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Grazie a una serie di interventi normativi (decreto Salva Italia e decreto sulla semplificazione fiscale) e regolamentari (direttiva 7/2012 di Equitalia) oggi si può accedere con più facilità alla rateizzazione delle cartelle. Quella delle rate è una modalità di pagamento particolarmente apprezzata dai contribuenti: dal 2008, anno in cui questo strumento è stato affidato direttamente a Equitalia, sono state concesse più di un milione e mezzo di rateizzazioni per un importo che sfiora i 20 miliardi di euro (si veda la tabella con i dati per regione).Il decreto Salva Italia, in particolare, ha prorogato i termini per beneficiare della rateizzazione: i contribuenti che dimostrino un peggioramento della loro situazione economica potranno richiedere la proroga della rateizzazione già concessa, per un periodo ulteriore e fino a settantadue mesi (sei anni), purché non sia intervenuta decadenza. Con la proroga della rateizzazione il contribuente può chiedere rate di importo variabile e crescente per ciascun anno. Le rate variabili di importo crescente rispondono all’esigenza di agevolare il contribuente nella fase di difficoltà economica, con la previsione che in futuro la sua condizione migliorerà.

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inps
L’INPS ha deciso di chiudere gli sportelli di servizio e passare alla trasmissione informatica delle pratiche scegliendo, in questo modo, di abbattere i servizi agli utenti. A lanciare l’allarme è Pietro Giordano, segretario generale Adiconsum, che spiega. "La scelta operata tout court, senza una programmazione graduale dei tempi di applicazione e di informazione, non ha tenuto conto il fatto che più del 50% degli italiani – o per collocazione geografica o per analfabetismo tecnologico – non è in condizione di poter provvedere da sola alla compilazione ed alla trasmissione telematica delle pratiche e si trovano così costretti a effettuare lunghe file ed attese agli sportelli dei patronati non attrezzati a ricevere un flusso così improvviso e così corposo di utenti".

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soldi La manovra economica, a regime, avrà ricadute sulle famiglie pari a oltre 2 mila euro l'anno. Dal 2014 peserà per oltre 1500 euro annui, legati al totale dei tagli operati, e per circa 500 euro di maggiori tasse. Su una retribuzione netta di circa 32 mila euro annui a famiglia, la manovra potrà produrre nel 2014 una caduta di reddito pari a circa il 6,3% e una contrazione dei consumi di circa il 4,7%.
Nel giorno in cui inizia alla Camera dei Deputati la discussione generale del disegno di legge, che dovrebbe avere il via libera in settimana, le stime di Federconsumatori e Adusbef sulle ricadute per i cittadini non sono affatto positive: si parla di 100 euro a famiglia quest'anno, che diventeranno 937 euro nel 2012, 1806 nel 2013 e 2031 nel 2014.

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bonusbeb
Bonus bebè, famiglie nel mirino. Sarebbero infatti migliaia le famiglie che stanno ricevendo in questi giorni una comunicazioni da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze in cui si intima la restituzione delle somme percepite nel 2006, mille euro per i bimbi nati o adottati nel 2005 e nel 2006, e si prospettano sanzioni pesanti e azioni penali.
L'amministrazione contesta alle famiglie di aver prodotto autocertificazioni errate sul reddito - per ricevere il bonus bisognava avere un reddito inferiore a 50 mila euro lordi, mentre alcuni si sono sbagliati pensando che si intendesse il netto e hanno stilato un'autocertificazione sbagliata.

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pensioni Oltre ad avere un presente incerto, i giovani italiani hanno un futuro piuttosto allarmante: saranno la generazione "mille euro" anche da pensionati. Il 42% dei lavoratori dipendenti che oggi hanno tra i 25 e i 34 anni andrà in pensione intorno al 2050 con meno di mille euro al mese. Attualmente il 31,9% dei dipendenti in questa fascia di età guadagnano una cifra inferiore a mille euro e questi avranno una pensione addirittura più bassa. E questi giovani sarebbero i più fortunati, cioè i 4 milioni di giovani che oggi sono ben inseriti nel mercato del lavoro, con contratti standard: poi ci sono un milione di giovani autonomi o con contratti atipici e 2 milioni di giovani che non studiano né lavorano.

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L'iniziativa è parte integrante del progetto INFORMA CONSUMATORI LIGURIA e rientra nel programma generale di intervento 2009/2010
della Regione Liguria realizzato con l'utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

Registro Stampa n°17/05 del 21/10/2005 Autorizzazione del Tribunale di Genova

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