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TLC. Digitale terrestre e piattaforme satellitari, Adoc: "Regna il caos" PDF Stampa E-mail
venerdì 11 settembre 2009

Digitale terrestre, piattaforme satellitari, nuovi decoder: è ancora il caos. Le informazioni sono poco chiare, i nuovi decoder Tivùsat sono rari e la metà dei cittadini delle regioni in cui si sta attuando il passaggio al digitale terrestre non ha acquistato il decoder. La denuncia viene dell'Adoc, che chiede inoltre alla Rai - a fronte dell'oscuramento di diversi programmi sulla piattaforma Sky - di "rispettare il contratto di servizio e garantire la visione dei propri programmi su tutte le piattaforme".

"La metà dei cittadini interessati dallo switch over non ha ancora acquistato il decoder - dichiara Carlo Pileri, presidente dell'Adoc - a causa, soprattutto, di un informazione scarsa e poco chiara nei contenuti e nelle modalità di passaggio al segnale digitale. Questi dati sono confermati anche dal vertiginoso calo d'ascolti fatto registrare da luglio in poi da Rai Due e Retequattro, i due canali non più visibili in analogico nelle Regioni interessate". Per l'Adoc, la piattaforma satellitare Tivùsat, difficile da trovare nei negozi, configura "una violazione della concorrenza e del libero mercato, creando anche un notevole danno economico ai consumatori". L'associazione chiede inoltre alla Rai di non criptare i programmi: "La Rai è finanziata dal canone pagato dai cittadini, non può permettersi di limitare la visione gratuita dei propri programmi su piattaforme concorrenti, deve rispettare il contratto di servizio e garantire la visione dei propri programmi anche ai circa 5 milioni di abbonati Sky."

 

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