nelle sanzioni di legge. Si può certo dichiarare che non si intende più utilizzare il televisore facendo richiesta di suggellamento e di disdetta o disfarsi del televisore stesso". È invece dei giorni scorsi la richiesta del Codacons di intervenire a fronte del passaggio al digitale che, per chi non abbia acquistato il decoder, significa lo "spegnimento" di Rai due. "Chi non può o non vuole dotarsi di tale apparecchio, non potrà assistere alla programmazione di Rai2, pur avendo regolarmente pagato il canone Rai per l'anno 2009 - afferma l'associazione - A seguito delle numerose proteste giunte al Codacons, l'associazione ha deciso di avviare una causa collettiva in favore di quanti intendano chiedere la restituzione di un terzo del canone, in relazione all'impossibilità di vedere Rai2 senza decoder".

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poste italianePoste Italiane conferma il proprio impegno nel promuovere il dialogo con i clienti e le Associazioni dei consumatori anche attraverso la nuova Carta della Qualità dei prodotti postali (corrispondenza e pacchi) che stabilisce i diritti della clientela e gli impegni che l'Azienda assume per il rispetto dei criteri di qualità del servizio indicati nel documento.

Per ciascun prodotto e servizio presente nella Carta della Qualità sono definiti gli standard di qualità che l'azienda si impegna a rispettare, le caratteristiche principali, i tempi di presentazione e di risposta ai reclami.  In caso di mancato rispetto dei suddetti standard viene definita l'entità dei rimborsi, non solo in caso di perdite e danneggiamenti come avviene in molti altri Paesi europei, ma anche in casi di ritardi particolarmente significativi.


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Affidarsi alla fortuna? Rischioso, specialmente quando si crea l'illusione che si possa far quadrare i conti e si rischia di cadere invece nella dipendenza da gioco. La legalizzazione del gioco d'azzardo online - da ieri sono legali il poker cash, giocato con soldi veri, e i giochi da casinò online quali i dadi, il black jack o la roulette - continua a suscitare dubbi e proteste. Prima s'è levata la voce dell'associazione Libera. Oggi interviene l'Unione Nazionale Consumatori, che attraverso il segretario generale Massimiliano Dona commenta: "Legalizzare il gioco d'azzardo non è la strada migliore per fare cassa in periodo di crisi."
"Dadi, black jack e roulette usciranno dagli ambienti riservati della sala da gioco per entrare nelle case degli italiani - continua Dona - Basterà, dunque, collegarsi dal computer o, peggio, dal proprio smartphone per puntare soldi veri e non più il semplice gettone prepagato che si utilizzava fino ad oggi.

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cellulari1 Il Coordinamento ligure consumatori e utenti (Clcu) lancia la class action per il ottenere rimborso della tassa di concessione governativa sui cellulari con utenza in abbonamento. L'azione collettiva può essere intrapresa grazie alle norme contenute nel Codice delle telecomunicazioni elettroniche (Dlgs n. 259/2003) che ha di fatto abrogato la normativa su cui si fondava il presupposto per l'applicazione della tassa di concessione governativa versata dai titolari di abbonamento ai servizi di telefonia mobile. Queste conclusioni sono state già condivise da diverse Commissioni tributarie e ribadite nella recente sentenza n. 5 del 10/01/2011 della Commissione tributaria regionale del Veneto.

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L'iniziativa è parte integrante del progetto INFORMA CONSUMATORI LIGURIA e rientra nel programma generale di intervento 2009/2010
della Regione Liguria realizzato con l'utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

Registro Stampa n°17/05 del 21/10/2005 Autorizzazione del Tribunale di Genova

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