|
venerdì 30 aprile 2010 |
Si scrive “binge drinking” ma in pratica vuol dire una cozzaglia di alcolici ingurgitati uno dopo l’altro, nella stessa occasione, spesso fuori dai pasti. In termini tecnici si tratta di policonsumo. Quasi sempre da giovani, giovanissimi e completamente all’oscuro sugli effetti micidiali di questa folle ubriacatura. Secondo l’Osservatorio Nazionale Alcol-CNESP dell’Istituto Superiore di Sanità un giovane su 4 è a rischio di alcolismo, mentre nel caso delle donne la quota scende a 1 su 7. L’aspetto più rilevante è che le fasce d’età più a rischio sono quelle più giovani e quelle più anziane. Infatti tra gli ultra 65enni 1 uomo su 2 è a rischio, e 1 donna su 10.
Il “binge drinking” corrisponde ad una moda sociale in auge tra i giovani, per sfogare o semplicemente manifestare una socialità che non ha ancora imparato ad esprimersi in modo più “sobrio”. Le bevande alcoliche più consumate in questo caso sono superalcolici e birra. Così cambia lo stile di bere, sempre più lontano dal “made in Italy” e sempre più vicino ai modelli nord-europei, dove l’alcol è un consumo distaccato dall’alimentazione, lontano dalla tavola e dalla buona cucina. |